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ULTIME NEWS

SABATO 13 DICEMBRE 2015 – ore 17.00

Presentiamo “Isolanotte”, poesie di Edda Billi con prefazione di Bianca Pomeranzi e post-fazione di Maria Clelia Cardona alla Casa delle Donne di Roma. Il volume – che per tutte le abbonate di Leggendaria sarà allegato al n. 108 – è il secondo della collana “I Leggendari” – Iacobelli editore 2014. Con Anna Maria Crispino e Maria Clelia Cardona sarà presente l’autrice. Al termine, un bel brindisi augurale!

DAL 16 AL 21 DICEMBRE 2015

Al Teatro Lo Spazio di Roma (via Locri 42/44) va in scena “L’altra madre. Madri assassine tra cronaca e mito” con Mascia Musy e Maria Letizia Gorga, autore e regista Giuseppe Argirò (www.teatrolospazio.it)

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IN MEMORIAM / MARIELLA GRAMAGLIA

A UN’AMICA GENIALE

di Annamaria Crispino

La foto di Laura Salvinelli che vedete nella pagina accanto era sul letto di Mariella Gramaglia l’ultima volta che, con il cuore in gola per l’emozione e il dolore, sono andata a trovarla. Pochi giorni dopo, il 15 ottobre 2014, lei ci ha lasciato per sempre. È una foto che dice molto di chi era Mariella, del suo amore per la vita, per l’India e soprattutto per le donne. Quando, nel 2007, si era dimessa dal suo incarico di assessora al Comune di Roma ed era partita per l’India per collaborare con Sewa, importante sindacato indiano di sole donne, nell’ambito di Progetto Sviluppo e della CGIL – sul suo blog “Ordito e trama”, diceva «[…] mi sto facendo un bellissimo regalo di libertà». E come tale ha vissuto quell’esperienza, un dono della libertà che si era conquistata, lo si percepisce con molta chiarezza leggendo il bel libro Indiana. Nel cuore della democrazia più complicata del mondo (con l’emozionante reportage fotografico di Salvinelli).

Nel 2009, ricordando Roberta Tatafiore, aveva scritto: «Io […] ho sempre portato due passaporti in tasca, quello del femminismo e quello della ricerca sulla democrazia e le sue regole, e della pratica delle istituzioni. (“Un senso di incompiutezza”, in Leggendaria, n.75/2009 – p. 39). Il femminismo – si legge ancora sul suo blog e molti/e l’hanno già ricordato – è stato «la grande scoperta della mia vita: quando i cuori delle donne hanno cominciato a cantare solo quando ne avevano voglia loro». Erano i primi anni Settanta: Mariella si era trasferita da Torino (dove si era laureata in filosofia nel 1972) a Roma. Io arrivavo da Napoli a Roma ogni mese per le riunioni nazionali di quelli che al tempo si chiamavano “Collettivi femministi comunisti”: eravamo entrambe – e, con tante altre, anche Bia Sarasini e Silvia Neonato, che scrivono in queste pagine – “militanti” del Manifesto. Ma io, che ero la più giovane d’età – anche se già madre di Alessandro – le più grandi le guardavo con ammirazione e il cuore, davvero, mi cantava quando le sentivo parlare: allora si può, pensavo.

Mariella aveva un modo di intervenire che già allora la rivelavano per quella che poi è stata: una finissima analista, una “politica” nel senso più bello del termine, capace di condurre a sintesi i discorsi infuocati delle più movimentiste, di proporre mediazioni alte, sempre. Perché quella forma particolare di democrazia “assembleare” – senza rappresentanza, senza votazioni, senza schieramenti di maggioranze e minoranze – era non solo inedita per noi, ma difficilissima da praticare. Per le ragazze che allora eravamo, si trattava – in quei luoghi affollati che non erano ancora in grado di riconoscere le “disparità” né di concedere autorevolezza alla parola dell’altra – di far convivere e rendere produttive plurime ambivalenze: di formazione politica, di classe, di provenienza geografica, di fedeltà alla “linea” del gruppo misto di appartenenza (in quel caso, il manifesto) con la ricerca ancora embrionale di una soggettività di donne non subalterne – anzi, spesso apertamente conflittuali – al pensiero e alle pratiche dei“compagni”. L’escamotage che quel pezzo di femminismo adottò fu quello della “doppia militanza”, incomprensibile per la maggior parte degli uomini del gruppo, ma che noi testardamente perseguimmo fino all’uscita di moltissime dal Manifesto (nel 1976). Lo stesso processo aveva attraversato Lotta Continua, lo stesso problema si trovarono davanti le donne del Pci negli anni Ottanta, ma lì, nel Partito (come allora si chiamava) c’era già stata l’esperienza di doppia militanza delle donne dell’Udi.

