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LEGGENDARIA N. 131/2018

PRATICARE L’UTOPIA

SETTEMBRE 2018 – 92 PAGINE

 

Ammirazione, affetto e riconoscenza verso una donna riconosciuta come autorevole possono produrre un dono: il Tema di questo numero, curato da Lorenza Perini e Bruna Mura, è un omaggio ad Alisa Del Re fatto di parole e riflessioni fortemente connesse al suo lavoro di ricerca e alle sue pratiche. Autrici e autori, italiane/i e straniere/i, hanno scelto di interloquire, ciascuna/o a suo modo, a partire dalle domande messe sul tavolo della discussione, finendo col tracciare un bilancio delle politiche dette “di genere” negli ultimi dieci anni…

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LEGGENDARIA N. 131/2018

PRATICARE L’UTOPIA

SETTEMBRE 2018 – 92 PAGINE

 

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Ammirazione, affetto e riconoscenza verso una donna riconosciuta come autorevole possono produrre un dono: il Tema di questo numero, curato da Lorenza Perini e Bruna Mura, è un omaggio ad Alisa Del Re fatto di parole e riflessioni fortemente connesse al suo lavoro di ricerca e alle sue pratiche. Autrici e autori, italiane/i e straniere/i, hanno scelto di interloquire, ciascuna/o a suo modo, a partire dalle domande messe sul tavolo della discussione, finendo col tracciare un bilancio delle politiche dette “di genere” negli ultimi dieci anni. In una Europa in rapida trasformazione, e con un orizzonte assai incerto in vista delle elezioni della primavera 2019, i testi raccolti nel nostro Tema offrono più piste di analisi, materiali di cui discutere e molte suggestioni.
Nell’estate alle nostre spalle ci hanno lasciato due donne importanti e care: la scrittrice Clara Sereni e la cantante Aretha Franklin. Le ricordiamo entrambe, ma dedichiamo anche alcune pagine a Philip Roth, scrittore che più di molti altri ha lavorato a fondo e senza infingimenti sulla propria differenza (di maschio, ebreo e americano). Ricchissime le sezioni di a/margine e Primopiano, per non parlare delle Letture e delle nostre Rubriche.
Forse noterete in questo numero di Leggendaria alcuni aggiustamenti grafici: abbiamo cercato di definire meglio gli spazi, di rendere più chiare e – speriamo! – meno pesanti le aperture delle sezioni, accorpato le rubriche. La rivista, ahimè, ci somiglia: è bulimica, vorrebbe tenere sempre dentro tutto senza sacrificare nulla, ma la carta è un materiale concreto, è lei che ci impone la sua legge del limite! E dunque, governare le pagine è sempre un esercizio di “misura”.
Sfogliate, leggete e sappiateci dire.

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LEGGENDARIA N. 131/2018

PRATICARE L’UTOPIA

SETTEMBRE 2018 – 92 PAGINE

 

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TEMA/PRATICARE L’UTOPIA

Donne Politica Utopia

a cura di Lorenza Perini e Bruna Mura … pag. 8

Erodere ostinatamente l’esistente

Tre voci a confronto: Jacqueline Heinen, Rada Ivekovic´, Adone Brandalise … pag. 10

