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TEMA / APERTURA

ACCORDI E DISACCORDI

La politica, le differenze, i linguaggi: sguardi sul femminismo italiano dal ’68 al #metoo

di Anna maria Crispino

“Feminist Wars”: no, non siamo improvvisamente preda di un delirio bellicista, ma questo ci è parso il titolo giusto – un po’ serio, un po’ ironico – per il nostro “Tema”, che tenta una messa a fuoco sullo stato dell’arte del femminismo (pensiero e pratiche) che mai come in questo ultimo periodo appare assai vivace e “battagliero”.

L’8 marzo quest’anno ci celebra con uno “sciopero internazionale” convocato dalle organizzazioni femministe – al momento in cui scriviamo si prevedono iniziative in oltre 150 Paesi (www.eldiario.es): una huelga o paro feminista che coinvolgerà tutta l’America Latina, a cominciare dall’Argentina (da dove è partito il movimento Ni Una Menos) fino al Kurdistan. Si prevede una forte mobilitazione negli Stati Uniti e in tutti i Paesi europei – in Irlanda si prepara anche la battaglia per il referendum sull’aborto previsto a fine maggio mentre in Polonia la questione resta prioritario per il movimento. In Italia la mobilitazione si annuncia imponente (https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/02/18/8-marzo-2018-il-vademecum-per-lo-sciopero/) con decine di iniziative convocate in sintonia con il movimento globale NonUnaDiMeno (NUDM) con l’intento – dicono le organizzatrici italiane – di “politicizzare” il #metoo con l’hashtag #wetoogether. Il richiamo esplicito è al movimento nato dalle denunce contro le molestie sessuali che si sta diffondendo in maniera virale in tutto il mondo.

Al #metoo dedichiamo molte pagine di questo nostro “Tema” non tanto e non solo perché è un fenomeno recente e in progress – ultimo evento l’irruzione delle attiviste alla cerimonia dei premi Bafta a Londra lo scorso 14 febbraio dove circa duecento attrici e attiviste hanno firmato una lettera di sostegno alle “sorelle” americane di “Time’s Up” e costituito un fondo a sostegno delle donne molestate sui luoghi di lavoro. Ce ne occupiamo estesamente perché la discussione intorno al #metoo – e al suo corrispettivo italiano #quellavoltache – ha rimesso in campo e contribuito a rendere più esplicite differenze e conflitti all’interno del femminismo italiano. Femminismi, anzi, perché di un mondo composito, per orientamenti teorici, generazionali e di pratiche si tratta. Un mondo in cui le Wars sono in pieno corso su molte questioni scottanti: dalla GPA (gravidanza per altri, surrogata o utero in affitto) alla prostituzione, dal separatismo alle forme dell’appartenenza, con un linguaggio contrappositivo che non sempre e non per tutte ha assunto la forma dell’agire il conflitto come modalità del confronto, bensì quella del reciproco disconoscimento.

Scrive ad esempio Luisa Muraro, in un post del 9 febbraio sul sito della Libreria delle donne di Milano: «Abbiamo la fortuna di essere donne, viviamo un tempo straordinario di cambiamento nei rapporti fra donne e uomini, che vuol dire anche fra uomini e uomini, fra donne e donne, trans comprese. Il femminismo è preso in mezzo, com’è naturale che sia, perché tutte, da un mese, da un anno o da una vita, siamo impegnate a cambiare il mondo nel senso di una più grande e più condivisa libertà femminile. Non per questo andiamo d’amore e d’accordo. E anche questo è naturale, perché il femminismo è movimento delle donne e le donne non sono un gruppo sociale, non fanno partiti, non si muovono in maniera uniforme verso questo o quell’obiettivo, anzi non è neanche possibile fissare degli obiettivi, per le molte differenze che si sono tra noi, di ogni tipo. Ma, da questo movimento di donne esce un disegno sempre più vasto e leggibile, come nel racconto di Karen Blixen. Perciò dico: se riusciamo a trovarci d’accordo, meglio; se non riusciamo, accettiamo i conflitti. Ma che siano fatti bene, che vuol dire per me: con il sentimento che confliggere è praticamente necessario; con la fiducia che ne esca un disegno che comprende sempre più donne. Se qualcuna mi chiedesse qualche consiglio, ne darei due, uno maggiore e l’altro minore. Consiglio maggiore: farsi un’idea di quello che sta capitando. Consiglio minore: non aggredire ma spiegarsi, non reagire ma interagire».

