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SPECIALE

LA SCRITTURA

Per scrivere serve, apparentemente, assai poco: carta e penna e un luogo dove poterlo fare. Lo spazio di «due pollici d’avorio», diceva la grande Jane Austen. E chi oggi si reca in visita nella sua ultima abitazione, Chawton Cottage, nello Hampshire, può vedere quanto piccolo era il tavolo su cui concretamente hanno preso corpo Emma o Persuasione. Un secolo dopo – e molta scrittura a firma femminile passata intanto sotto i ponti – uno spazio così ridotto nel salotto di casa dove passano continuamente parenti e servitù evidentemente non bastava più: occorre «una stanza tutta per sé», perché scrivere non è un passatempo bensì un impegno, un’arte, una professione. Ha bisogno di spazio, di silenzio, di tempo di pensiero e di un buon attizzatoio per uccidere – o almeno tramortire – quell’angelo del focolare che spesso condiziona le donne richiamandole ai loro “doveri” e angustiandole con i sensi di colpa.

Il Novecento è stato un secolo di grandi scrittrici e grandi lettrici, oltre che di grandi letterate – come, dove e perché scrivere ce lo raccontano ad esempio le dodici autrici italiane convocate da Maria Rosa Cutrufelli in Quella febbre sotto le parole (Iacobellieditore, 2016). Urgenza del dire, desiderio di introspezione, irresistibile passione per l’affabulazione sul versante delle scrittici e, su quello della ricerca e della critica, lo scavo in un passato di figure rimaste nell’ombra, sottovalutate o dimenticate, insieme alla costruzione di genealogie verticali e reti di connessione orizzontali. “Lavorare” sulla letteratura – per passione e/o professione – è anche una pratica politica nella misura in cui sceglie un posizionamento, un punto di vista e una “scatola degli attrezzi” non canonici né compiacenti con le regole del mercato editoriale. Ultimo, lampante esempio il primo Festival delle scrittrici a Roma “inQuiete” che si è tenuto a Roma lo scorso settembre. Per non parlare della più che ventennale attività della Società italiana delle letterate (Sil) di cui si è appena celebrato il biennale Convegno internazionale.

È in questa direzione che ci è sembrata andare la scelta delle amiche di Lìbrati di promuove un concorso di racconti riservato alle donne. Dove il racconto non è banalmente una narrazione breve, un romanzo in sedicesimo: è un genere severo che impone dei limiti e sollecita una scrittura sorvegliata, ma è allo stesso tempo il territorio della sperimentazione per antonomasia, coi suoi confini porosi ed elastici, il suo centro mobile passibile di inesauribili variazioni come una sonata di Bach. Dove “donne” è il riconoscimento implicito ma fermo – perché prodotto di un pensiero e di pratiche ormai consolidate – di una singolarità portatrice di una differenza da illuminare, valorizzare, far circolare nel mondo senza la copertura del neutro. E infine il tema di questo concorso, “Trame d’infanzia” – non solo richiamo e omaggio a una grandissima del Novecento come Christa Wolf – che invita a scandagliare quel nocciolo duro che ci fa singolarità incarnate, ciascuna unica, ciascuna un sé che mette all’opera memoria e fantasia, frammenti di ricordi e sprazzi di indomita immaginazione.

E dunque Leggendaria non poteva che accogliere con gioia la proposta di pubblicare i racconti vincitori di questo concorso: ringraziando le libraie che l’hanno pensato, le componenti della giuria che hanno letto e valutato i testi pervenuti e tutte coloro che hanno scritto e spedito i loro racconti: chi è nella rosa dei tre giudicati migliori, chi ha ricevuto una menzione, ma anche tutte le altre che, ne siamo certe, continueranno a scrivere: su un tavolino minuscolo o in una stanza di cui sia possibile chiudere la porta per restarsi accanto e autorizzarsi a farlo. Buona lettura!

Anna Maria Crispino

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LEGGENDARIA N. 126/2017

DELL’ABITARE

NOVEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

« L’Editoriale »

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Festeggiamo, insieme alle amiche di Lìbrati, il successo del concorso “Trame d’infanzia”, pubblicando i tre racconti scelti dalla giuria come i migliori tra gli oltre cento arrivati: un premio per le vincitrici e un piccolo dono per le nostre lettrici e i nostri lettori in vista delle Feste di fine anno.