Imparare a guardare avanti

di Rada Ivekovic´ … pag. 15

Mai rinunciare alle rivoluzioni

di Luciana Castellina … pag. 16

Una lotta che continua

di Jane Jenson … pag. 18

Il genere nella politica. Conti che non tornano

di Julia Di Campo e Giada Storti … pag. 20

Più elette eppure l’agenda delle donne resta ai margini

di Domenico Carbone e Fatima Farina … pag. 23

Le pari opportunità e la marmotta

di Alessandra Vincenti … pag. 26

Il ritorno del dormitorio

di Devi Sacchetto … pag. 29

Un nuovo ordine morale

di Bérengère Marques-Pereira … pag. 32

La stringente attualità di un metodo

di Anna Curcio … pag. 34

Pratiche femministe di cittadinanza

di Caterina Peroni … pag. 37

E adesso tocca a lei

intervista ad Alisa Del Re di Bruna Mura e Lorenza Perini … pag. 42

A/MARGINE

≡ ARTE

Maria Lai sulle orme delle Janas

Testo e foto di Letizia Del Bubba e Maria Pia Lessi … pag. 46

≡ MOSTRE

Foto come raffinate pitture

di Jolanda Leccese … pag. 49

≡ CINEMA

Scene da un matrimonio che non ce la fa

di Pina Mandolfo … pag. 50

IN MEMORIA

≡ PHILIP ROTH

Tutto passa per il corpo

di Daniela Matrònola … pag. 52

Lo spaesamento dell’essere maschi

di Elvira Federici … pag. 54

Passioni divergenti

di Monica Luongo … pag. 56

≡ CLARA SERENI

Una Signora della scrittura

di Adriana Chemello … pag. 57

INTERVISTA

≡ ANNACARLA VALERIANO

La pazzia delle ribelli

di Maria Rosaria La Morgia … pag. 60

Irregolari da sorvegliare

di Sara Cariglia … pag. 61

PRIMOPIANO

≡ VIRGINIA WOOLF

Opinioni su una madonna beffarda

di Lia Giachero … pag. 62

≡ LAVORO

Le schiave dell’ “oro rosso”

di Antonella Fimiani … pag. 64

≡ STORIA

Le suffragette italiane

di Silvia Neonato … pag. 66

≡ TINA EMILIANI

Sul ritmo del tempo

di Gabriella Palli Baroni … pag. 67

≡ GIALLO

Ironia e auto-ironia da detective

di Nadia Tarantini … pag. 68

≡ ANITA GARIBALDI

Anita, un’eroina per tutte le stagioni

di Matilde Passa … pag. 71

≡ FAUSTA CIALENTE

Gli anni della scrittrice in guerra

di Maria Vittoria Vittori … pag. 72

≡ ILARIA PALOMBA

Quando le ferite sono feritoie

di Daniela Matrònola … pag. 74

≡ ELIANA BOUCHARD

Tutti gli amori del mondo

di Barbara Mapelli … pag. 75

≡ ÉLISE THIÉBAUT

Riprendiamoci il nostro sangue

di Antonella Fimiani … pag. 77

LETTURE

≡ ROBERT BRYNDZA

La rabbia incontenibile

di Sara Bennet … pag. 78

≡ ANNA FOLLI

Uniti e divisi. Per sempre

di Maria Vittoria Vittori … pag. 78

≡ SUSIE STEINER

Sparita nel nulla

di S. Be. … pag. 78

≡ ROSA VENTRELLA

Lo sguardo affilato di Malacarne

di Maria Vittoria Vittori … pag. 79

≡ C.DICKENS/W.COLLINS

A quattro mani

di S. Be. … pag. 79

≡ DANIELA GRANDE

Notti e nebbie di Parma

di N. T. … pag. 80

≡ AMALIA BONAGURA

Un fragoroso silenzio

di A.M.C. … pag. 80

≡ GRUPPO ‘98

Il bastione della poesia

di Giuliano Capecelatro … pag. 80

≡ JANE CASEY

Entra in scena Maeve

di A.M.C. … pag. 81

≡ LAURA PUGNO

L’isola del silenzio

di S. Be. … pag. 81

≡ ANDREA NAGELE

Se il thriller è psyco

di N. T. … pag. 81

RUBRICHE

≡ CANTO&CONTROCANTO

Un’assenza del tutto ingiustificata

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 83

≡ IN/NOTE

Lady Soul

di Loredana Metta … pag. 84

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Gli eucalipti della memoria

di Giuliana Misserville … pag. 85

≡ IN/VERSI

Una erratica danza di testi

di Maria Clelia Cardona … pag. 86

≡ TOP/FIVE

I magnifici 5

a cura di Monica Luongo … pag. 87

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 88

≡ LE NOSTRE LEGGENDARIE MADRINE … pag. 90

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APERTURA / LA QUESTIONE

LA POSTA IN GIOCO

È un attacco squisitamente politico quello contro la Casa internazionale delle donne di Roma, sintomo evidente di una visione della società in cui non può e non deve esserci spazio per immaginare un altro mondo possibile, un altro ordine delle relazioni. Ma anche segno del fallimento di un progetto politico impermeabile ai bisogni e ai desideri di nuovi soggetti