E Sara De Simone (altra storia, altra generazione), sulla sua pagina FB il 2 febbraio: «In questi ultimi giorni ho pensato molto a quanto ormai sia diventato difficile essere in disaccordo. Avere opinioni diverse, dirselo, senza per questo smettere di ascoltarsi, o di provare stima. Infatti oggi l’opinione differente, o il gesto che un altro/a fa e io non avrei fatto, diventa intollerabile – offesa, ferita, tradimento, o elemento da ridicolizzare. Confrontarsi non è più possibile: o il confronto serve a convincere l’altro che deve pensarla come me, oppure è inutile. Non si può dare atto a qualcuno che – nonostante la pensi in maniera diversa, o faccia le cose diversamente da come le farei io – c’è del bene e del bello nel- la sua differenza. Qualcosa che posso guardare, che posso criticare, ma di cui posso avere rispetto e, mentre per certi versi proprio non mi convince, per altri posso addirittura (!!!) esserne grata. Ma davvero la stima e la gratitudine o sono totali o non esistono? E così, il disaccordo, o è distruttivo oppure non è disaccordo? […] Una cosa o è tutta bella o è tutta pessima? O merita un magnificat o va asfaltata? Ma non è più interessante, e più consolante, e più appassionante, mantenere il proprio disaccordo nell’incontro con l’altro/a e in quello scarto e in quella differenza invece di vedere una minaccia o un insulto al proprio io o alla propria storia per- sonale trovare qualcosa di nuovo, una energia antagonista ma non nemica, di quell’antagonismo che è la forza motrice delle leve? […]».

I conflitti si sono maggiormente evidenziali a partire dal dibattito seguito all’approvazione delle Unioni Civili (maggio 2016) e dall’entrata in scena di NUDM, ma è sul #metoo che la “guerra” si è allargata non solo tra donne e (molti) uomini (che minimizzano, ridicolizzano, invocano il diritto, denunciano la gogna, quando non insultano), ma anche tra donne ben al di là del mondo del femminismo. Sono emersi – veicolati dai media e soprattutto dai social – sospetti di misoginia, timori di una identificazione con un moralismo bacchettone, denunce di “giustizialismo”, richieste di “prove” e “nomi” per concedere credibilità a chi denuncia. Tuttavia, mentre progressivamente perde di consistenza la principale accusa a #metoo – quella di essere un movimento di donne privilegiate (attrici) in un Paese malato di political correctness (caccia  alle streghe,  moralismo, maccartismo), dato che il fenomeno si sta estendendo rapidamente anche in paesi impensabili come la Cina e l’Arabia Saudita – quello che sembra intollerabile per una parte del femminismo e per molte altre donne è la possibilità che le denunce risultino alla fine una mossa regressiva, che ripropongano la figura della donna come “vittima”, che non tengano conto della sostanziale ambivalenza del desiderio, che portino alla fine del magnifico gioco della seduzione che ancora a molte piace giocare. O che nel fenomeno diffuso delle molestie non si riconosca (anche) la subalternità femminile al modello di sessualità maschile dominante.

Scrive ad esempio Lea Melandri in un post sulla sua pagina di FB del 21 febbraio: «Mi chiedo perché, una volta portato allo scoperto il problema degli abusi di potere, ricatti, violenze o molestie che le donne subiscono nei luoghi di lavoro (per non parlare degli interni di famiglia), anziché avviare una campagna di denunce ad personam, non si affronta il problema con un’azione o pratica politica, che per me significa anche – come si dovrebbe fare anche per la violenza manifesta, il femminicidio – chiedersi perché un fenomeno tanto diffuso e per certi versi immaginabile, viene alla luce così tardi, che cosa ha impedito alle donne di parlarne prima. Non si può pensare che sia solo paura, necessità economica, insicurezza. Se non vogliamo chiamarla complicità, diciamoci almeno quanto le donne forzatamente hanno considerato “naturali” certi comportamenti maschili, quanto abbiano colluso, loro malgrado, con la sessualità e l’idea che gli uomini si sono fatti delle donne. Scalfire questi modelli dentro di sé è la strada sia pure lenta di una liberazione che costringe, senza bisogno di denunce, anche gli uomini a prendere atto di che cosa è stata la “virilità” e il dominio storico del loro sesso».

Complicità, dunque, è l’accusa: senza cogliere, come cerchiamo di argomentare nelle pagine che seguono – pur rispettano, come è nostro costume, le differenze e le diverse posizioni di enunciazione delle donne che hanno contribuito a questo numero – che denunciare, uscire dal silenzio, parlare di ciò che prima solo si sussurrava è un gesto di potenza pur se ammette la propria vulnerabilità. Perché potenza e vulnerabilità non sono termini dicotomici o necessariamente contrapposti. Come tenerle insieme – vulnerabilità e potenza- ci pare la sfida che la complessità del reale ci pone, sul piano del pensiero e su quello delle pratiche. E non solo a noi: sicuramente vulnerabili, ad esempio, sono i ragazzi e le ragazze che si autodefiniscono “sopravvissuti” all’ultima strage in una scuola della Florida ma potente è la loro protesta perché è una forma dell’agire, e dell’agire insieme.