Già in quegli anni dunque Mariella palesava le due grandi passioni della sua vita: il femminismo e la ricerca – l’interrogazione – sulle forme della democrazia. Due fili robusti che si sarebbero continuamente intrecciati anche quando, dopo una decina d’anni di lavoro giornalistico in varie testate (il manifesto, la Rai, il Lavoro di Genova, varie riviste e infine come direttrice di NoiDonne), nel 1987 fu eletta alla Camera dei Deputati come indipendente nelle liste del Pci. Le nostre vite sono tornate ad incrociarsi da vicino proprio nella redazione di NoiDonne: dopo anni di pendolarismo, mi ero definitivamente trasferita a Roma nel 1982 e, a seguito della crisi dell’allora settimanale dell’Udi (1983-84) – che a sua volta seguiva il distacco dell’Udi dal Pci nel famoso XII Congresso del 1982 (vedi “Quando si perde una parte di noi”, Leggendaria n.75/2009, pp. 36-37) – avevo con altre contribuito al l’uscita di un supplemento di Paese Sera che fece sopravvivere la testata nel periodo di chiusura. Nel 1985, a Mariella venne affidata la direzione di una NoiDonne tutta da ripensare e ricollocare sul mercato politico ed editoriale.

Furono gli anni di una grande sfida giornalistica ma anche di laboratorio per una pratica di relazioni, personali e professionali, che doveva tenere insieme l’assetto formale di una redazione – con le sue gerarchie – e la gioiosa anarchia di un gruppo di donne abituate dalla politica del femminismo a pensare ciascuna con la sua testa. Non fu sempre facile. Ma nel frattempo eravamo diventate anche “amiche”: lo metto tra virgolette perché – come scrive Bia Sarasini nelle pagine che seguono – quelle amicizie nate nel fuoco di una politica che rivendicava il “partire da sé” e “il personale è politico” significavano qualcosa di molto speciale: la capacità di interloquire senza configgere in modo distruttivo, di condividere il lavoro da pari ma anche di riconoscere autorità a chi si assumeva la responsabilità maggiore, di parlare di tutto ma poi anche di chiudere i discorsi in tempo per l’uscita della rivista, di accettare mediazioni senza sentirsene sminuite, di lasciare autonomia a ciascuna nella sua differenza (di pensiero, scrittura, preferenze) mantenendo una cornice di riferimento comune.

La proposta di far nascere una testata-figlia di NoiDonne, che fu poi Leggendaria è del 1986: Mariella l’approvò, e l’esperimento andò avanti per una decina d’anni proseguendo sotto al direzione di Franca Fossati e poi di Bia Sarasini, fin quando la “creatura” non fu forte abbastanza da camminare sulle sue gambe (1996).

Quando fu eletta deputata e poi dirigente del Comune di Roma e poi assessora per due mandati, le nostre strade tornarono a dividersi ma non ci perdemmo mai di vista. E fu al suo ritorno dall’India che Mariella cominciò a collaborare assiduamente con Leggendaria per poi entrare nel collettivo redazionale. Era già malata, ma combatteva come una leonessa. Abbiamo fatto gran parte delle riunioni di redazione nella sua casa romana, quella stessa casa dove a volte ci vedevamo ai tempi di NoiDonne, con i suoi figli Maddalena e Michele che circolavano tra noi un po’ affascinati (forse), ma anche gelosi (certamente) di quelle donne così chiacchierone che rubavano loro l’attenzione della madre. Su questo doppio sentimento ci sono pagine bellissime nel libro che Mariella ha scritto con la figlia Maddalena: Tra me e te.

Sono stati anni intensissimi, di confronto e condivisione: lei veniva volentieri nella mia casa sul lago, io mi fermavo da lei quando ero a Roma. Quel filo che ci univa da quarant’anni, tra alti e bassi, sembrava ora forte di un valore in più, che riempiva la parola “amiche” di affetto, accudimento reciproco, confidenze privatissime e confronti politici sui massimi sistemi: la crisi della sinistra, lo stato del femminismo, la democrazia. Lei si era appassionata a Se non ora quando, per le potenzialità che poteva avere in termini di “forme” della politica e della sua efficacia, mi pare, più che per l’effettiva pratica, che poi, dopo il grande successo della manifestazione dell’13 febbraio 2011, è risultata divisiva come altre esperienze precedenti. Io e altre della redazioni non riuscivamo a superare lo sconcerto per la leggerezza – per usare un eufemismo – con cui il gruppo promotore di Se non ora quando aveva liquidato il femminismo – non solo il movimento degli anni Settanta – di cui decretava un fallimento simmetrico a quello della sinistra – ma anche quello che tuttora pratichiamo in molteplici modi e svariati luoghi. Ma anche questa diversità di opinioni non ha minato i solidi rapporti tra noi negli ultimi anni.

