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Tema / Apertura

LA RABBIA DEGLI UOMINI. LE DONNE IN CAMPO

di Anna Maria Crispino


Senza voler ripescare il vecchio refrain della “guerra dei sessi”, questa volta vogliamo dirlo con molta chiarezza: siamo sotto attacco. Perché gli uomini – molti uomini – sono pieni di rabbia contro ciò che noi, le donne – molte donne – siamo diventate: soggetti pensanti dotate di parola propria, in grado di esistere anche senza di loro, più e meglio istruite, capaci di scegliere sulla maternità e le relazioni sentimentali, insomma libere. Donne che lottano contro le perduranti discriminazioni, la violenza e le molestie, il disprezzo e la marginalizzazione, il sessismo, il machismo, il razzismo e lo sfruttamento (parola desueta ma più attuale che mai).

Gli uomini – molti uomini – odiano le donne? Sì, perché non siamo/sono più quelle creature – e quei corpi – docili e compiacenti che loro rimpiangono, e reagiscono con un senso di frustrazione e furia cieca, patendo una perdita che li mette in discussione proprio in quella idea di virilità inca- pace di autentica relazione che la cultura e la società hanno loro garantito come bene che pensavano immutabile. Colpa del femminismo, dicono. Che stravolge i capisaldi del loro potere: la famiglia tradizionale, l’idea proprietaria di mogli e figli/e, la subalternità/complementarietà delle donne nel lavoro, la storica divisione tra puttane e madonne, la certezza della differenza “naturale” tra maschile e femminile, l’uso del corpo delle donne a proprio piacimento. Tanto che, su proposta della Lega – ma con la compiacenza di tanti uomini, di destra e di sinistra – si tenterà di cancellare la legge Merlin e riaprire i bordelli.

Certo, uomini violenti e rabbiosi contro le donne ci sono sempre stati: la differenza è che ora questi sentimenti sembrano essere diventati legittimi, sono stati “sdoganati”, come si dice, sono componente rilevante e essenziale del discorso pubblico delle destre populiste e sovraniste che sembrano prevalere in Italia e sono in ascesa, o già al potere, in Europa e altrove nel mondo. E gli hate speech – i discorsi d’odio – si sprecano. In vista delle elezioni europee del prossimo maggio, ne parliamo ampiamente in questo nostro “Tema”, anche perché le loro idee si traducono in azioni politiche, provvedimenti legislativi e politiche sociali che sembrano riflettere il senso comune di una maggioranza un tempo silenziosa uscita allo scoperto con arroganza e senza remore. Non si tratta più di nicchie minoritarie – i sovranisti bianchi negli Usa e altrove, i fondamentalisti cristiani, i neofascisti e neonazisti in ascesa non solo nei sondaggi ma anche nelle urne in molti Paesi. Gestiscono potere e risorse, mezzi di comunicazione e consenso.

Ma non avranno gioco facile. In queste pagine, a questo torbido mare di rabbia contrapponiamo il protagonismo femminile, anche quello che non si dichiara esplicitamente femminista e che spesso si esprime in forme nuove: in azioni civiche e nella rappresentanza politica, nella resistenza militante e in proposte e pratiche alternative, nel discorso pubblico e, autorevolmente, nella cultura e nella scienza. È ciò di cui parla Leggendaria in tutti i suoi numeri ma che abbiamo voluto in maggiore evidenza in questo fascicolo – sacrificando a malincuore alcune pagine dedicate alle nostre rubriche – perché, colpevolmente, la grande stampa e le Tv, e a volte persino i social media, di tutto questo tacciono, lo oscurano o minimizzano quando non lo ridicolizzano. È capitato anche quest’anno, ad esempio, per l’annuncio dello Sciopero generale delle donne convocato – in sintonia con una estesa rete internazionale – da Non Una di Meno per l’8 marzo, come peraltro era accaduto nelle scarne cronache delle grandi manifestazioni dei due anni precedenti. E invece va detto forte, ad alta voce, senza timore – e fatto circolare. Perché in piazza per l’8 marzo le donne, di tutte le generazioni, saranno tantissime, ovunque nel mondo. Perché se soffia un forte vento di destra, misogino e illiberale, un vento altrettanto forte può contrastarlo: sarà una tempesta? Noi speriamo, contiamo, che sia femmina.

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LEGGENDARIA N. 134/2019

MA CHE RABBIA!