Senza dimenticare, certo, che quanto il potere e la forza si esercitano in modo brutale come ad esempio nel caso delle studentesse rapite da Boko Haram in Nigeria, la vulnerabilità porta al mero annichilimento: mai dimenticare che nel mondo le “vittime” ci sono ancora, eccome. E non solo in Nigeria: la sequenza impressionante di femminicidi delle ultime settimane nel nostro Paese ci dice che gli uomini che odiano le donne sono tanti e pericolosi, che agiscono per rabbia, impotenza, incapacità di reggere ed elaborare il sentimento di perdita del potere che pensavano garantito per loro in virtù di un concetto di “virilità” che non sono in grado di decostruire e trasformare. I femminicidi sono la punta dell’iceberg di una crisi sistemica che si rivela in tutti i gangli delle nostre società: come giudicare ad esempio – giusto per restare in Italia – un giornalismo che titola “Prostituta a 9 anni” per riferire del caso della bambina del palermitano che i genitori vendevano a pedofili in cambio di poche decine di euro? O le domande indecenti degli avvocati della difesa dei carabinieri accusati dello stupro di due studentesse americane a Firenze? Ma gli esempi potrebbero riempire una lunga lista.

Occorre dunque a nostro avviso tenere insieme molti e diversi segnali, accettare che il giudizio e le risposte non sono mai né semplici né univoci, provare a esercitare uno sguardo largo sul mondo e lungo sul futuro che ci aspetta. Lavorando su di noi, per ritrovare il gusto dell’essere in accordo – possibilmente senza soffocante uniformità – ma anche in disaccordo, senza anatemi.

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

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Un “Tema” lungo, più della metà di questo nostro numero che esce alla vigilia dell’8 marzo dello “Sciopero globale delle donne”: abbiamo voluto provare a fare un affondo (sempre parziale, ovviamente) sullo stato dell’arte dei femminismi italiani, tra risultati, smacchi, conflitti, questioni in primo piano come il #metoo, cui dedichiamo molte pagine perché è un fenomeno che suscita opinioni diverse e spesso contrapposte ma ha anche un respiro internazionale di cui tenere fortemente conto. Un “Tema” in continuità con gli argomenti che spesso ritornano nelle pagine della rivista, ma che questa volta teniamo sull’arco teso di una interrogazione che riflette sull’attualità ma volge allo stesso tempo uno sguardo al tempo che abbiamo alle spalle – il ’68 e alcuni momenti di snodo che hanno segnato il lungo percorso di questi cinquant’anni – e una interrogazione sul futuro. I fronti aperti – che abbiamo scherzosamente ma non troppo chiamato “Feminist Wars” – sono interni ed esterni al movimento delle donne e sono tali da dover tenere costantemente presenti i fattori di forza e di debolezza, di potenza e vulnerabilità. Insieme, ma non dicotomici, non opposti. La politica, le differenze, i linguaggi e il #metoo: la scansione delle pagine non separa le questioni, perché c’è un filo che ritorna e connette l’intero scenario.
Parliamo anche di due donne, diversissime, che ci sono state molto care e che abbiamo appena perso: la scrittrice Ursula K. Le Guin e la regista televisiva Tilde Capomazza. Ma siamo assai addolorate anche per la scomparsa di Giacometta Limentani: trovate la sua ultima intervista, a firma di Silvia Neonato, sul nostro numero 127 del gennaio scorso.
Due belle mostre di straordinarie artiste sono recensite nella sezione “A/margine” mentre in “Primopiano” e “Letture” potete leggere di Anna Paola Moretti e della famiglia Rosselli, di donne del Medioevo e degli ultimi libri di Nicoletta Vallorani e Antonella Cilento, e di Miranda Miranda che ci racconta dell’universo letterario per “signorine”. E poi ci sono, come sempre, le nostre fantastiche “Rubriche”.
Leggendaria è tra le orgogliose organizzatrici della I° Fiera dell’editoria delle donne, che si tiene alla Casa Internazionale delle Donne tra l’8 e l’11 marzo: si chiama “Feminism”, che è la parola dell’anno 2017. Ci auguriamo di incontrare il nostro leggendario pubblico in quei giorni: vedrete, ne varrà la pena! E chissà che non diventi un appuntamento annuale: incrociamo le dita… intanto buone letture.

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

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TEMA/Feminist Wars

≡ APERTURA

Accordi e disaccordi

di Anna Maria Crispino … pag. 6

≡ LA POLITICA

Autrici e attrici di un cambio di civiltà

Intervista a Ida Dominijanni

di Anna Maria Crispino … pag. 8

Gli anni belli e spericolati delle ragazze del ‘68

di Bia Sarasini … pag. 10

Puntare sulla forza delle donne

di Claudia Mancina … pag. 12

Alla rivoluzione vestita “da borghese”

di Maria Rosaria La Morgia … pag. 13

≡ LE DIFFERENZE

Elogio del conflitto segno di ricchezza

Intervista a Luisa Muraro

di Giovanna Pezzuoli … pag. 15

Vulnerabilità e potenza

di Sara Pollice e Giorgia Serughetti … pag. 16

Tra Elettra e Pentesilea

di Gisella Modica … pag. 19

Differenza, differenze, in-differenza Come convocare il mondo al materno

di Elvira Federici … pag. 21

Di trans e femministe ai tempi dell’uteromania

di Federica Fabbiani … pag. 24

≡ I LINGUAGGI

Politically correct. Da dove viene e dove va

di Alessandra Quattrocchi … pag. 26

Perché dal dialogo siamo passate allo scontro?

