By

Tema / Praticare l’Utopia

DONNE POLITICA UTOPIA

Le donne trasformano la politica? Quando, dove, come e perché possono farlo? Guardando indietro, ma anche ai tempi che verranno

a cura di Lorenza Perini e Bruna Mura

Quando nel 2008 Alisa Del Re ha dato vita al Centro interdipartimentale di Ricerca per gli Studi di Genere (CIRSG) presso l’Università di Padova, si è trattato di una vera novità. Noi giovani studiose, studentesse e ricercatrici interessate agli studi di genere e agli approcci femministi, finalmente avevamo trovato uno spazio interdisciplinare, riconosciuto, “dentro” l’istituzione, ma che allo stesso tempo era aperto e accogliente. Se da un lato Padova è storicamente nota per essere una città vivace e per certi versi anche tumultuosa rispetto all’esperienza politica delle donne, dall’altro l’Università ha sempre faticato a riconoscere e istituzionalizzare luoghi e spazi di ricerca e di discussione sulle tematiche del femminismo e degli studi di genere.

Una delle prime attività – la prima forse – in cui Alisa Del Re ci ha coinvolte è stata l’organizzazione di un importante convegno dal titolo “Donne Politica Utopia” che si è tenuto nel 2009 e che ha visto la partecipazione di studiose e studiosi internazionali tra cui Rossana Rossanda, Luciana Castellina, Rada Ivekovic´, Adone Brandalise, Etienne Balibar, Eleni Varikas, Mario Tronti, e tante altre e altri. A seguito di quelle intense giornate di discussione e di confronto sugli orizzonti di una sinistra che storicamente ha sempre trovato difficoltà a dialogare costruttivamente con le istanze femministe, ma soprattutto a seguito del dibattito che il tema appassionato e controverso ha suscitato durante il convegno e anche dopo, in fitti scambi di mail, è nato un libro che Alisa ha curato e nella cui introduzione scrive:

La seconda ondata di femminismo ha fatto emergere con forza come la sfera personale sia una dimensione intrinsecamente politica, e probabilmente è su questa “politica” che bisogna tornare per riscoprire nuove forme di autodeterminazione non negoziabili. È impossibile ridursi al cielo grigio della contrattazione individuale dei propri spazi di libertà; è necessario e imprescindibile avere alle spalle la costruzione di un orizzonte collettivo, luogo di cambiamento radicale della propria collocazione sociale. Forse il femminismo degli anni Settanta è finito, forse la parità, non ancora ottenuta, si è rivelata un obiettivo riduttivo, ma il conflitto posto in essere dall’autonomia delle donne nello spazio pubblico, in tutte le forme, richiedendo di occupare tutti gli spazi e persino gli interstizi negati, non ha ancora finito di produrre domanda politica (Del Re, 2010).

Rilette oggi, dopo quasi dieci anni, queste parole ci hanno colpito per la loro attualità evocando questioni forse ancor più complesse e aperte di allora. Abbiamo quindi deciso che era venuto il momento di fare due cose: la prima condividere le nostre riflessioni con altre persone; la seconda fare un “regalo” ad Alisa. È venuta così l’idea di chiedere “ospitalità” a una rivista. E la scelta è caduta su Leggendaria, che da sempre si occupa di dare voce, spazio e diffusione alla riflessione femminista. Dopo un veloce scambio di mail con la redazione si è concretizzata l’idea che questo “Omaggio ad Alisa Del Re” si sarebbe tradotto in una “call for articles” – “Una call leggendaria” l’abbiamo chiamata.

Provando a riprendere le riflessioni che “Donne Politica Utopia” aveva sollecitato e attualizzandole alla luce delle trasformazioni indotte dalla crisi socio-economica dell’ultimo decennio e dalle misure di austerità c Murales femminista he sono seguite, ci siamo interrogate essenzialmente su tre punti: per prima cosa il senso della partecipazione delle donne alla politica locale nell’ultimo decennio; poi le trasformazioni del mercato del lavoro e le conseguenze dal punto di vista del welfare e dei diritti; infine sulla nascita in tutte le parti del mondo da Nord a Sud, di movimenti femministi nazionali e internazionali contro la violenza di genere che mirano a intaccare l’intero impianto delle strutture patriarcali.

Nel tentativo di restituire ad Alisa le voci di alcune delle studiose/i che lei stessa aveva riunito a discutere nel 2009 e aggiungendo a questo “nucleo” voci diverse, che attraversano più momenti della sua storia personale e accademica intersecando più generazioni, abbiamo posto queste tre domande:

In che modo possiamo considerare ancora trasformativo l’approccio di genere in politica?

Quale impatto sulla partecipazione politica delle donne stanno avendo i meccanismi di “riequilibrio” della rappresentanza (locale e nazionale) introdotti in Italia?

Come si interseca questa riflessione con il protagonismo femminile che sta emergendo dalle recenti mobilitazioni in Italia e nel mondo? (ad es. manifestazioni anti-Trump, Ni una menos, sciopero femminista internazionale dell’8 marzo, manifestazioni per la libera scelta sull’aborto in Polonia e Irlanda, ecc.)?

Diciamo subito che chi ha accettato di rispondere l’ha fatto innanzitutto con molto affetto. In modi del tutto diversi, interpretando a proprio modo le domande che a noi erano servite da guida, oppure oltrepassandole, rispondendo a nuove e diverse suggestioni, mostrando come sia necessario “farsi passare addosso” la riflessione sul femminismo per poter portare avanti qualsiasi analisi. Alcune/i hanno scelto il registro del ricordo e del dare valore a una storia d’amicizia coltivata per decenni; altre/i hanno scelto un registro più scientifico, quasi a rendere evidente un tributo intellettuale al suo pensiero e ai suoi temi di ricerca. Nella necessità di sistematizzare i contributi, abbiamo scelto di seguire un percorso ad arco, che parte da una riflessione sulle politiche gender mainstreaming per arrivare all’attuale dibattito sul ruolo del femminismo oggi nei movimenti urbani, in una sorta di dialogo a distanza tra diverse generazioni.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.