Ma tutto da leggere è anche il “Tema” curato da Bia Sarasini dedicato all’abitare: i corpi, i luoghi, le scritture. E naturalmente il reportage di Laura Fano Morrissey dall’Irlanda, Paese dove la questione dell’aborto è all’ordine del giorno in vista del referendum della prossima primavera per revocare un emendamento costituzionale molto restrittivo. E ancora, due interventi su come viene raccontato dai media il fenomeno della violenza contro le donne.

È tempo di acquisti e di regali e noi ovviamente non possiamo consigliarvi altro che acquistare e regalare libri: nelle nostre “Strenne” trovate molti suggerimenti per adulti, adolescenti e bambine/i. Ma anche la sezione di “Primopiano” è ricca di proposte, dalla grande Joyce Carol Oates alle italiane Patrizia Rinaldi, Simona Lo Iacono, Marina Giovannelli e Maristella Lippolis; da Annarosa Buttarelli a Genevieve Vaughan.

Infine, leggete il testo del rap che pubblichiamo a p. 6, e poi andate ad ascoltarlo sul link che vi segnaliamo! E non dimenticate le nostre “Rubriche”.

Sopra e prima di tutto però ci aspettiamo che rispondiate con entusiasmo alla Campagna Abbonamenti 2018 (pp. 72-73): sottoscrivete nel modo che preferite, ma fatelo per voi e per noi, che insieme formiamo una leggendaria comunità.

Buone letture e buone Feste da noi tutte!

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LEGGENDARIA N. 126/2017

DELL’ABITARE

NOVEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

« Sommario »

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TESTI

Convivere & sopravvivere

di Giovanna Pezzuoli e Paolo Farnetti … pag. 6

SPECIALE/CONCORSO

TRAME D’INFANZIA

Il concorso

di Laura Capuzzo e Ilaria Durigon … pag. 8

La scrittura

di Anna Maria Crispino … pag. 9

Il patto

di Valentina Durante … pag. 10

Monte Lorazepam

di Paola Tasca … pag. 12

L’anima di Leone

di Adriana Tasin … pag. 14

TEMA

a cura di Bia Sarasini

ABITARE

Spostarsi. O dell’abitare il mondo

di Bia Sarasini … pag. 17

Basta un salto per fare spazio

di Gisella Modica … pag. 19

Corpi, spazi, scritture. Il tema di un verbo

di Laura Marzi … pag. 22

Attraverso più luoghi

Intervista di Francesca Maffioli ad Aminara Aidara … pag. 23

Spazi aperti alla molteplicità

Intervista di Maria Vittoria Vittori a Valeria Luiselli … pag. 25

A/MARGINE

MEMORIA

Nascita di un archivio

di Donatella Barazzetti … pag. 27

CINEMA

Il prezzo del successo

di Giovanna Pezzuoli … pag. 28

Sguardi

di Mo. Lu … pag. 30

MUSICA

Fra acqua e vento. Violeta Parra, artista

di Paola Meneganti … pag. 31

TEATRO

Migrante e prostituta

di Titti Danese … pag. 32

GENEVIEVE VAUGHAN

L’economia del dono nel nome del materno

di Luciana Tavernini … pag. 33

ANNAROSA BUTTARELLI

La sapienza delle donne contro i populismi

di Elvira Federici … pag. 36

JOYCE CAROL OATES

Decifrare indizi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 38

MARINA GIOVANNELLI

Amate, odiate sorelle

di Nelvia Di Monte … pag. 41

SIMONA LO IACONO

Essere donne è un inferno

di Daniela Matrònola … pag. 43

PATRIZIA RINALDI

L’enigma di Na

di Anna Maria Crispino … pag. 45

MARISTELLA LIPPOLIS

Il coraggio di ricominciare

di Anna Maria Crispino … pag. 46

PRATICHE

LINGUAGGIO

La violenza narrata

di Sara Pollice … pag. 47

L’accanimento contro chi denuncia

di Bia Sarasini … pag. 48

REPORTAGE

IRLANDA

Strada in salita per la revoca dell’8th

di Laura Fano Morrissey … pag. 50

INTERVISTA

DANIELA DE DONNO

Donne che salvano il mondo

Intervista di Annalisa Comes … pag. 54

LETTURE/STRENNE

UNDER-15

Per i più piccoli

a cura di Sara Bennet … pag. 57

GIOVANI ADULTI/E

Riconoscersi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

Potere ai libri

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

Senza parole

di A. M. C. … pag. 59

Storie di trasgressione

di S. Be. … pag. 60

Al liceo col peso di un segreto

di Sara Bennet … pag. 60

SIMONE BUCHHOLZ

In cerca dei “coccodrilli”