di Monica Luongo … pag. 27

≡ LE MOLESTIE

Avere voce, #metoo

di Angela Vitaliano … pag. 29

Il movimento diventa globale

di Patrizia Larese … pag. 32

#Quellavoltache … pag. 37

Uscite dal silenzio, finalmente

di Silvia Neonato … pag. 38

Quando a subirle è lui

di S.N. … pag.   40

La sfida politica che ci aspetta

di Bia Sarasini … pag. 40

I maschi di sinistra, molti “se” e troppi “ma”

di Simona Bonsignori … pag. 43

La zona grigia del piacere

di Alessandra Quattrocchi … pag. 46

IN MEMORIA

≡ TILDE CAPOMAZZA

Tilde la coraggiosa

di Silvia Neonato … pag. 49

≡ URSULA K. LE GUIN

In dialogo con l’Altro

di Marina Vitale … pag. 50

A/MARGINE

≡ ELISABETTA DI MAGGIO

La qualità filosofica dell’attenzione

di Bianca Tarozzi … pag. 52

≡ CARLA SANGUINETI

In mezzo al nulla della rovina

di Paola Zan … pag. 54

PRIMOPIANO

≡ ANNA PAOLA MORETTI

Stratificazioni della memoria

di Marina Santini … pag. 56

≡ CAROLINE MOOREHEAD

Una famiglia nel mirino del Fascismo

di Ivana Rinaldi … pag. 58

≡ STORIA

Il Medioevo? Questione di sguardi

di Matilde Passa … pag. 60

Le ribelli che scelsero la fuga

di Saveria Chemotti … pag. 61

≡ NICOLETTA VALLORANI

Il cuore di tenebra che ancora ci abita

di Serena Guarracino … pag. 63

≡ MIRANDA MIRANDA

Nel mondo delle signorine

di Maria Vittoria Vittori … pag. 64

≡ ANTONELLA CILENTO

Teofanès nella festa barocca napoletana

di Nadia Tarantini … pag. 66

≡ AGNESE GRIECO

Nell’incanto delle sirene, la metamorfosi della vita

di Elvira Federici … pag. 68

LETTURE

≡ O. SAVICEVIC IVANCEVIC

Il mare non bagna Spalato

di Maria Vittoria Vittori … pag. 71

≡ RITANNA ARMENI

Le donne bomba dell’Urss

di Silvana Maja … pag. 72

≡ MARIA ROSARIA SELO

Le forme della violenza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 72

≡ CHIARA GUIDI

Partitura per una collezionista di voci

di Annalisa Comes … pag. 73

≡ LILLIANA FERRO

Nostra sorella Angelica

di Maria Vittoria Vittori … pag. 73

≡ DWF

Con il taglio della politica

di Gisella Modica … pag. 74

≡ MARIA PIA QUINTAVALLA

Spartiti di vite

di Maria Vittoria Vittori … pag. 74

≡ ELSE JERUSALEM

Prose fin de siècle

di Annalisa Comes … pag. 75

≡ GIOVANNA MOZZILLO

Un amore senza cittadinanza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 75

RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Il giardino apocrifo di Virginia Woolf

di Giuliana Misserville … pag. 70

≡ IN/VERSI

Rimedio alla disarmonia del reale

di Maria Clelia Cardona … pag. 71

≡ TOP FIVE

La nostra classifica

di Luciana Di Mauro … pag. 76

≡ CANTO&CONTROCANTO

Terremoti di terra e d’anima

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 77

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 78

 

Campagna abbonamenti 2018 … pag. 80

Le nostre leggendarie Madrine … pag. 82

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

Un “Tema” lungo, più della metà di questo nostro numero che esce alla vigilia dell’8 marzo dello “Sciopero globale delle donne”: abbiamo voluto provare a fare un affondo (sempre parziale, ovviamente) sullo stato dell’arte dei femminismi italiani, tra risultati, smacchi, conflitti, questioni in primo piano come il #metoo, cui dedichiamo molte pagine perché è un fenomeno che suscita opinioni diverse e spesso contrapposte ma ha anche un respiro internazionale di cui tenere fortemente conto…

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CARTACEO: 10,00 Euro – PDF: 5,00 Euro

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LEGGENDARIA N. 127/2018

QUELLA CERTA ETÀ

GENNAIO 2018 – 92 PAGINE

 

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Primo numero dell’anno, che subito ci ha preso la mano: 92 pagine invece che 76, consideratelo un regalo bene augurante per questo 2018 che inizia nel pieno di grandi, importanti dibattiti nel mondo delle donne. Ve ne daremo conto nel fascicolo di marzo, ma intanto qui trovate molte piste interessanti: da una messa a fuoco sul Tema della vecchiaia, “quella certa età” che per le donne resta uno stigma sociale e culturale ma che è anche piena di opportunità inedite.