di Anna Maria Crispino

La cronaca ci racconta quotidianamente di spazi sociali, luoghi autogestiti, piccole utopie realizzate che aprono e/o chiudono per le ragioni più diverse: esaurimento dell’esperienza o nuove forze messe al lavoro, sordità o invece buona disposizione dei poteri istituzionali, esigenze emergenti e vecchi problemi irrisolti. Potremmo considerarlo un processo fisiologico. Ma ci sono casi invece in cui si mette in atto un vero e proprio attacco, volontario e mirato, perseguito con metodo e ostinazione, contro realtà alternative e sperimentali.

Ci pare che quello che sta avvenendo a Roma, dal 2016 retta da una Giunta del Movimento 5 Stelle, nei confronti della Casa Internazionale delle Donne e di altri luoghi dell’attivismo sociale e culturale, rientri in questa casistica. Le scelte della Giunta e degli assessorati preposti non rispondono solo a una logica di razionalizzazione dell’uso del patrimonio immobiliare della capitale (processo già avviato dalla precedente Giunta Marino), sembrano piuttosto il sintomo e il segno di una battaglia tutta ideologica per fare tabula rasa delle esperienze riconducibili alla “sinistra” (in tutte le sue variabili e accezioni) e allo stesso tempo di non riconoscimento degli attori sociali. Tra questi, le donne, il femminismo.

E a nulla vale sottolineare che la sindaca e molte assessore sono appunto di sesso femminile, e che se sono lì in tante è anche perché almeno un paio di generazioni di donne prima di loro hanno fatto le loro battaglie. Evidentemente come per i pentastellati non esistono destra e sinistra, così risulta inaccettabile – incomprensibile? – l’idea che donne e uomini siano soggettività politiche portatrici di differenze. Anzi, le donne a 5 stelle pare facciano di tutto per dimostrarsi toste, tostissime, come gli uomini, peggio degli uomini, con un tratto persino di irrisione verso coloro che in questi lunghi mesi di (non) trattative hanno manifestato sotto il Campidoglio in appoggio alla Casa. Al momento in cui scriviamo, la posizione delle autorità capitoline è di non negoziare alcuna soluzione che possa consentire il proseguimento dell’esperienza: lasciare che la convenzione scada (2021) e intanto mettere a bando i servizi che la Casa fornisce, ben sapendo che l’attuale Consorzio che la gestisce non potrà partecipare perché legalmente “moroso”.

Allungando lo sguardo indietro, la lunga vicenda storica dell’edificio del Buon Pastore poi assegnato al Consorzio –  ce lo racconta Ivana Rinaldi – dà ragione di un cammino che approda a una collocazione che non potrebbe essere più piena di senso e significato – pratici esperienziali e simbolici – che ben poco hanno a che fare con la dimensione valoriale della “imprenditorialità”, bensì con quella dei “beni comuni”.  Tutta diversa l’esperienza della Casa delle Donne di Milano (Silvia Neonato), come pure quelle di altre realtà (Palermo, L’Aquila, Latina, Trieste etc.), ciascuna a suo modo, di cui Leggendaria ha dato conto in questi anni.

Allargando lo sguardo oltre i nostri confini – lo ha fatto per noi Alessandra Quattrocchi – si scopre che in Europa ci sono Case e Centri delle donne di tutti i tipi, per esigenze comuni ma anche diverse da Paese a Paese, con rapporti più o meno stretti con le istituzioni locali o nazionali: come se in ogni esperienza si rispecchiassero esigenze e desideri che hanno trovato una loro “forma” in relazione al contesto.