di Nadia Tarantini … pag. 61

LILIANA RAMPELLO

Omaggio ad Austen

di A. M. C. … pag. 62

ANDREA CARRARO

Tra loro due: mammo e figlia

di Daniela Matrònola … pag. 62

GIALLI

Variazioni sul tema del delitto

di Sara Bennet … pag. 63

DANIELA GAMBINO

Ricominciare a fluire

di Maria Vittoria Vittori … pag. 63

EDNA O’BRIEN

Il santone è un criminale

di Elvira Federici … pag. 64

FLAVIA PICCINNI

Reginette bambine

di A. M. C. … pag. 64

MARIAM THURM

Il gelo della Florida

di Maria Vittoria Vittori … pag. 65

FRANCESCA AGUIRRE

Penelope: la solitudine come destino

di Giuliano Capecelatro … pag. 65

GISELLA MODICA

Personagge in azione

di Maria Vittoria Vittori … pag. 66

CRISTINA DELOGU

Il tempo del perdono e della gloria

di Nadia Tarantini … pag. 66

RUBRICHE

IN/VERSI

GIULIA NAPOLEONE

Esplorando le variazioni del buio

di Maria Clelia Cardona … pag. 61

IN/NOTE

MERI LAO

Ma c’è differenza?

di Loredana Metta … pag. 67

TOP/FIVE

I nostri preferiti

di Monica Luongo … pag. 68

CANTO&CONTROCANTO

SIMONA VINCI

Unica salvezza: la voce-le parole

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 69

NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 70

Campagna abbonamenti 2018 … pag. 72

Le librerie … pag. 74

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LEGGENDARIA N. 126/2017

DELL’ABITARE

NOVEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

«TRAME D’INFANZIA/

I 3 RACCONTI VINCITORI»

Festeggiamo, insieme alle amiche di Lìbrati, il successo del concorso “Trame d’infanzia”, pubblicando i tre racconti scelti dalla giuria come i migliori tra gli oltre cento arrivati: un premio per le vincitrici e un piccolo dono per le nostre lettrici e i nostri lettori in vista delle Feste di fine anno. Ma tutto da leggere è anche il “Tema” curato da Bia Sarasini dedicato all’abitare: i corpi, i luoghi, le scritture. E naturalmente il reportage di Laura Fano Morrissey dall’Irlanda…

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NOVEMBRE 2017

N. 123 “La magnifica Jane Austen”


≡ L’AQUILA – venerdì 24 novembre

La Biblioteca delle donne (via Angelo Colagrande, 2) dedica una giornata a Jane Austen. In mattinata, attività nelle scuole, nel pomeriggio tavola rotonda con Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria), Serena Guarracino (Università de L’Aquila) e Alessandra Quattrocchi (giornalista e scrittrice). Ulteriori dettagli nella prossima newsletter (ma intanto segnatevi la data). www.laquiladonne.com


≡ PALERMO – giovedì 30 novembre

Parliamo di Jane Austen a partire dal n. 123 di Leggendaria alla Casa Mediterranea delle Donne (via Lincoln 121). Ulteriori dettagli sulla prossima newsletter, ma intanto segnatevi la data. E nell’attesa potete andare a guardare il bel video di Pina Mandolfo https://www.youtube.com/watch?v=c3tleZRhe0g

 

N. 124 “Pensare il futuro”

(che spesso viaggia con il romanzo della nostra leggendaria Nadia Tarantini “Quando nascesti tu, stella lucente” L’iguana 2017)


≡ NAPOLI – mercoledì 8 novembre, ore 17,30

Alla Libreria Evaluna (piazza Vincenzo Bellini 72) con Anna Maria Crispino, Tiziana Terranova e Lidia Curti con altre studiose del gruppo “Femminismi futuri” dell’Orientale di Napoli.