MARZO 2019 – 84 PAGINE

 

« L’Editoriale »

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Un altro 8 marzo di mobilitazione in tutto il mondo e la determinazione delle donne a non arretrare cresce. Perché la misoginia dilaga, le destre – nelle sue forme peggiori – avanzano, la violenza maschile, verbale e fisica, sembra potersi esprimere senza più alcuna remora. Non è solo un’impressione. Noi non siamo solitamente allarmiste perché, se guardiamo ai complessi processi in atto, allo stesso tempo vediamo sintomi di altro segno: ci pare che i nuovi femminismi ci dicano che il movimento è ormai chiaramente intergenerazionale e che forme nuove di protagonismo femminile stiano emergendo in politica come in altri campi: dalla rappresentanza alle iniziative civiche, dall’istruzione alle professioni, dall’interno di comunità cosiddette “minoritarie” e nella cultura in senso lato. Eppure, i segnali di rivalsa maschile, di attacchi espliciti su terreni che ritenevamo acquisiti in Occidente e in Europa – e in Italia: dalla 194 al diritto di famiglia, dalla pluralità delle forme di convivenza e delle identità sessuali alla Legge Merlin sulla prostituzione, dagli studi di genere al Welfare, per citarne solo alcuni – siano clamorosi e assai aggressivi. Ignorarli non si può e non serve: è necessario guarda- re, comprendere e giudicare ciò che accade. E se è vero che la misoginia è il primo ineludibile segnale di un processo che ci può portare verso una involuzione democratica, il prevalere di governi illiberali crea un contesto in cui le donne sono e saranno i principali bersagli. Dunque, mettere insieme alcuni tasselli di uno scenario ci è sembrato la cosa giusta da fare in questo fascicolo di Leggendaria. Perché dietro il rancore e l’odio che sembrano attualmente prevalere nelle società occidentali (verso i/le migranti, gli/le omosessuali, le comunità cosiddette di “minoranza”, i poveri, insomma tutti/e coloro che sono portatrici/portatori di “diversità” percepite come apparentemente intollerabili) c’è a nostro avviso la grande rabbia dell’uomo bianco, che teme la perdita dei suoi privilegi e di tutto ciò che definiva la sua identità virile: il controllo sulle donne e i figli, lo status economico, il suprematismo razziale e la sua centralità, anche simbolica, di detentore di un potere ordinativo in campo sociale, politico e culturale. Anche in vista delle prossime elezioni europee, dedichiamo quindi il nostro “Tema” – oltre 50 pagine – all’analisi dei due fenomeni: la rabbia degli uomini e i nuovi protagonismi femminili. Dai due venti contrapposti che stanno soffiando forte sulle nostre società, forse verrà fuori una grande tempesta. Non basterà, crediamo, resistere alle raffiche, magari ritirandosi nel privato: occorre mettere in campo tutta la creatività politica, sociale e culturale di cui saremo capaci.

Ma in questo fascicolo troverete comunque anche le nostre consuete sezioni e rubriche: da In memoria a Pratiche, dai Primopiano alle Letture, dalle Interviste alle News. E naturalmente la nostra Campagna abbonamenti 2019: rinnovate o sottoscrivete un nuovo abbonamento, abbiamo più che mai bisogno di voi.

Buona Lettura e Buon 8 Marzo!

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LEGGENDARIA N. 134/2019

MA CHE RABBIA!

MARZO 2019 – 84 PAGINE

 

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TEMA MA CHE RABBIA!

≡ APERTURA

La rabbia degli uomini. Le donne in campo

di Anna Maria Crispino … pag. 7

≡ MISOGINIA

Il maschio furioso

di Silvia Neonato … pag. 8

Ma gli uomini odiano le donne?

di Simona Bonsignori … pag. 11

≡ IMMIGRAZIONE

La “percezione” che stravolge la realtà

di Franca Fossati … pag. 13

≡ MOLESTIE

#MeToo un anno dopo

di Nadia Tarantini … pag. 15

≡ RAZZISMO

Perché torniamo a parlare di fascismo

di Gisella Modica … pag. 16

≡ PROSTITUZIONE

Come combattere la violenza della prostituzione

Intervista di Luciana Tavernini a Ilaria Baldini … pag. 18

≡ DECRETO PILLON

Sulla famiglia, indietro tutta

di Sara Pollice … pag. 20

Prove tecniche di restaurazione

di Simona Bonsignori … pag. 21

≡ UOMINI

Quelli che provano a parlare di sé

di Monica Luongo … pag. 22

Maschi isolati, mai liberi, sempre precari

di Daniela Matrònola … pag. 24

≡ UNGHERIA

La fine dello stato di diritto comincia dall’attacco alle donne

di Giorgia Serughetti … pag. 26

≡ POLONIA

Chi può salvarci dall’odio?

di Zuzanna Krasnopolska … pag. 28

≡ BRASILE

La reazione di Bolsonaro si tinge di rosa e d’azzurro

di Cecilia Casini … pag. 30

≡ POLITICA

Donne, finalmente?

