Privacy Policy

By

Tema / Apertura

LA NATURA DELLE STREGHE

di Anna Maria Crispino



Che nesso c’è tra la crisi ambientale che si manifesta sempre più acuta e la ripresa di narrazioni sulle streghe, simboli potenti, sebbene ambivalente, del legame tra il femminile e la natura? Già oltre trent’anni fa Donna Haraway ci avvertiva che il termine “natura” va maneggiato con molta cautela, senza dare per scontato che sia qualcosa che esiste di per sé, fuori o prima della sua relazione con le specie viventi sul nostro Pianeta, e in particola con la specie umana che sta distruggendo l’ecosistema. La natura è “un artificio”, un “luogo comune”, in senso letterale, attraverso il quale ci pensiamo nell’esistente ci dice Donna Haraway. E dunque in perpetua trasformazione, alla continua ricerca di un equilibrio. L’emergenza nasce in questa fase che alcuni definiscono Antropocene proprio perché l’equilibrio sembra compromesso, l’impronta della specie umana sul Pianeta sta provocando danni difficilmente riparabili.


Anche la strega è un luogo comune, figura presente sotto diverse nominazioni – Lamie, eretiche, malefiche, maghe, maliarde, masche, janare… – sin dall’antichità per designare il negativo del femminile, la sua inaffidabilità, la sua pericolosità. Sotto accusa per il suo presunto rapporto col Maligno è stata un capro espiatorio perfetto nel corso della Storia per far fronte all’indicibile, all’incomprensibile, all’inaddomesticato. La strega è minacciosa per il potere maschile, ne mette in discussione il dominio e la narrazione: fuori dalle regole della comunità, usa il corpo e la sessualità, vive in relazione con altre “diverse” come lei, vittima nei secoli di chi detiene il potere, eppure sempre presente, risorgente sotto altre spoglie. È “l’altra” per definizione rispetto alle donne pensate dagli uomini: nera o bianca, giovane o vecchia, bellissima o spaventosa, vergine etero o omosessuale, soccorrevole o malvagia, è irregolare, ribelle, sovversiva.


Non è un caso che già il femminismo degli anni Settanta si fosse appropriato della figura della strega per ribaltarne il senso: c’era dell’ironia ma anche una bella sfida a quel luogo comune di malvagità e bruttezza nello slogan gridato nelle piazze: «Tremate, tremate le streghe sono tornate». Oggi la strega è tornata ad essere una icona etica ed estetica per le nuove generazioni del femminismo, nutrite anche di manga, saghe fantascientifiche e fantasy, narrazioni immaginifiche che spesso hanno al centro una Pianeta minacciato dalla catastrofe incombente e un’umanità da salvare. E intanto la ricerca storica è tornata a interrogare alla luce dell’oggi quei processi alle streghe che spesso appaiono verosimilmente come opportunistiche persecuzioni e femminicidi di massa. La rilettura del passato e l’immaginario di altri futuri possibili sembrano dunque fare corto circuito nel produrre movimenti ecofemministi e anti- ed interspecisti.


La natura “malata” appare dunque come una trincea sotto assedio, specchio e portato di quel meccanismo perverso di sfruttamento del vivente – umani e altri animali, piante e minerali – ecosistema che si sta autodistruggendo per mancanza di senso del limite da parte della specie umana. Ma è quella stessa natura che, essendo – nel pensiero di Haraway e di altre ecofemministe – un “artificio”, può produrre altri artifici che, combinati alle tecnologie, possono distruggere o invece salvare.


Le streghe, a volte sotto altre vesti e altri nomi, tornano a volare, non su scope di saggina ma surfando sulle piattaforme informatiche, trasformando i corpi e la sessualità, occupando le strade delle metropoli globali in nome di un futuro sostenibile. Raccontate da serie Tv e pellicole sul grande schermo, dai videogiochi e dall’arte, le nuove streghe sono ibride e metamorfiche, sapienti e creative. Sono consapevoli di avere radici antiche eppure si muovono nella blogosfera. Ma anche in presenza e in relazione perché – come le loro antenate – sanno che solo insieme, nella rete del femminismo globale, e nell’operare quotidiano – fanno davvero paura. E perché, come già sapeva Emily Dickinson, «la storia e io sappiamo essere streghe quando occorre, qui tra di noi, ogni giorno». Un “tra noi” prezioso, ogni giorno.


 

By

LEGGENDARIA N. 140/2020

LA NATURA DELLE STREGHE

MARZO 2020 – 76 PAGINE

 

« L’Editoriale »

La Copertina | Leggi il Sommario →

L’emergenza ambientale mobilita le pratiche e il pensiero di studiose e attiviste ecofemministe: abbiamo messo a Tema analisi, riflessioni, proposte d’azione e narrative sullo stato del nostro Pianeta, sul concetto di “natura” e di relazioni tra le specie, e sui futuri possibili: da Donna Haraway a Val Plumwood e Vandana Shiva fino ai movimenti globali di giovanissime/i e native/i.

E di un forte legame con la natura ci parla la figura della strega, riemersa con forza dagli archivi storici e dalla memoria sotterranea per rivelarsi simbolo attivo e potente di resistenza alla secolare narrazione patriarcale del femminile. Più generazioni di femministe hanno fatto propria l’immagine della strega rovesciandone lo stigma negativo mentre, alla luce di una nuova consapevolezza, la rilettura dei documenti sulla sua persecuzione ci raccontano non solo un fenomeno che oggi possiamo definire come un vero e proprio femminicidio di massa ma anche della perduranza dei motivi che hanno fatto di donne emarginate, ribelli, eretiche, fuori dalle norme il capro espiatorio perfetto di un dominio maschile timoroso dell’alterità.