 

Vi segnaliamo inoltre che a Roma, alla Casa Internazionale delle Donne, dal 17 al 19 novembre 2017 si terrà il Convegno Internazionale della Società Italiana delle Letterate. A breve il programma sul sito www.societadelleletterate.it

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OTTOBRE 2017

N. 123 “La magnifica Jane Austen”


≡ GENOVA – domenica 22 ottobre, ore 15.00-17.00

Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale nell’ambito del BookPride (22-24 ottobre), Silvia Neonato e Anna Maria Crispino dialogheranno con Carla Sanguineti e Massimo Bacigalupo su “Maestre di scrittura. Jane Austen e Mary Shelley: due secoli di grandezza”. Ma tutta la rassegna è piena di appuntamenti interessanti, tra i quali un incontro con Giacoma Limentani, autrice di “Trilogia” (domenica 22, ore 11-12, sala Ducale). Il programma completo è su www.bookpride.net/news/book-pride-genova-ottobre-2017/ e allo stand n. 56 della Iacobelli Editore trovate tutti i volumi della collana “Workshop” e “I leggendari”.


≡ MILANO – sabato 28 ottobre, ore 16.00-22.00

“Con Jane Austen” giornata di confronto alla Casa delle Donne. Partecipano, tra le altre, Anna Maria Crispino, Barbara Mapelli, Liliana Rampello e Silvia Ogier di Jasit. Con buffet a tema e banchetti vari, compreso quello di Leggendaria. Info su www.casadonnemilano.it

 

N. 124 “Pensare il futuro”

(che spesso viaggia con il romanzo della nostra leggendaria Nadia Tarantini “Quando nascesti tu, stella lucente” L’iguana 2017)


≡ ROMA – giovedì 19 ottobre, ore 18,00

Alla Casa Internazionale delle donne (via della Lungara, 19) con Anna Maria Crispino, Nadia Tarantini e “Femminismi futuri”


≡ BOLOGNA – venerdì 27 ottobre, ore 18,00

Alla Libreria delle donne (via San Felice, 16/A) con Anna Maria Crispino, Eleonora Federici, Loredana Magazzeni e Nadia Tarantini – Info: libreriadelledonne@women.it

 

N. 125 “Depresse NON si nasce”


≡ Viterbo – domenica 22 ottobre dalle 16.00 in poi

Nell’ambito della iniziativa nazionale “ioleggoperché”, Leggendaria e il gruppo “Letture in corso” discuteranno con la scrittrice Annalisa Comes dello “Speciale” sull’editoria per bambine/e e ragazze/i pubblicato nel n. 125 della rivista. Libreria Etruria, via Giacomo Matteotti 67

 

Sempre a Roma, presso la Fondazione Lelio e Lilli Basso (via della Dogana5), ore 16-19 –  inizia il 27 ottobre il seminario “Accesso alla giustizia delle donne: quale differenza?”, organizzato dal Crs (Centro per la Riforma dello Stato) e da Differenza donna. Ci si può iscrivere all’intero seminario (8 incontri, fino a maggio 2018) oppure alle singole giornata – Info e programma accessoallagiustizia.crs.dd@gmail.com

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SETTEMBRE – OTTOBRE 2017

N. 123 “La magnifica Jane Austen”

 

≡ MONZA – 30 settembre/1 ottobre 2017

Nell’ambito di “Un week-end con Jane Austen” organizzato dalla Libreria Virginia&Co nel Roseto Niso Fumagalli della Villa Reale a Monza – Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria) e Mara Barbuni (direttrice di Due pollici d’avorio) conversano con Elisa Bolchi. Info su www.libreria.monza.it

≡ MILANO – 28 ottobre 2017 – ore 16,00-22,00

“Con Jane Austen” giornata di confronto alla Casa delle Donne. Partecipano, tra le altre, Anna Maria Crispino, Barbara Mapelli, Liliana Rampello e Silvia Ogier di Jasit. Con buffet a tema e banchetti vari, compreso quello di Leggendaria. Info su www.casadonnemilano.it

Per NOVEMBRE, stiamo organizzando altri appuntamenti a L’Aquila e Palermo, vi daremo notizia quanto prima,

 

 

N. 124 “Pensare il futuro”

(che spesso viaggia con il romanzo della nostra leggendaria Nadia Tarantini “Quando nascesti tu, stella lucente” L’iguana 2017)

 

≡ NAPOLI – 5 ottobre 2017 – ore 18,30

“Libreria Eva Luna” Nadia Tarantini con Marina Vitale e le donne di “Femminismi futuri”.

