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LEGGENDARIA N. 130/2018

UNA CASA PER TUTTE

LUGLIO 2018 – 68 PAGINE

 

 LETTURE SOTTO IL SOLE

Tempo di vacanze e di letture sotto il sole: per i piccoli lettori e le piccole lettrici da 3 a 18 anni consultate il nostro “Focus”, vi segnaliamo un sacco di belle novità. Ma l’Apertura la dedichiamo invece a un tema che ci è molto caro: quello degli spazi sociali e culturali autonomi, cuore pulsante delle città…

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LEGGENDARIA N. 130/2018

UNA CASA PER TUTTE

LUGLIO 2018 – 68 PAGINE

 

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APERTURA

≡ UNA CASA PER TUTTE

La posta in gioco

di Anna Maria Crispino … pag. 7

≡ ROMA

Da luogo di segregazione a spazio di libertà

di Ivana Rinaldi … pag. 9

La casa ma non solo

di Simo. B. … pag. 10

Milano/In convenzione

di Silvia Neonato … pag. 11

≡ EUROPA

Tante Case tutte per noi?

di Alessandra Quattrocchi … pag. 12

≡ SPAZI SOCIALI

La città ha bisogno di Commons

di Simona Bonsignori … pag. 15

Un antidoto all’immobilismo e alla rassegnazione

di Giorgia Serughetti … pag. 17

FOCUS/LETTURE

Leggere al sole

di Sara Bennet … pag. 18

Donne che hanno fatto la scienza

Intervista a Roberta Fulci di Patrizia Larese … pag. 22

INEDITO

≡ EILEEN MYLES

Dall’inferno dei margini

di Daniela Daniele … pag. 25

La telefonata immaginaria che hai scritto

di Eileen Myles … pag. 29

A/MARGINE – ARTE

Quando l’arte è un dialogo di coppia

di Francesco Tedeschi … pag. 30

INCONTRI

≡ PINUCCIA CORRIAS

Un racconto cantato

Intervista di Luciana Tavernini … pag. 34

≡ RADKA DENEMARKOVÁ

La letteratura che arriva al midollo

Intervista di Maria Vittoria Vittori … pag. 36

PRIMOPIANO

≡ RADKA DENEMARKOVÁ

Le giustiziere

di Mariana Vitale … pag. 38

≡ JANE AUSTEN

Far parlare anche il silenzio

di Silvia Ogier … pag. 40

Amore che non muore

di Anna Maria Crispino … pag. 42

≡ ARUNDHATI ROY

Storie che chiamano storie

di Nadia Tarantini … pag. 43

≡ GEA PALUMBO

Nell’isola delle Centane tra storia e memoria

di Marina Vitale … pag. 44

≡ MARILÙ OLIVA

Il paese delle mogli scomparse

di Maristella Lippolis … pag. 46

≡ NELLIE BLY

Una libera ragazza americana

di Zara De Min … pag. 47

≡ GIACOMA LIMENTANI

Tutte le vite di una grande Morah

di Rita Calabrese … pag. 48

≡ DANIELA MATRONOLA

Sottrazioni e affioramenti

di Maria Vittoria Vittori … pag. 50

≡ PAOLA MARTINI

Com’erano forti quegli anni!

di Ivana Rinaldi … pag. 51

≡ LOUISE COLET

La pasionaria che raccontò l’Italia agli italiani

di Elvira Federici … pag. 52

≡ MATERNITÀ

Senza figli per scelta

di Antonella Fimiani … pag. 54

IN MEMORIA

Sara Zanghì: la vita come uno spartito

di Maria Clelia Cardona … pag. 55

LETTURE

≡ ALISON BELSHAM

Disegni su pelle

di S. Be. … pag. 55

≡ ANTONELLA OSSORIO

Dell’amore e della bramosia

di Nadia Tarantini … pag. 56

≡ ALESSANDRA DE MARTINO

Delitto nella Napoli fascista

di Anna Maria Crispino … pag. 56

≡ MARY LYNN BRACHT

Hana, eroina della resilienza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 57

≡ GEORGETTE HEYER

Una partita che va giocata

di Sara Bennet … pag. 57

≡ GISELLA MODICA

Dare senso a ciò che si vive

di Nadia Tarantini … pag. 58

≡ CATHERINE DUNNE

Tra Cipro e Dublino

di N. T. … pag. 58

≡ FRANCESCA NOBILI SPADA

Il romanzo dimenticato

di Giuliano Capecelatro … pag. 59

≡ STEFANIA MARIANI

Incontro tra solitudini

di Maria Vittoria Vittori … pag. 59

≡ DINA NAYERI

La radice divelta della curcuma

di Maria Vittoria Vittori … pag. 60

≡ DOT HUTCHINSON

Il killer manda fiori

di Sara Bennet … pag. 60

RUBRICHE

≡ IN/NOTE

Un’arpista di straripante talento

di Loredana Metta … pag. 61

TOP/FIVE

La nostra classifica dei libri preferiti

di Silvia Neonato … pag. 62

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Marella e l’architetto ostinato