E dunque come darsi ragione del fatto che sia considerato “improduttivo” un luogo vivo e vitale come la Casa, dove per restare soli agli ultimi mesi, migliaia di persone – donne e uomini di ogni età, bambine e bambini – hanno riempito tutti i piani, le sale, i corridoi e il giardino nei quattro giorni della prima Fiera dell’editoria delle donne (8-11 marzo); dove in centinaia hanno assistito alla giornata dedicata a Virginia Woolf (9 giugno) o alle due serate teatrali dedicate a Caryl Churchill (15 e 16 giugno) o ancora al concerto di Paola Turci (20 giugno) e ai convegni, alla Festa delle Giornaliste e tanto altro, mentre nel frattempo sono continuate tutte le attività di servizio, i corsi, le consulenze e intanto si preparava il ricco programma della rassegna estiva (v. p. 6)? Frequentano la Casa circa 30.000 donne l’anno, di Roma ma anche dal resto d’Italia e dall’estero. Come stimare il “valore” e come collocare in un contesto dinamico e progettuale una utopia realizzata come questa (Bonsignori e Serughetti)? Un progetto che quotidianamente dimostra chi sono le donne, che cosa sono capaci di fare, pensare e immaginare, di che cosa hanno bisogno e desiderio da bambine, da giovani, da adulte, da vecchie. Ma forse è proprio di questo che i nuovi potenti hanno paura. Ed è (anche) da questo che dovrebbe partire ogni progetto per il futuro che superi l’idea di secondarietà e collateralità che ha segnato le politiche nei confronti di donne, giovani, migranti o seconde/terze generazioni: soggetti imprevisti, certo, ma molto molto reali e resilienti.

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LEGGENDARIA N. 130/2018

UNA CASA PER TUTTE

LUGLIO 2018 – 68 PAGINE

 

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Tempo di vacanze e di letture sotto il sole: per i piccoli lettori e le piccole lettrici da 3 a 18 anni consultate il nostro “Focus”, vi segnaliamo un sacco di belle novità. Ma l’Apertura la dedichiamo invece a un tema che ci è molto caro: quello degli spazi sociali e culturali autonomi, cuore pulsante delle città. Parliamo in particolare la Casa internazionale delle Donne di Roma, in piena mobilitazione per contrastare la minaccia di chiusura che pende sulla sua testa. Non è una questione contabile, ma un caso paradigmatico, una vicenda esplicitamente politica che riguarda l’agibilità delle utopie quotidiane, luoghi alternativi frutto di desideri e di immaginazione: vi proponiamo alcuni spunti di riflessione e una mappatura di altre esperienze europee. La Casa comunque non va certo in vacanza: quest’estate c’è un cartellone di iniziative tutto da gustare.

Assaporate un po’ dell’atmosfera dell’underground newyorkese nell’articolo di Daniela Daniele che presenta un inedito della poetessa punk e lesbica Eileen Myles, e quella di una Praga misteriosa nel romanzo di Radka Denemarková, di cui parla Marina Vitale, ma che abbiamo anche intervistato.

“Primopiano” e “Letture” sono una miniera di suggerimenti per i libri da mettere in valigia: saggi, romanzi, poesie e gialli paurosissimi (ma anche elegantemente ironici), c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le nostre “Rubriche”, poi: una al giorno levano la noia di torno, perché sono piccole chicche di sapere e di scrittura.

Buone vacanze dunque, leggete leggete leggete. Noi ci risentiamo a settembre!

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LEGGENDARIA N. 130/2018

UNA CASA PER TUTTE

LUGLIO 2018 – 68 PAGINE

 

 LETTURE SOTTO IL SOLE

Tempo di vacanze e di letture sotto il sole: per i piccoli lettori e le piccole lettrici da 3 a 18 anni consultate il nostro “Focus”, vi segnaliamo un sacco di belle novità. Ma l’Apertura la dedichiamo invece a un tema che ci è molto caro: quello degli spazi sociali e culturali autonomi, cuore pulsante delle città…

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LEGGENDARIA N. 130/2018

UNA CASA PER TUTTE

LUGLIO 2018 – 68 PAGINE

 

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APERTURA

≡ UNA CASA PER TUTTE

La posta in gioco

di Anna Maria Crispino … pag. 7

≡ ROMA

Da luogo di segregazione a spazio di libertà

di Ivana Rinaldi … pag. 9

La casa ma non solo

di Simo. B. … pag. 10

Milano/In convenzione

di Silvia Neonato … pag. 11

≡ EUROPA

Tante Case tutte per noi?