≡ ROMA – 19 ottobre 2017 – ore 18,00

Alla Casa Internazionale delle donne (via della Lungara, 19) con Anna Maria Crispino, Nadia Tarantini e “Femminismi futuri”.

≡ BOLOGNA – 27 ottobre 2017 – ore 18,00

Alla Libreria delle donne (via San Felice, 16/A) con Anna Maria Crispino, Eleonora Federici, Loredana Magazzeni e Nadia Tarantini – Info: libreriadelledonne@women.it

 

 

**** Il romanzo di Nadia Tarantini sarà presentato anche il 20 ottobre 2017 ore 19 a Teramo presso l’Associazione “Scambialibri” con Catia Di Luigi e Anna Rita Petrino; il 26 ottobre 2017 ore 18 a Padova, “Libreria delle donne Lìbrati” con Alisa Del Re e Ilaria Durigon e a Verona, Milano, Livorno, Avellino (in date da destinarsi).

**** Saremo al Book Pride di Genova (20-22 ottobre 2017) con un evento sul doppio bicentenario di due scrittrici d’eccezione: la morte di Jane Austen e la pubblicazione postuma dei suoi Persuasione e Northanger Abbey e l’uscita del Frankenstein di Mary Shelley. L’evento, cui parteciperanno Anna Maria Crispino, Giovanna Pezzuoli, e Silvia Neonato, è in via di definizione, vi daremo maggiori dettagli alla ripresa. Su Jane Austen sono in via di definizione altri eventi a L’Aquila e Palermo.

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TEMA / LA QUESTIONE

DEPRESSE NON SI NASCE

I dati sono impressionanti: le donne si ammalano più del doppio degli uomini. Secondo Elvira Reale e le altre studiose, la depressione femminile è la risposta alle violenze subite, a tutto quello che impedisce a una donna di godersi autonomia, potere, autostima. Le piste dei tanti artisti e artiste che l’hanno vissuta e descritta

di Silvia Neonato

In principio fu l’isteria, con le sue paresi, le crisi epilettiche, la cecità – e Freud ne fece la patologia mentale femminile per antonomasia. Poi, nel Novecento, ha preso la scena un altro disturbo psichico – femminile e maschile – definito depressione, che è una sorta di implosione rabbiosa verso di sé e verso gli altri.

In Italia, nel 1964, è stato Giuseppe Berto per primo a raccontare ne Il male oscuro la propria esperienza di depresso cronico, rompendo il silenzio nel quale si barricava la società del tempo. A dire il vero Paola Masino, già nel 1938, nel romanzo in parte autobiografico Nascita e morte della massaia – censurato dal fascismo perché disfattista e cinico – aveva narrato la storia tragicomica di quella che oggi chiameremmo una casalinga maniaco depressiva, una personaggia che fin da bambina «va catalogando pensieri di morte». Ma è comunque Berto a imporsi nel dopoguerra quando, dopo la morte del padre con il quale aveva un rapporto molto difficile, scrive Il male oscuro spinto dal proprio psicanalista. Il titolo, ispirato alla definizione che della depressione aveva dato un altro scrittore, Carlo Emilio Gadda, contribuì al suo incredibile successo (è stato appena ristampato). Depressione era ancora una parola tabù, a malapena si ammetteva un “esaurimento nervoso” e ricorrere a psichiatri, farmaci e psicanalisti era vergognoso e sconveniente.

Ciò che colpisce è il divario che esiste in Occidente tra uomini e donne nei disturbi depressivi. Secondo l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, noi ci ammaliamo più del doppio degli uomini. Come scrive Paola Leonardi, citando svariate fonti nel suo nuovo saggio Depresse non si nasce, si diventa, i maschi si deprimono di più quando sono vedovi o celibi, mentre le depresse sono in stragrande maggioranza sposate e con figli. E già questa informazione ci aiuta a seguire Paola nel suo ragionamento: le depressioni femminili, in tutte le loro forme, corredate di stati ansiosi e crisi di panico, nascono dalle diseguaglianze tra uomo e donna, dalla violenza cui siamo sottoposte, dal voler piegare i nostri desideri a quelli maschili, dalla scarsa autostima indotta dalla società patriarcale. Per questo il suo nuovo testo, recensito qui di seguito puntualmente da Maria Castiglioni, e la sua scuola di Framura hanno ispirato Leggendaria a tornare su un tema che ci riguarda tanto da vicino.