di Alessandra Quattrocchi … pag. 32

Speriamo che sia femmina

Interviste di Alessandra Quattrocchi a Elly Schlein e Lia Quartapelle … pag. 33

C’è un punto di vista femminista per rifondare l’Europa

Intervista di Sara Pollice a Eleonora Forenza … pag. 36

Una sindaca tra l’Abruzzo e l’Europa

di Maria Rosaria La Morgia … pag. 38

≡ PROTAGONISMI-ROMA

Quando loro dicono basta

di Marina Cavallieri … pag. 40

Noi ci rimbocchiamo le maniche

Intervista a Emma Amiconi … pag. 41

≡ PROTAGONISMI-TORINO

Madamine, un’intervista mancata

di Paola Gamna … pag. 42

Le scienziate, donne eccellenti

di Giovanna Pezzuoli … pag. 44

Femminismi, tra nuove sfide e nuovi conflitti

di Giorgia Serughetti … pag. 48

Nel mondo delle zingare

di Giovanna Pezzuoli … pag. 50


PRATICHE

≡ PARI OPPORTUNITÀ

Educare alle relazioni di genere? No, grazie

di Giovanna Covi … pag. 53


IN MEMORIA

≡ SILVANA MAJA

Quella vita passata a regalare sogni

di Nadia Tarantini … pag. 54


INTERVISTE

≡ TAKOUA BEN MOHAMED

L’ironia sotto il velo che svela i pregiudizi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 56

≡ STEFANIA TARANTINO

Voglia di Teoria

di Gisella Modica … pag. 58


PRIMOPIANO

≡ MARIALUISA BOCCIA

Il corpo, pietra d’inciampo del pensiero

di Elvira Federici … pag. 60

≡ PINAR SELEK

Lontana dal Bosforo

di Antonella Fimiani … pag. 62

≡ CAMILLA ENDRICI

Aborto, le parole per dirlo

di Giovanna Covi … pag. 64

≡ LIDIA CURTI

Una trascinante epica dell’Altra

di Marina Vitale … pag. 65

≡ EPISTOLARI

Cara madre ti scrivo…

di Saveria Chemotti … pag. 67

≡ MEMORIA

Scrivere in tempo di guerra

di Patrizia Larese … pag. 69

≡ SERIE TV

Storie inedite di personagge impreviste

di Anna Maria Crispino … pag. 70


LETTURE

≡ JENNIFER HAIGH

Nel profondo dell’America

di Maria Vittoria Vittori … pag. 72

≡ PIROMALLI/SALEMI

Il fascino indiscreto dei mariti inutili

di Giovanna Mozzillo … pag. 72

≡ NONA FERNÁNDEZ

Fantasmi di un golpe

di Paola Meneganti … pag. 73

≡ LAURA PUGNO

Domande che prendono corpo

di Maria Vittoria Vittori … pag. 74

≡ EDNA O’BRIEN

Una feroce faida

di Anna Trapani … pag. 74

≡ RAFFAELLA BATTAGLINI

Quella inquietudine che non lascia scampo

di Maria Vittoria Vittori … pag. 74

≡ LAUREN GROFF

Cartografia di emozioni

di M.V.V. … pag. 75


RUBRICHE

≡ IN/NOTE

Un progetto meraviglioso in terra di Puglia

di Loredana Metta … pag. 76

≡ CANTO&CONTROCANTO

Coi morti ci si prende troppe libertà

di Francesca Maffioli e Laura Marzi … pag. 77

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 78

≡ CAMPAGNA ABBONAMENTI 2019 … pag. 80

≡ LE NOSTRE LEGGENDARIE MADRINE … pag. 82

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LEGGENDARIA N. 134/2019

MA CHE RABBIA!

MARZO 2019 – 84 PAGINE

 

Un altro 8 marzo di mobilitazione in tutto il mondo e la determinazione delle donne a non arretrare cresce. Perché la misoginia dilaga, le destre – nelle sue forme peggiori – avanzano, la violenza maschile, verbale e fisica, sembra potersi esprimere senza più alcuna remora. Non è solo un’impressione. Noi non siamo solitamente allarmiste perché, se guardiamo ai complessi processi in atto, allo stesso tempo vediamo sintomi di altro segno: ci pare che i nuovi femminismi ci dicano che il movimento è ormai chiaramente intergenerazionale e che forme nuove di protagonismo femminile stiano emergendo in politica come in altri campi: dalla rappresentanza alle iniziative civiche, dall’istruzione alle professioni, dall’interno di comunità cosiddette “minoritarie” e nella cultura in senso lato..

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