di Giuliana Misserville … pag. 63

NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 64

Le nostre leggendarie Madrine … pag. 66

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Tema / La Questione

COPPIE VIRTUOSE

Un percorso narrativo attraverso la storia di alcune coppie donna-uomo che hanno unito le loro intelligenze e compiuto, grazie a ciò, imprese intellettuali nei più diversi campi dalla scienza, alla letteratura, al cinema, all’arte, alla fotografia

a cura di Barbara Mapelli

La riflessione che mi ha mosso a fare la proposta di questo tema nasce in primo luogo dalla famosa immagine evocata da Virginia Woolf di una donna e un uomo che salgono su un taxi. La scrittrice è alla finestra e li scorge mentre, insieme, entrano nell’auto: questo fatto semplice e banale suscita in lei una serie di pensieri e a partire da questa visione le considerazioni dell’autrice si concentrano sul tema della mente androgina. Ma va ricordato che l’androginia, condivisione di caratteristiche e qualità di ambedue i sessi, già era stata da lei trattata letterariamente nel romanzo Orlando.

Orlando vive una lunga vita, densa di avventure che lo/la accompagnano per alcuni secoli: una sorta di cammino nel tempo verso un ideale di perfezione. E l’eroe diviene donna, ma non perde e non rinnega nulla del suo passato, né delle sue virtù, fisiche e immateriali. Mantiene, e questo si chiarisce sempre di più nel procedere del romanzo, le sue qualità maschili, unendole a quelle femminili e Virginia Woolf ne trae considerazioni generali presenti ancora nel dibattito attuale.

Colei, dunque, che appartiene autorevolmente ai riferimenti del pensiero femminista come teorica della differenza, dopo aver descritto nella Stanza tutta per sé i motivi che penalizzano l’accesso alla cultura e il processo della scrittura femminile e che talvolta possono trasformarsi in vantaggi che ne stimolano la creatività, osserva però come sia la mente androgina la sintesi più alta della capacità intellettuale, Forse una mente puramente maschile non può creare, e lo stesso vale per una mente puramente femminile […] Evidentemente Coleridge, quando disse che una mente androgina è superiore […] voleva dire che la mente androgina è risonante e porosa; che trasmette emozioni senza ostacoli; che è naturalmente creatrice, incandescente e indivisa.

Il tema della differenza tra donne e uomini apre dunque per l’autrice, senza contraddizioni, a un passaggio più alto di intreccio, convivenza armoniosa tra virtù intellettuali femminili e maschili. Certo è necessario del tempo per questo percorso, molto tempo: Orlando impiega secoli per compiere la sua trasformazione…

A partire da queste considerazioni è nata la proposta di creare questo “Tema” che compia un percorso narrativo attraverso la proposizione di storie di alcune coppie donna-uomo che nel passato e nel presente hanno unito le loro intelligenze e compiuto, grazie a ciò, imprese intellettuali nei più diversi campi dalla scienza, alla letteratura, al cinema, all’arte, alla fotografia e ancora molto altro.

Sappiamo che le relazioni tra i due sessi si sono svolte nel tempo prevalentemente nelle forme della disuguaglianza e del dominio degli uni sulle altre. Eppure esistono, anche all’interno di questo quadro generale, alcuni esempi virtuosi di collaborazione senza sopraffazione, senza occultamenti o furti di idee. Credo sia bene ricordarli e trovarne anche nel presente perché credo – e spero crediamo – che la costruzione di un futuro di trasformazioni che renda le nostre vite migliori non possa che avvenire dallo stabilirsi di nuove alleanze tra i sessi, da un confluire – rispettoso di differenze e individualità – di intelligenze diverse che nel confronto, nel dialogo, nella messa in comune di conoscenze, emozioni e intuizioni aiutino tutti e tutte a procedere.

Nella sua versione del racconto di Ondina, la ninfa che divenne donna per amore, Ingeborg Bachmann, le mette sulle labbra parole di elogio verso gli uomini, perché non ci si separi in questo modo. Perché nulla si separi. Sono stati un bene, malgrado tutto, i vostri discorsi, il vostro girovagare, il vostro zelo e la vostra rinuncia alla verità totale perché venisse detta una mezza verità, perché venisse rischiarata quella metà del mondo che nel vostro zelo siete ancora riusciti a intravedere. Eravate talmente coraggiosi, coraggiosi di fronte agli altri – e naturalmente anche vili, e spesso coraggiosi per non apparire vili. Quando vedevate che da una lite nasceva la sventura, continuavate a litigare lo stesso impuntandovi sulle vostre parole, anche se a voi non ne veniva alcun guadagno. Vi siete battuti contro la proprietà e in favore della proprietà, per la non-violenza e in favore delle armi, per il vecchio e per il nuovo, per i fiumi e per la loro regolamentazione, per il giuramento e perché non si debba giurare. E pur sapendo che vi accanite contro il vostro silenzio, continuate lo stesso ad accanirvi. Questo, forse, merita un elogio.