Due Focus importanti, il fenomeno del “Cibo senza” e, ancora una volta!, la questione “Maternità” in alcuni, solo alcuni, dei suoi risvolti. E ancora, uno Speciale su Caryl Churchill, magnifica signora del teatro “politico e poetico” che quest’anno compie 80 anni e merita il nostro omaggio.

Ricchissima la sezione di Primopiano, che spazia dalle donne islamiche all’ebraismo, da Etty -Hillesum ad Antonia Pozzi, da Anna Banti a Helena -Janeczek, da Maria Rosa Cutrufelli a Lea Melandri e Magda Szabó. E tanto altro, anche nelle Letture e nelle nostre magnifiche Rubriche.

Ringraziamo tutte quelle/i che hanno già rinnovato l’abbonamento alla nostra Leggendaria, e a coloro che hanno scelto di diventare nostre “Madrine”. Ma per rendere il nostro 2018 davvero felice occorre uno sforzo in più: Fatevi un regalo/Fateci un regalo, questa rivista, questa comunità di lettrici e lettori sapienti ha bisogno di voi!

Il prossimo numero uscirà nella prima settimana di marzo e tutte noi saremo in forze alla prima Fiera dell’editoria delle donne (Roma, 8/11 marzo) entusiaste e contente di aver contribuito ad organizzarla: vi aspettiamo.

Intanto, buona lettura.

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LEGGENDARIA N. 127/2018

QUELLA CERTA ETÀ

GENNAIO 2018 – 92 PAGINE

 

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TEMA

≡ QUESTIONI DI ETA’

Il tema eroico dell’età

di Maria Vittoria Vittori … pag. 6

Conflitti generazionali e grande ironia

di Silvia Neonato … pag. 8

≡ STATISTICHE

Aspettativa di vita: più donne che uomini

di Patrizia Larese … pag. 10

≡ QUESTIONI DI ETA’

Gli anni della saggezza e del potere

di Nadia Tarantini … pag. 12

≡ CINEMA

Raccontare un malinconico finale oppure sorridere

di Giovanna Pezzuoli … pag. 14

≡ QUESTIONI DI ETA’