«Il cuore sanguina, si perde il cuore…» scrive Patrizia Valduga. Anche il cuore maschile sanguina, ma in modo diverso, gli uomini generalmente non riconoscono di essere depressi e solo da poco cominciano a imparare a chiedere aiuto. Schematizzando possiamo dividere in questo modo i sintomi per genere: l’uomo depresso beve, si stordisce con gli stupefacenti, oppure diventa irritabile, nei casi estremi violento. La donna invece sostanzialmente si rannicchia, si annichilisce.

Emily Dickinson sentiva «un funerale nel cervello» (I felt a Funeral, in my Brain è il titolo di una sua poesia). Natalia Ginzburg, nel celebre Discorso sulle donne in cui dialogava con Alba De Cespedes1 spiegò che le stesse hanno la cattiva abitudine di «cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla. […] La tendenza a cascare nel pozzo e trovarci una possibilità di sofferenza sconfinata gli uomini non la conoscono forse perché sono più forti di salute o più in gamba a dimenticare se stessi e a identificarsi col lavoro che fanno, più sicuri di sé e più padroni del proprio corpo e della propria vita e più liberi. Le donne cominciano nell’adolescenza a soffrire e a piangere in segreto nelle loro stanze, piangono per via del loro naso o della loro bocca o di qualche parte del loro corpo che trovano che non va bene o piangono perché pensano che nessuno le amerà mai o piangono perché hanno paura di essere stupide […]».

Gli uomini sono più padroni del proprio corpo e più liberi, nota lucidamente Ginzburg, mentre le donne si sentono sempre inadeguate. Conferma a Leggendaria Elvira Reale, psicoterapeuta e studiosa, che «la depressione femminile è completamente speculare alla violenza subita, è l’altro aspetto della violenza, è l’impedimento all’espansione vitale, al vivere con autonomia, con potere, con stima di sé». Per l’Oms questa è la patologia del secolo, spiega, ma non si dice abbastanza quanto per le donne nella fascia riproduttiva sia la prima causa del burden of desease (il carico di malattia), un indicatore di disabilità, ovvero degli anni di salute psicofisica perduti. «Il carico di malattia viaggia sulle gambe delle donne. È senza alcun dubbio un carico di genere»2. La depressione femminile, aggiunge Elvira Reale, «non è una malattia sociale. È un’epidemia sociale, come lo è la violenza sulle donne. Ma la comunità psichiatrica internazionale lo nega, affermando il carattere epidemico della depressione. In un gruppo internazionale dell’Oms in cui lavoravo è stato negato il mio approccio, facendo una sorta di pareggio tra depressione femminile e alcolismo maschile». Nell’ultimo secolo anche molte scrittrici e poete si sono misurate con il male oscuro narrando di sconforti e abbandoni amorosi, particolarmente traumatici per noi donne incardinate al destino matrimoniale da secoli. Del resto sembra che i traumi privati siano la maggior causa di dolore per tutti e tutte: lo psichiatra intervistato per noi da Maria Rosaria La Morgia chiarisce che più delle catastrofi naturali (come ad esempio i terremoti) ci turbano e ci devastano i danni causati dagli umani, la perdita di un amore o di un lavoro, e questo vale per uomini e donne.

Il suicidio del giovane Werther insegna e resta un classico. Ma sulla scena contemporanea sono anche le scrittrici a indagare i danni dell’abbandono: è indimenticabile e basilare per riflettere Una donna spezzata, il lungo racconto del 1967 di Simone de Beauvoir. È la storia di Monique, due figlie adulte e un marito cui ha dedicato la vita, che viene lasciata per un’altra, molto più giovane di lei. Terribile il suo annichilito strazio, il vuoto che la pervade, fino all’ultima frase del romanzo, la conclusione lapidaria, quando entra nella nuova casa in cui vivrà da sola: «Ho paura».