Ondina, comunque, decide di andarsene e abbandonare il mondo degli uomini. Forse per noi ora non è più necessario e non lo è stato certamente per le coppie che qui vengono narrate. Coppie che non sono naturalmente solo quelle amorose o coniugali, possono essere fratello e sorella, padre e figlia, ma anche persone senza alcun vincolo particolare, accomunate dalla condivisione di passioni, studio e creatività e dall’ammirazione reciproca.

Propongo anch’io una coppia e vado a cercarla nel pozzo del tempo, nella favolistica tradizionale, le cui storie hanno origini oscure, sprofondate in un passato dai contorni incerti, indefinibili.

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LEGGENDARIA N. 129/2018

PASSO A DUE

MAGGIO 2018 – 94 PAGINE

 

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Passo a due: lei e lui. Li vedete avanzare affiancati nella grande scultura di Lynn Chadwick che abbiamo scelto per la copertina. Sì, perché ci sono esempi di “coppie virtuose”, di donne e uomini che sono riusciti non solo a stare insieme a lungo e felicemente ma anche a collaborare, fare “opere” comuni nel rispetto reciproco, nello scambio emotivo e intellettuale, e nella condivisione. Barbara Mapelli ci propone un percorso che ce le racconta alcune di queste coppie – e scoprirete che non sono quelle a cui solitamente si pensa. E invita a farci qualche domanda sulle diverse possibili relazioni tra i generi, sull’eterosessualità e sull’androgino.

 Cade a maggio il quarantesimo anniversario della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza: il fronte antiabortista è sul piede di guerra – in Italia, in Polonia, in Irlanda per non parlare dell’America Latina – e il movimento delle donne è ancora chiamato a sventare minacce di ritorno indietro. Ma forse è anche opportuno riaprire la discussione sugli esiti, le ambiguità e i limiti di quella legge.

Ricordiamo Marielle Franco, la giovane attivista nera uccisa in Brasile; parliamo di uno spettacolo teatrale che legge L’amica geniale di Elena Ferrante e dell’atteso serial televisivo tratto dalla quadrilogia ancora in lavorazione. Abbiamo incontrato Annarosa Buttarelli per farci raccontare le sue Accademie, e Saveria Chemotti sul suo ultimo libro che chiude una trilogia. E poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta nei nostri “Primopiano” e le nostre “Letture”, senza dimenticare le fantastiche “Rubriche”.

Non vi resta che leggere… siate Leggendari/e!

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LEGGENDARIA N. 129/2018

PASSO A DUE

MAGGIO 2018 – 94 PAGINE

 

FOCUS ABBORTO

Passo a due: lei e lui. Li vedete avanzare affiancati nella grande scultura di Lynn Chadwick che abbiamo scelto per la copertina. Sì, perché ci sono esempi di “coppie virtuose”, di donne e uomini che sono riusciti non solo a stare insieme a lungo e felicemente ma anche a collaborare, fare “opere” comuni nel rispetto reciproco, nello scambio emotivo e intellettuale, e nella condivisione. Barbara Mapelli ci propone un percorso che ce le rac-conta alcune di queste coppie – e scoprirete che non sono quelle a cui solitamente si pensa…

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LEGGENDARIA N. 129/2018

PASSO A DUE

MAGGIO 2018 – 94 PAGINE

 