L’invenzione della vecchiaia

di Marirì Martinengo … pag. 16

≡ GIACOMA LIMENTANI

Tradurre le emozioni in parole, o in note

di Silvia Neonato … pag. 18

FOCUS-1/CIBO SENZA

SENZA CIBO

≡ ALIMENTAZIONE

Attenta a come mangi

di Monica Luongo … pag. 22

Cibo sano in mens sana

di Laura Marzi … pag. 24

Senza cibo

di Olimpia Bineschi … pag. 26

Il dilemma del celiaco

di Alessandra Quattrocchi … pag. 28

L’etica nel piatto

di Monica Luongo … pag. 30

A/MARGINE

≡ FOTOGRAFIA

Il clic che cambiò lo sguardo

di Patrizia Larese … pag. 32

≡ SALLY POTTER

Quello che resta

di Federica Fabbiani … pag. 34

≡ MOSTRE

Intrecci d’emozioni

di Jolanda Leccese … pag. 36

PRATICHE

≡ VIOLENZA

Cicatrici preziose

di Giovanna Covi … pag. 37

PRIMOPIANO

≡ DONNE E ISLAM

Tunisia e Giordania, la stagione della parità

di Patrizia Larese … pag. 38

Fare i conti con gli stereotipi

di Patrizia Larese … pag. 39

Veli che non fanno velo

di Luciana Di Mauro … pag. 40

≡ EBRAISMO

Il femminile, un varco per accogliere l’inedito

di Annalisa Comes … pag. 41

≡ ETTY HILLESUM

Rimettere Dio al mondo

di Elvira Federici … pag. 42

≡ GIULIA ALBERICO

Il profumo di una vita

di Maria Rosaria La Morgia … pag. 44

≡ ANTONIA POZZI

Per amore di fantasia

di Saveria Chemotti … pag. 45

≡ MARIKA BORRELLI

Dove trovare la felicità

di Silvana Maja … pag. 47

≡ MARIA ROSA CUTRUFELLI

Stanze tutte per loro

di Maria Vittoria Vittori … pag. 48

≡ MARGHERITA RIMI

Lampi e fulminazioni

di Daniela Matrònola … pag. 49

≡ LEA MELANDRI

Alfabeti da scoprire

di Nadia Tarantini … pag. 50

≡ HELENA JANECZEK

La breve vita di Gerda Taro

di Stefania Lucamante … pag. 51

≡ VIOLENZA

Stupratori e vittime nella storia d’Italia

di Ivana Rinaldi … pag. 52

≡ ANNA BANTI

Donne solitarie e vecchie ragazze

di Maria Vittoria Vittori … pag. 54

≡ MAGDA SZABÓ

Cominciare a scrivere in un gelido inferno

di Maria Serena Palieri … pag. 56

SPECIALE/TEATRO

Nel mondo di Caryl, così profetica, così disturbante

a cura di Paola Bono

≡ CARYL CHURCHILL

La sfida di un teatro politico e profetico

di Paola Bono … pag. 58

Bibliografia … pag. 60

I ruoli di genere si infrangono nel Settimo Cielo

di Serena Guarracino … pag. 61

Tradurre come politica femminista

di Annarita Taronna … pag. 63

La guerra, la solitudine, l’amicizia, la morte

di Eleonora Federici … pag. 64

Progetto Caryl Churchill … pag. 66

FOCUS-2 /MATERNITÀ

Parlando di madri

di A.M.C. … pag. 68

≡ STORIA

Dai miti alla provetta

di Monica Luongo … pag. 69

≡ LE SCELTE

C’è anche chi si pente

di Giorgia Serughetti … pag. 70

≡ JANE CAMPION

Domani nella battaglia pensa a lei

di Federica Fabbiani … pag. 72

≡ UN RACCONTO

L’ora di libertà

di Elisa Donzelli … pag. 74

LETTURE

≡ TAMI HOAG

La paura più che l’amore

di Anna Maria Crispino … pag. 77

≡ VOLTAIRINE DE CLEYRE

Anarchia: sostantivo femminile singolare

di Maria Vittoria Vittori … pag. 78

≡ LIDIA CAMPAGNANO

Andarsene e poi tornare

di Nadia Tarantini … pag. 78

≡ SILVIA FERRERI

Una nuova nascita

di Maria Vittoria Vittori … pag. 79

≡ MIKAELA BLEY

Famiglie da incubo

di Sara Bennet … pag. 80

≡ MARILIA MAZZEO

Precarietà a tempo indeterminato

di Maria Vittoria Vittori … pag. 80

≡ ROMANA PETRI

Un’epica potente

di Daniela Matrònola … pag. 81

≡ OLIVIA SUDJIC

Alice nel Paese delle ossessioni

di Maria Vittoria Vittori … pag. 81

YASMINA REZA

Insignificanti coppie borghesi

di Elvira Federici … pag. 82

RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI

BLADE RUNNER

Nei giardini della fantascienza

di Giuliana Misserville … pag. 76

≡ IN/VERSI

CHANDRA LIVIA CANDIANI

L’invisibile prende forma

di Maria Clelia Cardona … pag. 77

≡ IN/NOTE

CONSERVATORI

Una genealogia per le donne in musica

di Loredana Metta … pag. 83

≡ TOP/FIVE

La nostra classifica dei libri preferiti

a cura di Matilde Passa … pag. 84

≡ CANTO&CONTROCANTO

PIA PERA

Pelle d’asino

di Francesca Maffioli e Laura Marzi … pag. 85

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 86

 

≡ Campagna abbonamenti 2018 … pag. 88

≡ Le nostre Leggendarie madrine … pag. 90

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LEGGENDARIA N. 127/2018

QUELLA CERTA ETÀ

GENNAIO 2018 – 92 PAGINE

 

FOCUS-1 CIBO SENZA/       SENZA CIBO

FOCUS-2 MATERNITÀ

« SPECIALE/CARYL CHURCHILL »

Primo numero dell’anno, che subito ci ha preso la mano: 92 pagine invece che 76, consideratelo un regalo bene augurante per questo 2018 che inizia nel pieno di grandi, impor-tanti dibattiti nel mondo delle donne. Ve ne daremo conto nel fascicolo di marzo, ma intanto qui trovate molte piste interessanti: da una messa a fuoco sul Tema della vecchiaia, “quella certa età” che per le donne resta uno stigma sociale e culturale ma che è anche piena di opportunità inedite…

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SPECIALE

LA SCRITTURA

Per scrivere serve, apparentemente, assai poco: carta e penna e un luogo dove poterlo fare. Lo spazio di «due pollici d’avorio», diceva la grande Jane Austen. E chi oggi si reca in visita nella sua ultima abitazione, Chawton Cottage, nello Hampshire, può vedere quanto piccolo era il tavolo su cui concretamente hanno preso corpo Emma o Persuasione. Un secolo dopo – e molta scrittura a firma femminile passata intanto sotto i ponti – uno spazio così ridotto nel salotto di casa dove passano continuamente parenti e servitù evidentemente non bastava più: occorre «una stanza tutta per sé», perché scrivere non è un passatempo bensì un impegno, un’arte, una professione. Ha bisogno di spazio, di silenzio, di tempo di pensiero e di un buon attizzatoio per uccidere – o almeno tramortire – quell’angelo del focolare che spesso condiziona le donne richiamandole ai loro “doveri” e angustiandole con i sensi di colpa.