De Beauvoir ricorre alla narrativa per mettere in luce quale rischio corrono le donne che si annullano in un uomo, rinunciando alla propria vita, ai desideri, ai progetti, un tema ricorrente nei suoi memoir, nei romanzi e nei saggi. Ed è un’altra grande scrittrice, Elena Ferrante, che mezzo secolo dopo, con I giorni dell’abbandono, fa eco a una delle grandi madri del femminismo.

Lasciata dal marito con due figli piccoli e il cane, Olga passa dalla furia cieca alla disperazione, accudisce malamente i figli e il cane, si propone sessualmente a un vicino di casa, non si lava e finisce per inscenare una sfuriata manesca ai fedifraghi in mezzo alla strada. In tutto questo altalenarsi di sentimenti alienati e dolenti Olga/Ferrante cita espressamente La donna spezzata, che non ha scordato, dichiarando convinta di non voler finire come Monique, schiava di un ruolo sociale che evidentemente le sta ormai stretto: le moderne guerriere cadono ferite sul campo, ma si rialzano con rabbia e speranza.

Nel 1990 il noto scrittore americano William Styron ha avuto molto successo con Un’oscurità trasparente, un piccolo libro molto sincero, in cui narra di sé ormai sessantenne, atterrato da un dolore raccapricciante, un incubo che non riesce a descrivere malgrado gli sforzi per circoscriverlo almeno sulla pagina. Il desiderio violento di rinchiudersi in casa, il disinteresse verso la vita lo inducono a progettare il suicidio, nonostante la dedizione della moglie spesso citata: sarà solo un ricovero in ospedale a restituirlo alla vita.

Anche se riconosce le concause psichiche, Styron descrive la propria depressione come un disturbo essenzialmente organico, uno squilibrio biochimico a cui far fronte con i farmaci giusti, oltre che con la psicoterapia. Una domanda lo attanaglia e gli fornisce un appiglio vitale: c’è un nesso fra depressione e creatività artistica?

È lo stesso quesito che si pone in questo nostro “Tema” Maria Clelia Cardona ricordando che già per Aristotele i melanconici erano persone eccezionali. Oggi lo psichiatra Eugenio Borgna associa alla follia creativa soprattutto la soffe-renza, anche se può accadere che alcune schegge creat ive sfuggano al macigno del dolore. Scrive Cardona a proposito di quel che dice Borgna: «si tratta di un dolore che corrode la mente e resiste, refrattario a ogni lenimento, salvo le insorgenze incandescenti della scrittura, da cui si esce estatici e stremati».

Se si considera il numero di poeti o narratori colpiti da grave depressione e morti suicidi, ci accorgiamo – nota Cardona – che spesso si tratta di donne: da Marina Cvetaeva (1892-1941) a Virginia Woolf (1882-1941), da Antonia Pozzi (1912-1938) a Sylvia Plath (1932-1963), AnneSexton (1928-1974), Amelia Rosselli (1930-1996) e tante altre, l’elenco è impressionante.

Secondo la psicoanalista Claudia Zanardi, che ne scrive da anni e di cui ospitiamo un contributo, anche la figura della madre è centrale sia nella depressione sia nella malinconia, disturbi che lei distingue. La depressione, ovvero il senso di vuoto, può esser legato a una madre incapace di rispecchiare il Sé della figlia, di darle valore. Nella melanconia – che già Dürer nel 1514 rappresenta come una donna alata seduta, con il capo appoggiato al braccio sinistro, concentrata su un rovello interiore – la figlia ha invece avuto la madre, ma poi l’ha smarrita o ha sentito di perdere il suo amore prima di poter acquistare il senso di Sé. Di sicuro, riflette ancora Zanardi, il pozzo della malinconia appartiene all’esistenza femminile. Il nostro vivere è infatti un continuo tentativo di conciliare il tempo ciclico del corpo, che contiene l’origine della vita ma anche la ripetizione della perdita nel ciclo mestruale, con il tempo lineare storico. Questo conflitto tra i due tempi comporta una sintonia difficile tra le fasi della vita femminile e le richieste del mondo esterno che ignora e svalorizza, insieme alla donna tutta, anche specificamente il ciclo mestruale, la menopausa, il parto stesso.