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TEMA / PASSO A DUE

≡ LA QUESTIONE

Coppie virtuose

a cura di Barbara Mapelli … pag. 6

≡ LETTERATURA

La storia di Hansel e Gretel

di Barbara Mapelli … pag. 8

Padri vittoriani e figlie geniali

di Liliana Rampello … pag. 9

George e Gustave, diversi eppure uniti

di Marina Piazza … pag. 12

Molly e Poldy, un matrimonio particolare

di Pierfilippo Pozzi … pag. 15

≡ FILOSOFIA

L’amore al tempo di Plutarco

di Vittoria Longoni … pag. 18

Cixoux e Derrida, la telepatia come relazione

di Nadia Setti … pag. 21

La Dea della Differenza sessuale

di Silvana Carotenuto … pag. 24

≡ POLITICA

Un sodalizio a favore delle donne

di Claudia Alemani … pag. 27

≡ ECONOMIA

Lin e Vin, un Nobel tutto per lei

di Liliana Moro … pag. 29

≡ MATEMATICA

In sintonia nel mondo dei numeri

di Sara Sesti … pag. 31

≡ CINEMA

Katharine e Spencer, star a confronto

di Giovanna Pezzuoli … pag. 33

≡ FOTOGRAFIA

Gerda e Robert, insieme contro il fascismo

di Sabina Langer … pag.  37

≡ FUMETTI

Un’attrazione fisica oltre il sesso

Conversazione a più voci a cura di Alberto Ostini … pag. 40

FOCUS / ABORTO

A 40 anni dalla 194

di A. M. C. … pag. 44

Questioni ancora aperte

di Elena Caruso … pag. 44

≡ IRLANDA

Aborto, ultimo atto?

di Laura Fano … pag. 46

≡ POLONIA

Il braccio di ferro continua

di Zuzanna Krasnopolska … pag. 48

IN MEMORIA

≡ MARIELLE FRANCO

Una morte che sa di esecuzione

di Alessandra Riccio … pag. 52

A/MARGINE

≡ TEATRO

Due amiche portano Ferrante in scena

Intervista di Sarah Perruccio a Chiara Lagani e Fiorenza Menni … pag. 54

PRIMOPIANO

≡ SERGIO LAMBIASE

La breve parabola di Adriana

di Giovanna Mozzillo … pag. 57

≡ NATALIA GINZBURG

Una corsara di nome Natalia

di Maria Vittoria Vittori … pag. 58

Le grandi virtù di una Maestra

di Rodrigo Asbún … pag. 60

≡ LAURA BENEDETTI

Dai campi dell’Utah alle ferite d’Abruzzo

di Serena Guarracino … pag. 62

≡ MARIA CHIARA RISOLDI

Distinguere e analizzare

di Claudia Mancina … pag. 64

≡ AYLET GUINDAR-GOSHEN

Se si risveglia un “altro senso”

di Matilde Passa … pag. 65

≡ LOUISA MAY ALCOTT

Le tribolazioni di Miss P.

di Daniela Matrònola … pag. 66

≡ VALERIE SOLANAS

Eppure c’era metodo nella sua follia

di Serena Guarracino … pag. 68

≡ MARIA CALLAS

Quel corpo-voce che ha fatto e si è fatto epoca

di Matilde Passa … pag. 70

INCONTRI

≡ ANNAROSA BUTTARELLI

Accademie per imparare a ri-governare il mondo

Intervista di Elvira Federici… pag. 72

≡ SAVERIA CHEMOTTI

Parla con loro

Intervista di Elianda Cazzorla … pag.  74

LETTURE

≡ LIA LEVI

L’ottimismo che ci ingannò

di Anna Trapani … pag. 77

≡ DARIA MARTELLI

Dialogo oltre il tempo

di Laura Bertolotti … pag. 78

≡ VATINEE SUTIMOL

Una bimba Thai

di Anna Mainardi … pag. 78

≡ SERENA DINELLI

Il formarsi di uno sguardo

di Elvira Federici … pag. 79

≡ JOY ELLIS

Violenza e porno

di Sara Bennet … pag. 79

≡ TERESA DRISCOLL

Sul treno, per caso

di S. Be. … pag. 80

≡ PAOLA GAMMA

Spartiti di vite

di Anna Mainardi … pag. 80

≡ AURELIO PICCA

Roma, potenza dell’invocazione

di Daniela Matrònola … pag. 81

≡ ELEONORA PINZUTI

Così recita la filosofia dell’istante

di Ivana Rinaldi … pag. 82

RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Anche nel verde l’ispirazione è monosex

di Giuliana Misserville … pag. 76

≡ IN/VERSI

ANNALISA COMES

La natura “femminile” degli alberi

di Maria Clelia Cardona … pag. 77

≡ IN/NOTE

LILI BOULANGER

Per Lili

di Loredana Metta … pag. 83

≡ TOP/FIVE

La nostra classifica dei libri preferiti

a cura di Maristella Lippolis… pag. 84

≡ CANTO&CONTROCANTO

GABRIELLA TURNATURI

L’ambivalenza dei desideri

di Francesca Maffioli e Laura Marzi … pag. 85

Campagna abbonamenti 2018… pag. 86

 

NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 88

Le nostre leggendarie Madrine … pag. 9

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TEMA / APERTURA

ACCORDI E DISACCORDI

La politica, le differenze, i linguaggi: sguardi sul femminismo italiano dal ’68 al #metoo

di Anna maria Crispino

“Feminist Wars”: no, non siamo improvvisamente preda di un delirio bellicista, ma questo ci è parso il titolo giusto – un po’ serio, un po’ ironico – per il nostro “Tema”, che tenta una messa a fuoco sullo stato dell’arte del femminismo (pensiero e pratiche) che mai come in questo ultimo periodo appare assai vivace e “battagliero”.