di Alessandra Quattrocchi … pag. 12

≡ SPAZI SOCIALI

La città ha bisogno di Commons

di Simona Bonsignori … pag. 15

Un antidoto all’immobilismo e alla rassegnazione

di Giorgia Serughetti … pag. 17

FOCUS/LETTURE

Leggere al sole

di Sara Bennet … pag. 18

Donne che hanno fatto la scienza

Intervista a Roberta Fulci di Patrizia Larese … pag. 22

INEDITO

≡ EILEEN MYLES

Dall’inferno dei margini

di Daniela Daniele … pag. 25

La telefonata immaginaria che hai scritto

di Eileen Myles … pag. 29

A/MARGINE – ARTE

Quando l’arte è un dialogo di coppia

di Francesco Tedeschi … pag. 30

INCONTRI

≡ PINUCCIA CORRIAS

Un racconto cantato

Intervista di Luciana Tavernini … pag. 34

≡ RADKA DENEMARKOVÁ

La letteratura che arriva al midollo

Intervista di Maria Vittoria Vittori … pag. 36

PRIMOPIANO

≡ RADKA DENEMARKOVÁ

Le giustiziere

di Mariana Vitale … pag. 38

≡ JANE AUSTEN

Far parlare anche il silenzio

di Silvia Ogier … pag. 40

Amore che non muore

di Anna Maria Crispino … pag. 42

≡ ARUNDHATI ROY

Storie che chiamano storie

di Nadia Tarantini … pag. 43

≡ GEA PALUMBO

Nell’isola delle Centane tra storia e memoria

di Marina Vitale … pag. 44

≡ MARILÙ OLIVA

Il paese delle mogli scomparse

di Maristella Lippolis … pag. 46

≡ NELLIE BLY

Una libera ragazza americana

di Zara De Min … pag. 47

≡ GIACOMA LIMENTANI

Tutte le vite di una grande Morah

di Rita Calabrese … pag. 48

≡ DANIELA MATRONOLA

Sottrazioni e affioramenti

di Maria Vittoria Vittori … pag. 50

≡ PAOLA MARTINI

Com’erano forti quegli anni!

di Ivana Rinaldi … pag. 51

≡ LOUISE COLET

La pasionaria che raccontò l’Italia agli italiani

di Elvira Federici … pag. 52

≡ MATERNITÀ

Senza figli per scelta

di Antonella Fimiani … pag. 54

IN MEMORIA

Sara Zanghì: la vita come uno spartito

di Maria Clelia Cardona … pag. 55

LETTURE

≡ ALISON BELSHAM

Disegni su pelle

di S. Be. … pag. 55

≡ ANTONELLA OSSORIO

Dell’amore e della bramosia

di Nadia Tarantini … pag. 56

≡ ALESSANDRA DE MARTINO

Delitto nella Napoli fascista

di Anna Maria Crispino … pag. 56

≡ MARY LYNN BRACHT

Hana, eroina della resilienza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 57

≡ GEORGETTE HEYER

Una partita che va giocata

di Sara Bennet … pag. 57

≡ GISELLA MODICA

Dare senso a ciò che si vive

di Nadia Tarantini … pag. 58

≡ CATHERINE DUNNE

Tra Cipro e Dublino

di N. T. … pag. 58

≡ FRANCESCA NOBILI SPADA

Il romanzo dimenticato

di Giuliano Capecelatro … pag. 59

≡ STEFANIA MARIANI

Incontro tra solitudini

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

≡ DINA NAYERI

La radice divelta della curcuma

di Maria Vittoria Vittori … pag. 60

≡ DOT HUTCHINSON

Il killer manda fiori

di Sara Bennet … pag. 60

RUBRICHE

≡ IN/NOTE

Un’arpista di straripante talento

di Loredana Metta … pag. 61

TOP/FIVE

La nostra classifica dei libri preferiti

di Silvia Neonato … pag. 62

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Marella e l’architetto ostinato