Il Novecento è stato un secolo di grandi scrittrici e grandi lettrici, oltre che di grandi letterate – come, dove e perché scrivere ce lo raccontano ad esempio le dodici autrici italiane convocate da Maria Rosa Cutrufelli in Quella febbre sotto le parole (Iacobellieditore, 2016). Urgenza del dire, desiderio di introspezione, irresistibile passione per l’affabulazione sul versante delle scrittici e, su quello della ricerca e della critica, lo scavo in un passato di figure rimaste nell’ombra, sottovalutate o dimenticate, insieme alla costruzione di genealogie verticali e reti di connessione orizzontali. “Lavorare” sulla letteratura – per passione e/o professione – è anche una pratica politica nella misura in cui sceglie un posizionamento, un punto di vista e una “scatola degli attrezzi” non canonici né compiacenti con le regole del mercato editoriale. Ultimo, lampante esempio il primo Festival delle scrittrici a Roma “inQuiete” che si è tenuto a Roma lo scorso settembre. Per non parlare della più che ventennale attività della Società italiana delle letterate (Sil) di cui si è appena celebrato il biennale Convegno internazionale.

È in questa direzione che ci è sembrata andare la scelta delle amiche di Lìbrati di promuove un concorso di racconti riservato alle donne. Dove il racconto non è banalmente una narrazione breve, un romanzo in sedicesimo: è un genere severo che impone dei limiti e sollecita una scrittura sorvegliata, ma è allo stesso tempo il territorio della sperimentazione per antonomasia, coi suoi confini porosi ed elastici, il suo centro mobile passibile di inesauribili variazioni come una sonata di Bach. Dove “donne” è il riconoscimento implicito ma fermo – perché prodotto di un pensiero e di pratiche ormai consolidate – di una singolarità portatrice di una differenza da illuminare, valorizzare, far circolare nel mondo senza la copertura del neutro. E infine il tema di questo concorso, “Trame d’infanzia” – non solo richiamo e omaggio a una grandissima del Novecento come Christa Wolf – che invita a scandagliare quel nocciolo duro che ci fa singolarità incarnate, ciascuna unica, ciascuna un sé che mette all’opera memoria e fantasia, frammenti di ricordi e sprazzi di indomita immaginazione.

E dunque Leggendaria non poteva che accogliere con gioia la proposta di pubblicare i racconti vincitori di questo concorso: ringraziando le libraie che l’hanno pensato, le componenti della giuria che hanno letto e valutato i testi pervenuti e tutte coloro che hanno scritto e spedito i loro racconti: chi è nella rosa dei tre giudicati migliori, chi ha ricevuto una menzione, ma anche tutte le altre che, ne siamo certe, continueranno a scrivere: su un tavolino minuscolo o in una stanza di cui sia possibile chiudere la porta per restarsi accanto e autorizzarsi a farlo. Buona lettura!

Anna Maria Crispino

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LEGGENDARIA N. 126/2017

DELL’ABITARE

NOVEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

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Festeggiamo, insieme alle amiche di Lìbrati, il successo del concorso “Trame d’infanzia”, pubblicando i tre racconti scelti dalla giuria come i migliori tra gli oltre cento arrivati: un premio per le vincitrici e un piccolo dono per le nostre lettrici e i nostri lettori in vista delle Feste di fine anno.

Ma tutto da leggere è anche il “Tema” curato da Bia Sarasini dedicato all’abitare: i corpi, i luoghi, le scritture. E naturalmente il reportage di Laura Fano Morrissey dall’Irlanda, Paese dove la questione dell’aborto è all’ordine del giorno in vista del referendum della prossima primavera per revocare un emendamento costituzionale molto restrittivo. E ancora, due interventi su come viene raccontato dai media il fenomeno della violenza contro le donne.

È tempo di acquisti e di regali e noi ovviamente non possiamo consigliarvi altro che acquistare e regalare libri: nelle nostre “Strenne” trovate molti suggerimenti per adulti, adolescenti e bambine/i. Ma anche la sezione di “Primopiano” è ricca di proposte, dalla grande Joyce Carol Oates alle italiane Patrizia Rinaldi, Simona Lo Iacono, Marina Giovannelli e Maristella Lippolis; da Annarosa Buttarelli a Genevieve Vaughan.

Infine, leggete il testo del rap che pubblichiamo a p. 6, e poi andate ad ascoltarlo sul link che vi segnaliamo! E non dimenticate le nostre “Rubriche”.

Sopra e prima di tutto però ci aspettiamo che rispondiate con entusiasmo alla Campagna Abbonamenti 2018 (pp. 72-73): sottoscrivete nel modo che preferite, ma fatelo per voi e per noi, che insieme formiamo una leggendaria comunità.