L’8 marzo quest’anno ci celebra con uno “sciopero internazionale” convocato dalle organizzazioni femministe – al momento in cui scriviamo si prevedono iniziative in oltre 150 Paesi (www.eldiario.es): una huelga o paro feminista che coinvolgerà tutta l’America Latina, a cominciare dall’Argentina (da dove è partito il movimento Ni Una Menos) fino al Kurdistan. Si prevede una forte mobilitazione negli Stati Uniti e in tutti i Paesi europei – in Irlanda si prepara anche la battaglia per il referendum sull’aborto previsto a fine maggio mentre in Polonia la questione resta prioritario per il movimento. In Italia la mobilitazione si annuncia imponente (https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/02/18/8-marzo-2018-il-vademecum-per-lo-sciopero/) con decine di iniziative convocate in sintonia con il movimento globale NonUnaDiMeno (NUDM) con l’intento – dicono le organizzatrici italiane – di “politicizzare” il #metoo con l’hashtag #wetoogether. Il richiamo esplicito è al movimento nato dalle denunce contro le molestie sessuali che si sta diffondendo in maniera virale in tutto il mondo.

Al #metoo dedichiamo molte pagine di questo nostro “Tema” non tanto e non solo perché è un fenomeno recente e in progress – ultimo evento l’irruzione delle attiviste alla cerimonia dei premi Bafta a Londra lo scorso 14 febbraio dove circa duecento attrici e attiviste hanno firmato una lettera di sostegno alle “sorelle” americane di “Time’s Up” e costituito un fondo a sostegno delle donne molestate sui luoghi di lavoro. Ce ne occupiamo estesamente perché la discussione intorno al #metoo – e al suo corrispettivo italiano #quellavoltache – ha rimesso in campo e contribuito a rendere più esplicite differenze e conflitti all’interno del femminismo italiano. Femminismi, anzi, perché di un mondo composito, per orientamenti teorici, generazionali e di pratiche si tratta. Un mondo in cui le Wars sono in pieno corso su molte questioni scottanti: dalla GPA (gravidanza per altri, surrogata o utero in affitto) alla prostituzione, dal separatismo alle forme dell’appartenenza, con un linguaggio contrappositivo che non sempre e non per tutte ha assunto la forma dell’agire il conflitto come modalità del confronto, bensì quella del reciproco disconoscimento.

Scrive ad esempio Luisa Muraro, in un post del 9 febbraio sul sito della Libreria delle donne di Milano: «Abbiamo la fortuna di essere donne, viviamo un tempo straordinario di cambiamento nei rapporti fra donne e uomini, che vuol dire anche fra uomini e uomini, fra donne e donne, trans comprese. Il femminismo è preso in mezzo, com’è naturale che sia, perché tutte, da un mese, da un anno o da una vita, siamo impegnate a cambiare il mondo nel senso di una più grande e più condivisa libertà femminile. Non per questo andiamo d’amore e d’accordo. E anche questo è naturale, perché il femminismo è movimento delle donne e le donne non sono un gruppo sociale, non fanno partiti, non si muovono in maniera uniforme verso questo o quell’obiettivo, anzi non è neanche possibile fissare degli obiettivi, per le molte differenze che si sono tra noi, di ogni tipo. Ma, da questo movimento di donne esce un disegno sempre più vasto e leggibile, come nel racconto di Karen Blixen. Perciò dico: se riusciamo a trovarci d’accordo, meglio; se non riusciamo, accettiamo i conflitti. Ma che siano fatti bene, che vuol dire per me: con il sentimento che confliggere è praticamente necessario; con la fiducia che ne esca un disegno che comprende sempre più donne. Se qualcuna mi chiedesse qualche consiglio, ne darei due, uno maggiore e l’altro minore. Consiglio maggiore: farsi un’idea di quello che sta capitando. Consiglio minore: non aggredire ma spiegarsi, non reagire ma interagire».