di Giuliana Misserville … pag. 63

NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 64

Le nostre leggendarie Madrine … pag. 66

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Tema / La Questione

COPPIE VIRTUOSE

Un percorso narrativo attraverso la storia di alcune coppie donna-uomo che hanno unito le loro intelligenze e compiuto, grazie a ciò, imprese intellettuali nei più diversi campi dalla scienza, alla letteratura, al cinema, all’arte, alla fotografia

a cura di Barbara Mapelli

La riflessione che mi ha mosso a fare la proposta di questo tema nasce in primo luogo dalla famosa immagine evocata da Virginia Woolf di una donna e un uomo che salgono su un taxi. La scrittrice è alla finestra e li scorge mentre, insieme, entrano nell’auto: questo fatto semplice e banale suscita in lei una serie di pensieri e a partire da questa visione le considerazioni dell’autrice si concentrano sul tema della mente androgina. Ma va ricordato che l’androginia, condivisione di caratteristiche e qualità di ambedue i sessi, già era stata da lei trattata letterariamente nel romanzo Orlando.

Orlando vive una lunga vita, densa di avventure che lo/la accompagnano per alcuni secoli: una sorta di cammino nel tempo verso un ideale di perfezione. E l’eroe diviene donna, ma non perde e non rinnega nulla del suo passato, né delle sue virtù, fisiche e immateriali. Mantiene, e questo si chiarisce sempre di più nel procedere del romanzo, le sue qualità maschili, unendole a quelle femminili e Virginia Woolf ne trae considerazioni generali presenti ancora nel dibattito attuale.

Colei, dunque, che appartiene autorevolmente ai riferimenti del pensiero femminista come teorica della differenza, dopo aver descritto nella Stanza tutta per sé i motivi che penalizzano l’accesso alla cultura e il processo della scrittura femminile e che talvolta possono trasformarsi in vantaggi che ne stimolano la creatività, osserva però come sia la mente androgina la sintesi più alta della capacità intellettuale, Forse una mente puramente maschile non può creare, e lo stesso vale per una mente puramente femminile […] Evidentemente Coleridge, quando disse che una mente androgina è superiore […] voleva dire che la mente androgina è risonante e porosa; che trasmette emozioni senza ostacoli; che è naturalmente creatrice, incandescente e indivisa.

Il tema della differenza tra donne e uomini apre dunque per l’autrice, senza contraddizioni, a un passaggio più alto di intreccio, convivenza armoniosa tra virtù intellettuali femminili e maschili. Certo è necessario del tempo per questo percorso, molto tempo: Orlando impiega secoli per compiere la sua trasformazione…

A partire da queste considerazioni è nata la proposta di creare questo “Tema” che compia un percorso narrativo attraverso la proposizione di storie di alcune coppie donna-uomo che nel passato e nel presente hanno unito le loro intelligenze e compiuto, grazie a ciò, imprese intellettuali nei più diversi campi dalla scienza, alla letteratura, al cinema, all’arte, alla fotografia e ancora molto altro.

Sappiamo che le relazioni tra i due sessi si sono svolte nel tempo prevalentemente nelle forme della disuguaglianza e del dominio degli uni sulle altre. Eppure esistono, anche all’interno di questo quadro generale, alcuni esempi virtuosi di collaborazione senza sopraffazione, senza occultamenti o furti di idee. Credo sia bene ricordarli e trovarne anche nel presente perché credo – e spero crediamo – che la costruzione di un futuro di trasformazioni che renda le nostre vite migliori non possa che avvenire dallo stabilirsi di nuove alleanze tra i sessi, da un confluire – rispettoso di differenze e individualità – di intelligenze diverse che nel confronto, nel dialogo, nella messa in comune di conoscenze, emozioni e intuizioni aiutino tutti e tutte a procedere.