Forse perché con Mariella si poteva dissentire, ma difficilmente venivano meno la stima e l’ammirazione, vale a dire – almeno per me – le basi su cui si costruisce un rapporto di affetto che è una presenza viva e porta ricchezza nella tua vita. Per questo mi manca, ci manca. Infinitamente. E continueremo il dialogo con lei, con ciò che ha scritto, che spesso, ad una rilettura dell’oggi, rivela una sorprendente capacità di vedere lontano. È stata, davvero, una amica geniale.

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MARIELLA GRAMAGLIA

Indiana. Nel cuore della democrazia
più complicata del mondo

Donzelli, Roma 2008
216 pagine, 16 euro

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MARIELLA GRAMAGLIA
MADDALENA VIANELLO 

Tra te e me. Madre e figlia si scrivono:
pensieri, passioni, femminismi

Edizioni et al., Milano 2013
194 pagine, 14 euro

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LEGGENDARIA N. 108/2014

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A Mariella Gramaglia, la nostra carissima leggendaria amica che ci ha lasciato in un giorno di ottobre, dedichiamo l’ampia apertura di questo fascicolo. Non è un omaggio rituale: ciascuna di noi ha scavato dentro di sé per superare il dolore della perdita e far venire fuori – e mettere in parola – la qualità e le ragioni della relazione amicale con lei, e la riconoscenza per aver avuto il privilegio di conoscerla, volerle bene e condividere con lei appassionate imprese politiche, di pensiero e di scrittura. Troverete i testi di quelle di noi che hanno voluto/potuto scrivere, di amiche di antica data e più recenti, di coloro che spontaneamente ci hanno mandato scritti su alcune delle molte esperienze e pratiche cui Mariella ha dato un rilevante contributo. Pubblichiamo inoltre un suo saggio del 1976 ormai introvabile, tuttora imprescindibile per l’analisi del rapporto tra femminismo e sinistra, e un testo narrativo sulla sua prima giovinezza a Ivrea, composto in collaborazione con la sorella Paola. Un modo per dirle addio e ricambiare il sorriso che le illuminava il volto anche nei momenti più difficili. Grazie, Mariella.

Questo numero di Leggendaria esce con una settimana di ritardo sul previsto perché la tipografia in cui stampiamo ha traslocato. Ce ne scusiamo con lettrici e lettori, sperando che le Feste non ritarderanno ulteriormente l’arrivo in libreria. È il nostro ultimo numero per il 2014 e per fare a tutti i nostri abbonati un regalo molto speciale, al fascicolo troverete allegato il secondo volumetto della collana “I Leggendari”: Isolanotte di Edda Billi (e chi non è abbonata/o può acquistare il volume dal sito www.iacobellieditore.it o in libreria da gennaio 2015). È stata proprio Edda a insistere affinché il suo libro arrivasse nelle mani delle abbonate di Leggendaria, una comunità di lettrici (e lettori) appassionate che potranno apprezzare le sue poesie come frutto di una ricerca di senso all’incrocio tra personale e politico, dove politico sta esplicitamente per femminismo e, nel caso di Edda, lesbismo.

Un piccolo Speciale sul recente Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia analizza gli esiti dell’incontro straordinario voluto da Papa Francesco, mettendo in luce la novità dello stile e del metodo della discussione ma anche le gravi insufficienze di un evento dove le donne non c’erano. E ancora, in Primopiamo vi segnaliamo, tra l’altro, una doppia recensione sull’ultimo volume della quadrilogia di Elena Ferrante (Anna Maria Crispino e Maria Serena Palieri), un intrigante breve saggio di Laura Corradi su Judith Butler, un bel profilo di Laura Levi su Esther Singer e l’analisi dell’opera della scrittrice aborigena australiana Ali Cobby Eckermann (Anna Maria Robustelli). Per le Strenne, pescate a piene mani nelle Letture e negli Under-15. Infine, da non perdere, l’articolo delle architette Claudia Mattogno e Maria Cristina Marchetti che, a partire dalla battaglia che stanno conducendo le aquilane TerreMutate per ottenere una Casa delle donne, ripercorrono la storia degli edifici più significativi che, in Italia e all’estero, sono stati costruiti o utilizzati come luoghi di pratiche di/per donne.

Ultimo numero dell’anno dicevamo, e dunque è tempo di rinnovare l’abbonamento alla vostra Leggendaria: andate alle pagine 32-33 e scegliete la vostra formula preferita: diventate una madrina (se potete) oppure sottoscrivete un abbonamento ordinario, sostenitore/trice, under-35 o in formato elettronico (pdf): l’importane è assicurarci che Leggendaria non può mancarvi nel 2015.

Buona lettura e Buone Feste!