E Sara De Simone (altra storia, altra generazione), sulla sua pagina FB il 2 febbraio: «In questi ultimi giorni ho pensato molto a quanto ormai sia diventato difficile essere in disaccordo. Avere opinioni diverse, dirselo, senza per questo smettere di ascoltarsi, o di provare stima. Infatti oggi l’opinione differente, o il gesto che un altro/a fa e io non avrei fatto, diventa intollerabile – offesa, ferita, tradimento, o elemento da ridicolizzare. Confrontarsi non è più possibile: o il confronto serve a convincere l’altro che deve pensarla come me, oppure è inutile. Non si può dare atto a qualcuno che – nonostante la pensi in maniera diversa, o faccia le cose diversamente da come le farei io – c’è del bene e del bello nel- la sua differenza. Qualcosa che posso guardare, che posso criticare, ma di cui posso avere rispetto e, mentre per certi versi proprio non mi convince, per altri posso addirittura (!!!) esserne grata. Ma davvero la stima e la gratitudine o sono totali o non esistono? E così, il disaccordo, o è distruttivo oppure non è disaccordo? […] Una cosa o è tutta bella o è tutta pessima? O merita un magnificat o va asfaltata? Ma non è più interessante, e più consolante, e più appassionante, mantenere il proprio disaccordo nell’incontro con l’altro/a e in quello scarto e in quella differenza invece di vedere una minaccia o un insulto al proprio io o alla propria storia per- sonale trovare qualcosa di nuovo, una energia antagonista ma non nemica, di quell’antagonismo che è la forza motrice delle leve? […]».

I conflitti si sono maggiormente evidenziali a partire dal dibattito seguito all’approvazione delle Unioni Civili (maggio 2016) e dall’entrata in scena di NUDM, ma è sul #metoo che la “guerra” si è allargata non solo tra donne e (molti) uomini (che minimizzano, ridicolizzano, invocano il diritto, denunciano la gogna, quando non insultano), ma anche tra donne ben al di là del mondo del femminismo. Sono emersi – veicolati dai media e soprattutto dai social – sospetti di misoginia, timori di una identificazione con un moralismo bacchettone, denunce di “giustizialismo”, richieste di “prove” e “nomi” per concedere credibilità a chi denuncia. Tuttavia, mentre progressivamente perde di consistenza la principale accusa a #metoo – quella di essere un movimento di donne privilegiate (attrici) in un Paese malato di political correctness (caccia  alle streghe,  moralismo, maccartismo), dato che il fenomeno si sta estendendo rapidamente anche in paesi impensabili come la Cina e l’Arabia Saudita – quello che sembra intollerabile per una parte del femminismo e per molte altre donne è la possibilità che le denunce risultino alla fine una mossa regressiva, che ripropongano la figura della donna come “vittima”, che non tengano conto della sostanziale ambivalenza del desiderio, che portino alla fine del magnifico gioco della seduzione che ancora a molte piace giocare. O che nel fenomeno diffuso delle molestie non si riconosca (anche) la subalternità femminile al modello di sessualità maschile dominante.

Scrive ad esempio Lea Melandri in un post sulla sua pagina di FB del 21 febbraio: «Mi chiedo perché, una volta portato allo scoperto il problema degli abusi di potere, ricatti, violenze o molestie che le donne subiscono nei luoghi di lavoro (per non parlare degli interni di famiglia), anziché avviare una campagna di denunce ad personam, non si affronta il problema con un’azione o pratica politica, che per me significa anche – come si dovrebbe fare anche per la violenza manifesta, il femminicidio – chiedersi perché un fenomeno tanto diffuso e per certi versi immaginabile, viene alla luce così tardi, che cosa ha impedito alle donne di parlarne prima. Non si può pensare che sia solo paura, necessità economica, insicurezza. Se non vogliamo chiamarla complicità, diciamoci almeno quanto le donne forzatamente hanno considerato “naturali” certi comportamenti maschili, quanto abbiano colluso, loro malgrado, con la sessualità e l’idea che gli uomini si sono fatti delle donne. Scalfire questi modelli dentro di sé è la strada sia pure lenta di una liberazione che costringe, senza bisogno di denunce, anche gli uomini a prendere atto di che cosa è stata la “virilità” e il dominio storico del loro sesso».

Complicità, dunque, è l’accusa: senza cogliere, come cerchiamo di argomentare nelle pagine che seguono – pur rispettano, come è nostro costume, le differenze e le diverse posizioni di enunciazione delle donne che hanno contribuito a questo numero – che denunciare, uscire dal silenzio, parlare di ciò che prima solo si sussurrava è un gesto di potenza pur se ammette la propria vulnerabilità. Perché potenza e vulnerabilità non sono termini dicotomici o necessariamente contrapposti. Come tenerle insieme – vulnerabilità e potenza- ci pare la sfida che la complessità del reale ci pone, sul piano del pensiero e su quello delle pratiche. E non solo a noi: sicuramente vulnerabili, ad esempio, sono i ragazzi e le ragazze che si autodefiniscono “sopravvissuti” all’ultima strage in una scuola della Florida ma potente è la loro protesta perché è una forma dell’agire, e dell’agire insieme.