Nella sua versione del racconto di Ondina, la ninfa che divenne donna per amore, Ingeborg Bachmann, le mette sulle labbra parole di elogio verso gli uomini, perché non ci si separi in questo modo. Perché nulla si separi. Sono stati un bene, malgrado tutto, i vostri discorsi, il vostro girovagare, il vostro zelo e la vostra rinuncia alla verità totale perché venisse detta una mezza verità, perché venisse rischiarata quella metà del mondo che nel vostro zelo siete ancora riusciti a intravedere. Eravate talmente coraggiosi, coraggiosi di fronte agli altri – e naturalmente anche vili, e spesso coraggiosi per non apparire vili. Quando vedevate che da una lite nasceva la sventura, continuavate a litigare lo stesso impuntandovi sulle vostre parole, anche se a voi non ne veniva alcun guadagno. Vi siete battuti contro la proprietà e in favore della proprietà, per la non-violenza e in favore delle armi, per il vecchio e per il nuovo, per i fiumi e per la loro regolamentazione, per il giuramento e perché non si debba giurare. E pur sapendo che vi accanite contro il vostro silenzio, continuate lo stesso ad accanirvi. Questo, forse, merita un elogio.

Ondina, comunque, decide di andarsene e abbandonare il mondo degli uomini. Forse per noi ora non è più necessario e non lo è stato certamente per le coppie che qui vengono narrate. Coppie che non sono naturalmente solo quelle amorose o coniugali, possono essere fratello e sorella, padre e figlia, ma anche persone senza alcun vincolo particolare, accomunate dalla condivisione di passioni, studio e creatività e dall’ammirazione reciproca.

Propongo anch’io una coppia e vado a cercarla nel pozzo del tempo, nella favolistica tradizionale, le cui storie hanno origini oscure, sprofondate in un passato dai contorni incerti, indefinibili.

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LEGGENDARIA N. 129/2018

PASSO A DUE

MAGGIO 2018 – 94 PAGINE

 

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Passo a due: lei e lui. Li vedete avanzare affiancati nella grande scultura di Lynn Chadwick che abbiamo scelto per la copertina. Sì, perché ci sono esempi di “coppie virtuose”, di donne e uomini che sono riusciti non solo a stare insieme a lungo e felicemente ma anche a collaborare, fare “opere” comuni nel rispetto reciproco, nello scambio emotivo e intellettuale, e nella condivisione. Barbara Mapelli ci propone un percorso che ce le racconta alcune di queste coppie – e scoprirete che non sono quelle a cui solitamente si pensa. E invita a farci qualche domanda sulle diverse possibili relazioni tra i generi, sull’eterosessualità e sull’androgino.

 Cade a maggio il quarantesimo anniversario della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza: il fronte antiabortista è sul piede di guerra – in Italia, in Polonia, in Irlanda per non parlare dell’America Latina – e il movimento delle donne è ancora chiamato a sventare minacce di ritorno indietro. Ma forse è anche opportuno riaprire la discussione sugli esiti, le ambiguità e i limiti di quella legge.

Ricordiamo Marielle Franco, la giovane attivista nera uccisa in Brasile; parliamo di uno spettacolo teatrale che legge L’amica geniale di Elena Ferrante e dell’atteso serial televisivo tratto dalla quadrilogia ancora in lavorazione. Abbiamo incontrato Annarosa Buttarelli per farci raccontare le sue Accademie, e Saveria Chemotti sul suo ultimo libro che chiude una trilogia. E poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta nei nostri “Primopiano” e le nostre “Letture”, senza dimenticare le fantastiche “Rubriche”.

Non vi resta che leggere… siate Leggendari/e!

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LEGGENDARIA N. 129/2018

PASSO A DUE

MAGGIO 2018 – 94 PAGINE

 

FOCUS ABBORTO

Passo a due: lei e lui. Li vedete avanzare affiancati nella grande scultura di Lynn Chadwick che abbiamo scelto per la copertina. Sì, perché ci sono esempi di “coppie virtuose”, di donne e uomini che sono riusciti non solo a stare insieme a lungo e felicemente ma anche a collaborare, fare “opere” comuni nel rispetto reciproco, nello scambio emotivo e intellettuale, e nella condivisione. Barbara Mapelli ci propone un percorso che ce le rac-conta alcune di queste coppie – e scoprirete che non sono quelle a cui solitamente si pensa…

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