Buone letture e buone Feste da noi tutte!

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LEGGENDARIA N. 126/2017

DELL’ABITARE

NOVEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

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TESTI

Convivere & sopravvivere

di Giovanna Pezzuoli e Paolo Farnetti … pag. 6

SPECIALE/CONCORSO

TRAME D’INFANZIA

Il concorso

di Laura Capuzzo e Ilaria Durigon … pag. 8

La scrittura

di Anna Maria Crispino … pag. 9

Il patto

di Valentina Durante … pag. 10

Monte Lorazepam

di Paola Tasca … pag. 12

L’anima di Leone

di Adriana Tasin … pag. 14

TEMA

a cura di Bia Sarasini

ABITARE

Spostarsi. O dell’abitare il mondo

di Bia Sarasini … pag. 17

Basta un salto per fare spazio

di Gisella Modica … pag. 19

Corpi, spazi, scritture. Il tema di un verbo

di Laura Marzi … pag. 22

Attraverso più luoghi

Intervista di Francesca Maffioli ad Aminara Aidara … pag. 23

Spazi aperti alla molteplicità

Intervista di Maria Vittoria Vittori a Valeria Luiselli … pag. 25

A/MARGINE

MEMORIA

Nascita di un archivio

di Donatella Barazzetti … pag. 27

CINEMA

Il prezzo del successo

di Giovanna Pezzuoli … pag. 28

Sguardi

di Mo. Lu … pag. 30

MUSICA

Fra acqua e vento. Violeta Parra, artista

di Paola Meneganti … pag. 31

TEATRO

Migrante e prostituta

di Titti Danese … pag. 32

GENEVIEVE VAUGHAN

L’economia del dono nel nome del materno

di Luciana Tavernini … pag. 33

ANNAROSA BUTTARELLI

La sapienza delle donne contro i populismi

di Elvira Federici … pag. 36

JOYCE CAROL OATES

Decifrare indizi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 38

MARINA GIOVANNELLI

Amate, odiate sorelle

di Nelvia Di Monte … pag. 41

SIMONA LO IACONO

Essere donne è un inferno

di Daniela Matrònola … pag. 43

PATRIZIA RINALDI

L’enigma di Na

di Anna Maria Crispino … pag. 45

MARISTELLA LIPPOLIS

Il coraggio di ricominciare

di Anna Maria Crispino … pag. 46

PRATICHE

LINGUAGGIO

La violenza narrata

di Sara Pollice … pag. 47

L’accanimento contro chi denuncia

di Bia Sarasini … pag. 48

REPORTAGE

IRLANDA

Strada in salita per la revoca dell’8th

di Laura Fano Morrissey … pag. 50

INTERVISTA

DANIELA DE DONNO

Donne che salvano il mondo

Intervista di Annalisa Comes … pag. 54

LETTURE/STRENNE

UNDER-15

Per i più piccoli

a cura di Sara Bennet … pag. 57

GIOVANI ADULTI/E

Riconoscersi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

Potere ai libri

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

Senza parole

di A. M. C. … pag. 59

Storie di trasgressione

di S. Be. … pag. 60

Al liceo col peso di un segreto

di Sara Bennet … pag. 60

SIMONE BUCHHOLZ

In cerca dei “coccodrilli”

di Nadia Tarantini … pag. 61

LILIANA RAMPELLO

Omaggio ad Austen

di A. M. C. … pag. 62

ANDREA CARRARO

Tra loro due: mammo e figlia

di Daniela Matrònola … pag. 62

GIALLI

Variazioni sul tema del delitto

di Sara Bennet … pag. 63

DANIELA GAMBINO

Ricominciare a fluire

di Maria Vittoria Vittori … pag. 63

EDNA O’BRIEN

Il santone è un criminale

di Elvira Federici … pag. 64

FLAVIA PICCINNI

Reginette bambine

di A. M. C. … pag. 64

MARIAM THURM

Il gelo della Florida

di Maria Vittoria Vittori … pag. 65

FRANCESCA AGUIRRE

Penelope: la solitudine come destino

di Giuliano Capecelatro … pag. 65

GISELLA MODICA

Personagge in azione

di Maria Vittoria Vittori … pag. 66

CRISTINA DELOGU

Il tempo del perdono e della gloria

di Nadia Tarantini … pag. 66

RUBRICHE

IN/VERSI

GIULIA NAPOLEONE

Esplorando le variazioni del buio

di Maria Clelia Cardona … pag. 61

IN/NOTE

MERI LAO

Ma c’è differenza?

di Loredana Metta … pag. 67

TOP/FIVE

I nostri preferiti

di Monica Luongo … pag. 68

CANTO&CONTROCANTO

SIMONA VINCI

Unica salvezza: la voce-le parole

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 69

NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 70

Campagna abbonamenti 2018 … pag. 72

Le librerie … pag. 74