Senza dimenticare, certo, che quanto il potere e la forza si esercitano in modo brutale come ad esempio nel caso delle studentesse rapite da Boko Haram in Nigeria, la vulnerabilità porta al mero annichilimento: mai dimenticare che nel mondo le “vittime” ci sono ancora, eccome. E non solo in Nigeria: la sequenza impressionante di femminicidi delle ultime settimane nel nostro Paese ci dice che gli uomini che odiano le donne sono tanti e pericolosi, che agiscono per rabbia, impotenza, incapacità di reggere ed elaborare il sentimento di perdita del potere che pensavano garantito per loro in virtù di un concetto di “virilità” che non sono in grado di decostruire e trasformare. I femminicidi sono la punta dell’iceberg di una crisi sistemica che si rivela in tutti i gangli delle nostre società: come giudicare ad esempio – giusto per restare in Italia – un giornalismo che titola “Prostituta a 9 anni” per riferire del caso della bambina del palermitano che i genitori vendevano a pedofili in cambio di poche decine di euro? O le domande indecenti degli avvocati della difesa dei carabinieri accusati dello stupro di due studentesse americane a Firenze? Ma gli esempi potrebbero riempire una lunga lista.

Occorre dunque a nostro avviso tenere insieme molti e diversi segnali, accettare che il giudizio e le risposte non sono mai né semplici né univoci, provare a esercitare uno sguardo largo sul mondo e lungo sul futuro che ci aspetta. Lavorando su di noi, per ritrovare il gusto dell’essere in accordo – possibilmente senza soffocante uniformità – ma anche in disaccordo, senza anatemi.

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

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Un “Tema” lungo, più della metà di questo nostro numero che esce alla vigilia dell’8 marzo dello “Sciopero globale delle donne”: abbiamo voluto provare a fare un affondo (sempre parziale, ovviamente) sullo stato dell’arte dei femminismi italiani, tra risultati, smacchi, conflitti, questioni in primo piano come il #metoo, cui dedichiamo molte pagine perché è un fenomeno che suscita opinioni diverse e spesso contrapposte ma ha anche un respiro internazionale di cui tenere fortemente conto. Un “Tema” in continuità con gli argomenti che spesso ritornano nelle pagine della rivista, ma che questa volta teniamo sull’arco teso di una interrogazione che riflette sull’attualità ma volge allo stesso tempo uno sguardo al tempo che abbiamo alle spalle – il ’68 e alcuni momenti di snodo che hanno segnato il lungo percorso di questi cinquant’anni – e una interrogazione sul futuro. I fronti aperti – che abbiamo scherzosamente ma non troppo chiamato “Feminist Wars” – sono interni ed esterni al movimento delle donne e sono tali da dover tenere costantemente presenti i fattori di forza e di debolezza, di potenza e vulnerabilità. Insieme, ma non dicotomici, non opposti. La politica, le differenze, i linguaggi e il #metoo: la scansione delle pagine non separa le questioni, perché c’è un filo che ritorna e connette l’intero scenario.
Parliamo anche di due donne, diversissime, che ci sono state molto care e che abbiamo appena perso: la scrittrice Ursula K. Le Guin e la regista televisiva Tilde Capomazza. Ma siamo assai addolorate anche per la scomparsa di Giacometta Limentani: trovate la sua ultima intervista, a firma di Silvia Neonato, sul nostro numero 127 del gennaio scorso.
Due belle mostre di straordinarie artiste sono recensite nella sezione “A/margine” mentre in “Primopiano” e “Letture” potete leggere di Anna Paola Moretti e della famiglia Rosselli, di donne del Medioevo e degli ultimi libri di Nicoletta Vallorani e Antonella Cilento, e di Miranda Miranda che ci racconta dell’universo letterario per “signorine”. E poi ci sono, come sempre, le nostre fantastiche “Rubriche”.
Leggendaria è tra le orgogliose organizzatrici della I° Fiera dell’editoria delle donne, che si tiene alla Casa Internazionale delle Donne tra l’8 e l’11 marzo: si chiama “Feminism”, che è la parola dell’anno 2017. Ci auguriamo di incontrare il nostro leggendario pubblico in quei giorni: vedrete, ne varrà la pena! E chissà che non diventi un appuntamento annuale: incrociamo le dita… intanto buone letture.

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

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TEMA/Feminist Wars

≡ APERTURA

Accordi e disaccordi

di Anna Maria Crispino … pag. 6

≡ LA POLITICA

Autrici e attrici di un cambio di civiltà

Intervista a Ida Dominijanni di Anna Maria Crispino … pag. 8

Gli anni belli e spericolati delle ragazze del ‘68

di Bia Sarasini … pag. 10

Puntare sulla forza delle donne

di Claudia Mancina … pag. 12

Alla rivoluzione vestita “da borghese”

di Maria Rosaria La Morgia … pag. 13

≡ LE DIFFERENZE

Elogio del conflitto segno di ricchezza

Intervista a Luisa Muraro di Giovanna Pezzuoli … pag. 15

Vulnerabilità e potenza

di Sara Pollice e Giorgia Serughetti … pag. 16

Tra Elettra e Pentesilea

di Gisella Modica … pag. 19

Differenza, differenze, in-differenza Come convocare il mondo al materno

di Elvira Federici … pag. 21

Di trans e femministe ai tempi dell’uteromania

di Federica Fabbiani … pag. 24

≡ I LINGUAGGI

Politically correct. Da dove viene e dove va

di Alessandra Quattrocchi … pag. 26

Perché dal dialogo siamo passate allo scontro?