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LEGGENDARIA N.108/2014

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IN MEMORIAM Mariella Gramaglia: A un’amica geniale (Anna Maria Crispino, p.06); La passione materna (Silvia Neonato, p.08); La politica, e il desiderio di cambiare la vita (Bia Sarasini, p.09); 1968: il venire dopo e l’andar oltre del movimento femminista (Mariella Gramaglia, p.11); Diverse, eppure grandi amiche (Franca Fossati, p.19); “Adesso magari facciamo un piccolo break” (Anna Mainardi, p.20); Torino. Prima Biennale Democrazia (Anna Nadotti, p.22); Saper vedere le immagini (Emma Rolla, p.22); Per Mariella (Edda Billi, p.22); Lei e le metal meccaniche (Alessandra Mecozzi, p.23); Abbiamo avuto pochi amici (Andrea Ambrogetti, p.24); “Rari nantes in gurgite vasto” (Mariella Gramaglia, p.25).

SPECIALE Sinodo: Un piccolo passo avanti (Bia Sarasini, p.34); Il Sinodo e le donne che non c’erano (Giancarla Codrignani, p.36); Le potenzialità della vita reale (Giulia Lo Porto, p.38).

TERREMUTATE Dai Women’s Buildings alla Casa delle donne (Claudia Mattogno e Maria Cristina Marchetti, p.39 ).

PRATICHE Politica: Quella testarde, spiazzanti Madres (Alessandra Riccio, p.42) – Musica: Kosmos kai mousiké (Giuliana Savelli, p.43).

A/MARGINE Fotografia: Rappresentazioni del potere e immagini della folla (Patrizia Larese, p.45) – Mostre: Viaggio à rebours per ritrovare Augusto (Patrizia Larese, p.47).

PRIMOPIANO Elena Ferrante: L’una e l’altra (Anna Maria Crispino, p.48); In debito col femminismo (Maria Serena Palieri, p.49) – Lia Levi: Due per le strade di Roma città aperta (Maria Serena Palieri, p.51) – Maria Venegas: Nel labirinto della morte (Alessandra Riccio, p.52) – Judith Butler: La melanconia delle società eterosessiste (Laura Corradi, p.54) – Letteratura Australiana: La geometria di Ali Cobby Eckermann (Anna Maria Robustelli, p.57) – Edda Billi: Un senso riconoscibile del sé (Maria Luisa Boccia, p.60) – Esther Singer Kreitman: L’importanza di chiamarsi Singer (Laura Levi, p.62).

LETTURE Pina Ligas : Un segreto che danna e salva (Anna Maria Crispino, p.65) – Toni Morrison: Sommersi e obliati (Sara Bennet, p.65) – Tiziana Plebani: Una grande mano abbandonata (Anna Mainardi, p.66) – Margaret Forster: Passato irrisolto (Anna Maria Crispino, p.66) – Edna O’brien: Paesaggio interiore (Maria Vittoria Vittori, p.67) – Floriana Coppola: Violenza tragica e distruttiva (Anna Mainardi, p.67) – Caryl Churchill: Linguaggi del teatro (Sara Soncini, p.68) – Lorenza Mazzetti: Passeggiando nella propria storia (Nadia Tarantini, p.68) Giuseppina Torregrossa: Bagaglio pesante (Maria Vittoria Vittori, p.68) – Patrizia Cecconi: Salvate le piantine palestinesi (Patrizia Larese, p.69).

UNDER-15 Strenne: Creature interessanti (A.M.C., p.72); Una casa chiamata yurta (Anna Mainardi, p.72); Il fantasma abita qui (Sara Bennet, p.72); 2 case, 3 bottoni (Sara Bennet, p.73); Seduttore sedotto (Anna Mainardi        , p.73); Essere pari (S.Be., p.74); Per i 7 mari (A.M.C., p.74); Doppio incantesimo (A.M.C. , p.74);

RUBRICHE Campagna abbonamenti 2015 (p.32) News & Buone notizie (di Giulia Crispino, p.70).

ABSTRACTS vai su/go to>>> www.leggendaria.it

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LEGGENDARIA N. 108/2014

PER MARIELLA

NOVEMBRE 2014, 76 PAGINE, 10 EURO

Legg.108_CoverA Mariella Gramaglia, la nostra carissima leggendaria amica che ci ha lasciato in un giorno di ottobre, dedichiamo l’ampia apertura di questo fascicolo. Non è un omaggio rituale: ciascuna di noi ha scavato dentro di sé per superare il dolore della perdita e far venire fuori – e mettere in parola – la qualità e le ragioni della relazione amicale con lei, e la riconoscenza per aver avuto il privilegio di conoscerla, volerle bene e condividere con lei appassionate imprese politiche, di pensiero e di scrittura. Troverete i testi di quelle di noi che hanno voluto/potuto scrivere, di amiche di antica data e più recenti, di coloro che spontaneamente ci hanno mandato scritti su alcune delle molte esperienze e pratiche cui Mariella ha dato un rilevante contributo  …

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