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LEGGENDARIA N. 66/2007

Nella vetrina di questo numero ci sono circa 100 libri: una selezione di titoli appena usciti o da recuperare che abbiamo affidato alle nostre firme più consolidate e ad amiche scrittrici e giornaliste. È un numero extra rispetto alla normale programmazione, che offriamo a lettrici e abbonate come dono per le prossime feste di fine anno. Ma in vetrina, questa volta, c’è anche la nostra Leggendaria, che fa il punto sullo stato della sua navigazione e vi chiede di rinnovare e rafforzare il sostengo e la fiducia che ci hanno consentito  di arrivare fin qui: leggete con attenzione le pagine 4 e 5, usate la nostra casella di posta elettronica – o anche una più tradizione lettera affrancata – per farci sapere le vostre opinioni. E guardate anche la nuova rubrica “di che cosa parliamo quando parliamo di politica?”, che inauguriamo con un testo di Maria G. Di Rienzo. In queste pagine, rendiamo omaggio a Doris Lessing, Premio Nobel per la Letteratura 2007, scrittrice che ammiriamo, amiamo e seguiamo con passione da tempo: i suoi romanzi, le sue opinioni, sono un patrimonio prezioso per tutte noi. Un ampio primopiano lo dedichiamo ad un’altra donna eccezionale: la poeta sudafricana Antjie Krog, di cui ci parla Itala Vivan anche attraverso i suoi versi, in un testo-incontro ravvicinato del nostro tipo, cioè competente ma rispettoso e partecipe della parola dell’altra. E ancora, Pascale Voilley ci racconta una giornata trascorsa in Galles con la giornalista e scrittrice Jan Morris – nata James, cadetto in un’accademia militare e padre di 5 figli prima di cambiare sesso nel 1972: una figura forse unica nel panorama letterario britannico. E molto spazio dedichiamo al cinema: Maria Grosso è stata al Festival di Venezia e alla Festa di Roma, e ci segnala qualche perla da non perdere. Molti suggerimenti per le strenne nella rubrica Under15: dai coloratissimi per i più piccini ai titoli per giovanissimi lettori e lettrici che hanno quel qualcosa in più che può aprire le loro menti. E, come di consueto, potrete pescare a piene mani in letture e ultimi arrivi. Dunque, buona lettura, auguri e arrivederci al 2008

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LEGGENDARIA N. 65/2007

Il Tema di questo numero di Leggendaria, curato da Bia Sarasini, indaga alcune questioni che sono al centro di un nucleo incandescente di domande intorno al senso dell’umano nella post-modernità: l’abbiamo intitolato “Il corpo e oltre” perché si è venuto configurando come contributo alla ricca riflessione proposta dal Festival della Spiritualità 2007, la manifestazione che si svolge a Torino il 15 e 16, e dal 19 al 23 settembre. Proporre percorsi di spiritualità che non si identificano necessariamente con le religioni, tutte le religioni – ma nel rispetto e nella valorizzazione reciproca della fede e della laicità – è la grande scommessa di un’iniziativa che non ha caso ha come sottotitolo: “Domande a Dio. Domande agli Uomini”. E alle donne, aggiungiamo noi, come suggeriscono molti degli interventi previsti dal programma del Festival e quelli che trovate in questo numero. Non solo perché, come sostiene Rosetta Stella, «c’è un filo diretto tra donne e fede». Ma anche perché sulla decostruzione dell’identificazione delle donne con il corpo si è giocata – e tuttora si gioca – la sfida del femminismo come pratica e pensiero post-umanistico. Se è solo nella modernità che quel particolare soggetto “subalterno in grado di parlare” che sono le donne può cominciare a “fare storia” – argomenta Gabriella Bonacchi – è nella libertà che quel soggetto può acquisire competenza morale. E si tratta di una libertà, sostiene Bia Sarasini, che per le donne – ma non solo per loro – passa per il corpo e ha bisogno di quella  «dinamica potenzialmente liberatrice di forza e di energia tra corpo e spiritualità» di cui le donne sono interpreti d’elezione. Forza, certo. Quella di cui parla Federica Giardini in una riflessione che sceglie di operare una triangolazione con il pensiero di Simone Weil e Angela Putino in uno dei nostri  Primopiano. Ma ha bisogno anche di linguaggi – dell’immaginazione, del fantastico, del meraviglioso – su cui riflette uno studioso come Tzvetan Todorov (tra gli ospiti del Festival), cui allude la “Striscia di Lori” che trovate qui accanto. “Il tuo corpo è il tuo paese” è il titolo dello Speciale curato da Loredana Magazzini e dedicato alla poesia indiana femminile in lingua inglese. Con un tema conduttore, il sari: il panno-abito che copre il corpo come una “seconda pelle”, potenza e prigionia. Ma anche fortissima simbolizzazione del legame madre-figlia nel percorso di ricerca di una nuova consapevolezza di sé che non perda la memoria di una tradizione femminile che si richiama alla Grande Dea. E ancora, ad alta densità simbolica, tra sacro e profano, è il Festino di Santa Rosalia che ci racconta Silvia Rulli nella rubrica a/margine mentre anche di pratiche antiche, sacrali e magiche, delle donne in Sierra Leone ci dice la scrittrice Aminatta Forna intervistata da Itala Vivan. Nadia Tarantini ha incontrato per noi Catherine Dunne, autrice di romanzi molto letti e amati ma che nel suo ultimo libro indaga le vite di uomini e donne dell’ultima emigrazione irlandese, quella degli anni Quaranta e Cinquanta in un’Inghilterra in veloce ricostruzione post-bellica. C’è molto altro da leggere in Primopiano, Letture, Under15 e nelle nostro rubriche, e dunque buona lettura!