di Monica Luongo … pag. 27

≡ LE MOLESTIE

Avere voce, #metoo

di Angela Vitaliano … pag. 29

Il movimento diventa globale

di Patrizia Larese … pag. 32

#Quellavoltache … pag. 37

Uscite dal silenzio, finalmente

di Silvia Neonato … pag. 38

Quando a subirle è lui

di S.N. … pag.   40

La sfida politica che ci aspetta

di Bia Sarasini … pag. 40

I maschi di sinistra, molti “se” e troppi “ma”

di Simona Bonsignori … pag. 43

La zona grigia del piacere

di Alessandra Quattrocchi … pag. 46

IN MEMORIA

≡ TILDE CAPOMAZZA

Tilde la coraggiosa

di Silvia Neonato … pag. 49

≡ URSULA K. LE GUIN

In dialogo con l’Altro

di Marina Vitale … pag. 50

A/MARGINE

≡ ELISABETTA DI MAGGIO

La qualità filosofica dell’attenzione

di Bianca Tarozzi … pag. 52

≡ CARLA SANGUINETI

In mezzo al nulla della rovina

di Paola Zan … pag. 54

PRIMOPIANO

≡ ANNA PAOLA MORETTI

Stratificazioni della memoria

di Marina Santini … pag. 56

≡ CAROLINE MOOREHEAD

Una famiglia nel mirino del Fascismo

di Ivana Rinaldi … pag. 58

≡ STORIA

Il Medioevo? Questione di sguardi

di Matilde Passa … pag. 60

Le ribelli che scelsero la fuga

di Saveria Chemotti … pag. 61

≡ NICOLETTA VALLORANI

Il cuore di tenebra che ancora ci abita

di Serena Guarracino … pag. 63

≡ MIRANDA MIRANDA

Nel mondo delle signorine

di Maria Vittoria Vittori … pag. 64

≡ ANTONELLA CILENTO

Teofanès nella festa barocca napoletana

di Nadia Tarantini … pag. 66

≡ AGNESE GRIECO

Nell’incanto delle sirene, la metamorfosi della vita

di Elvira Federici … pag. 68

LETTURE

≡ O. SAVICEVIC IVANCEVIC

Il mare non bagna Spalato

di Maria Vittoria Vittori … pag. 71

≡ RITANNA ARMENI

Le donne bomba dell’Urss

di Silvana Maja … pag. 72

≡ MARIA ROSARIA SELO

Le forme della violenza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 72

≡ CHIARA GUIDI

Partitura per una collezionista di voci

di Annalisa Comes … pag. 73

≡ LILLIANA FERRO

Nostra sorella Angelica

di Maria Vittoria Vittori … pag. 73

≡ DWF

Con il taglio della politica

di Gisella Modica … pag. 74

≡ MARIA PIA QUINTAVALLA

Spartiti di vite

di Maria Vittoria Vittori … pag. 74

≡ ELSE JERUSALEM

Prose fin de siècle

di Annalisa Comes … pag. 75

≡ GIOVANNA MOZZILLO

Un amore senza cittadinanza

di Maria Vittoria Vittori … pag. 75

RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Il giardino apocrifo di Virginia Woolf

di Giuliana Misserville … pag. 70

≡ IN/VERSI

Rimedio alla disarmonia del reale

di Maria Clelia Cardona … pag. 71

≡ TOP FIVE

La nostra classifica

di Luciana Di Mauro … pag. 76

≡ CANTO&CONTROCANTO

Terremoti di terra e d’anima

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 77

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 78

 

Campagna abbonamenti 2018 … pag. 80

Le nostre leggendarie Madrine … pag. 82

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LEGGENDARIA N. 128/2018

FEMINIST WARS. Vulnerabilità e potenza

MARZO 2018 – 84 PAGINE

 

Un “Tema” lungo, più della metà di questo nostro numero che esce alla vigilia dell’8 marzo dello “Sciopero globale delle donne”: abbiamo voluto provare a fare un affondo (sempre parziale, ovviamente) sullo stato dell’arte dei femminismi italiani, tra risultati, smacchi, conflitti, questioni in primo piano come il #metoo, cui dedichiamo molte pagine perché è un fenomeno che suscita opinioni diverse e spesso contrapposte ma ha anche un respiro internazionale di cui tenere fortemente conto…

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