Questo corpo, così immanente nella vita delle donne, può far ammalare la mente? Se lo chiede Nadia Tarantini ribaltando la prospettiva e parlandoci di come l’omeopatia e le medicine orientali per vincere le varie forme depressive medicano il fegato (“il generale delle emozioni”) oppure la milza e il pancreas, mentre lo yoga cura col respiro e anche i cibi possono contribuire al buon nutrimento della mente.

Ancora ai cicli vitali del corpo femminile rimanda infine la riflessione di Giovanna Pezzuoli che ci racconta delle ambivalenze del materno al cinema e lo fa attraverso il lavoro di due registe italiane. Alina Marazzi che in due film autobiografici pone al centro della sua ricerca un tema intimo e difficile, dai possibili risvolti tragici, come la depressione post partum. E Cristina Comencini che ha lavorato sulla difficoltà di essere madre se la solitudine trasforma in un incubo un rapporto d’amore.

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• 1. Pubblicato per la prima volta nel 1948 sulla rivista Mercurio, ora è contenuto nella raccolta Un’assenza, Einaudi 2016.

• 2. Già a partire dal 1998 nelle donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni, la depressione è la prima causa di disabilità e carico di malattia, e la seconda causa nelle donne tra i 45 e i 59 anni. Per gli uomini invece la depressione è solo la terza causa di disabilità nella fascia di età 15-44, e l’ottava causa nella fascia successiva 45-59 anni. (The World Health Report 1999, Database).

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LEGGENDARIA N. 125/2017

DEPRESSE NON SI NASCE

SETTEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

«SPECIALE/

PICCOLI GRANDI LETTORI&LETTRICI»

“Depresse non si nasce…” (sottinteso: “lo si diventa”): parafrasando la frase forse più celebre di Simone de Beauvoir abbiamo messo a fuoco una condizione – cattivo umore, melanconia, tristezza, sconforto, senso di inadeguatezza, disperazione fino al desiderio di morte – che coinvolge moltissime donne. Se era l’isteria la malattia femminile per eccellenza fra Otto e prima metà del Novecento, ora la depressione sembra regina indiscussa nella classifica delle affezioni. Le statistiche ci dicono che, almeno nei numeri, le forme depressive diagnosticate riguardano molto più le donne che gli uomini…

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LEGGENDARIA N. 125/2017

DEPRESSE NON SI NASCE

SETTEMBRE 2017 – 76 PAGINE

 

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“Depresse non si nasce…” (sottinteso: “lo si diventa”): parafrasando la frase forse più celebre di Simone de Beauvoir abbiamo messo a fuoco una condizione – cattivo umore, melanconia, tristezza, sconforto, senso di inadeguatezza, disperazione fino al desiderio di morte – che coinvolge moltissime donne. Se era l’isteria la malattia femminile per eccellenza fra Otto e prima metà del Novecento, ora la depressione sembra regina indiscussa nella classifica delle affezioni. Le statistiche ci dicono che, almeno nei numeri, le forme depressive diagnosticate riguardano molto più le donne che gli uomini. Ma al di là delle patologie accertate, “sentirsi depresse” è uno stato d’animo assai diffuso. Quali i sintomi, le cause, i percorsi di autoconsapevolezza, i possibili rimedi? Il “Tema” curato da Silvia Neonato interpella psicoanaliste e altre esperte, oltre ad affrontare i modi in cui la depressione viene rappresentata in letteratura e nel cinema.

Dedichiamo uno “Speciale” ai bambini e alle bambine che leggono: quali libri preferiscono? Dove li trovano? E chi li sceglie? Lo abbiamo chiesto alle responsabili di alcune case editrici di qualità, scoprendo che le vie battute sono diverse ma che il settore è vitale e continua a muoversi tra tradizione e innovazione, stereotipi e nuove narrazioni. L’importante è diffondere il benefico contagio della lettura, perché ogni bambino/bambina che legge possiamo sperare diventi un/a adulto/a più sensibile, riflessivo, consapevole di sé e delle proprie relazioni con il mondo.

In “Primopiano” parliamo di prostituzione e di mafia, dei libri di Rosi Braidotti e Rossella Simone, di Naomi Alderman, Annie Ernaux, Margherita Giacobino e Leila Slimani. E molti altri suggerimenti si trovano come di consueto nelle nostre “Letture” e nelle “Rubriche”.

L’autunno è alle porte, tempo di ardori e/o di quiete: fate voi. Noi comunque vi auguriamo buone letture!