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PERÙ, N. 63-64 DEL 2007, 12 EURO + Striscia di Lori

Perù, n. 63-64 del 2007, 12 euro + Striscia di Lori

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La Leggendaria che avete fra le mani è, eccezionalmente, un numero monografico, bilingue – italiano e spagnolo – tutto dedicato ad un solo paese: il Perù. È la realizzazione di un progetto, dettato dall’interesse e dalla passione, che ha avuto una lunga gestazione e che esce in occasione della XII Fiera Internazionale del Libro di Lima (19/29 luglio 2007), in cui l’Italia è ospite d’onore. Leggendaria sarà lì, presentata, discussa e festeggiata da ospiti e amiche/amici italiani e peruviani. Ma poi in autunno ne parleremo anche in Italia – a Roma, Genova, Milano – con esperti, studiosi della cultura ispanoamericana e esponenti delle comunità peruviane nel nostro Paese. Perché abbiamo lavorato con molti e molte di loro, mettendo al centro delle riflessioni e delle narrazioni che trovate in questo numero quel “doppio movimento” migratorio che ha portato molti italiani e italiane in Perù negli ultimi due secoli e molti peruviani e peruviane in Italia negli ultimi decenni, creando comunità “transnazionali” che, crediamo, molto hanno da dire le une alle altre. Nel nostro interesse per l’America Latina, la scelta del Perù non è stata casuale. Ci sono comunità italiane più consistenti in altre nazioni di quell’area – in Argentina e Brasile, ad esempio – ma il caso peruviano è particolare: data infatti dai primi dell’Ottocento, formata in grande maggioranza da italiani provenienti da un’unica regione, la Liguria, oltre che da esuli illustri delle guerre risorgimentali, come Antonio Raimondi e, per un breve periodo, Giuseppe Garibaldi. Il Perù d’altronde è un paese unico e particolare anche all’interno dell’America Latina: sede delle più antiche civiltà precolombiane del Continente, erede dell’Impero Inca e centro del Vicereame spagnolo in età coloniale, ha alle spalle una travagliata vicenda repubblicana che consente di mettere a tema il processo post-coloniale e i temi della globalizzazione da uno specifico punto di vista. Uno scenario che riguarda anche i rapporti internazionali e le politiche di cooperazione, su cui abbiamo interpellato esponenti politici italiani e peruviani. Ma è un paese che ha anche enormi ricchezze archeologiche e paesaggistiche, un quadro sociale complesso, una vivace produzione culturale che qui tentiamo di raccontare, con un’attenzione particolare alle donne e alle minoranze. Un numero a tutto tondo, 124 pagine in cui cercare e seguire ciascuna/o il proprio filo di lettura, riflessione, approfondimento. E dunque, buona lettura!