Nello spazio dedicato alla Cara prof torniamo sulla questione del canone letterario così come ancora si trasmette nelle scuole: c’è una timida apertura del Miur a una maggiore attenzione alle scrittrici e alle/agli autori “meridionali” – attenzione che pare però smentita dai programmi che lo stesso Miur ha previsto per il nuovo concorso nazionale per i docenti.

Assai ricca, come di consueto, la parte dedicata alle autrici e ai temi in Primopiano: da Susan Sontag a Janet Frame, Charlotte Salomon e Jill Dawson; dal fenomeno della tratta alla cosiddetta “crisi del maschile”, dal significato e uso della forza, alla violenza contro le donne e alla centralità dell’inconscio. Abbiamo intervistato la lucchese Maria Pacini Fazzi che cinquant’anni fa fondò la casa editrice e che oggi la gestisce con la figlia Francesca. E l’attrice Magda Mercatali, che a Roma insegna teatro agli immigrati mettendo in scena spettacoli che rielaborano il patrimonio dei classici coniugandolo con la realtà multietnica.

Ricordiamo In Memoria due figure che ci sono care: la regista e scrittrice Lorenza Mazzetti e la partigiana femminista Marisa Ombra. Le nostre Rubriche sono anche questa volta delle chicche assai gustose.

E infine, mentre lavoriamo al nostro fantastico nuovo sito, invitiamo le ritardatarie a non dimenticare di rinnovare l’abbonamento: questa rivista, questa comunità, possono vivere solo grazie a voi.

Buona lettura!

By

LEGGENDARIA N. 140/2020

LA NATURA DELLE STREGHE

MARZO 2020 – 76 PAGINE

 

« Sommario »

Leggi l’Editoriale

TEMA

La natura delle streghe

di Anna Maria Crispino … pag. 7

≡ DONNA HARAWAY

Mettersi in relazione come condizione per sopravvivere

di Marina Vitale … pag. 9

≡ ECOFEMMINISMO

I costi sociali del paradigma unico di sviluppo

di Sara Pollice e Federica Tomasello … pag. 12

Possiamo parlare di ecologia letteraria?

di Elvira Federici … pag. 14

≡ RACCONTO

La Strega

di Elisa Bellero … pag. 17

≡ STREGHE

Che il corpo si riprenda respiro e libertà

di Gisella Modica … pag. 18

Sull’ambivalente crinale tra vita e morte

di Nadia Tarantini … pag. 20

La caccia alle streghe non è mai finita

di Chiara Mezzalama … pag. 21

Tre storie di malefiche

di Silvia Neonato … pag. 22

Tra ricerca storica, romanzo e fantasy

di Giuliana Misserville … pag. 23

≡ CINEMA

Riluttanti e innamorate

bellissime e perfide ma potenti

E Hollywood le ama

di Giovanna Pezzuoli … pag. 26


IN MEMORIA

≡ MARISA OMBRA

Partigiana e femminista

di Annamaria Guadagni … pag. 31

≡ LORENZA MAZZETTI

L’impudenza di definirsi “un genio”

di Nadia Tarantini … pag. 32


INTERVISTE

≡ MARIA PACINI FAZZI

Casalinga&Tipografo: così nacque una casa editrice

di Francesca Caminoli … pag. 34

Una collana per le Italiane

di  F. C. … pag. 35

≡ MAGDA MERCATALI

E sul palco i migranti usano corpo e voce

di Franca Fossati … pag. 36


PRIMOPIANO

≡ FEMMINISMO

Ripensare l’inconscio, matrice generativa

di Elvira Federici … pag. 38

≡ STEFANO CICCONE

Crisi del maschio e accettazione del limite

di Giorgia Serughetti … pag. 39

≡ JILL DAWSON

Delitto e pregiudizio

di Maria Vittoria Vittori … pag. 41

≡ PROSTITUZIONE

Sulle rotte della prima globalizzazione della tratta

di Simona Bonsignori … pag. 43

≡ CHARLOTTE SALOMON

Tutta la vita in una valigia

di Annalisa Comes … pag. 45

≡ JANET FRAME

Farsi salvare dalle parole

di Anna Toscano … pag. 47

≡ PAOLO DI PAOLO

La sfida di nascere soli

di Daniela Matrònola … pag. 49

≡ ALESSANDRA CHIRICOSTA

La forza della Guerriera di giada

di Isabella Pinto … pag. 50

≡ SUSAN SONTAG

La cultura come ossessione

di Silvia Neonato … pag.  52

≡ VIOLENZA

Se la legge è ancora dalla parte di lui

di Maria Pia Achiardi Lessi … pag. 56


CARA PROF

≡ CANONE LETTERARIO

Il Novecento, secolo di autrici

di Antonella Festa … pag.  56


LETTURE

≡ ANGELA CARTER

Nell’antro di Angela

di Paola Bono … pag. 60

≡ LAURA FORTI

Discesa agli inferi

di Maria Vittoria Vittori … pag. 60

≡ GRAZIA FRISINA

Il materno, una forza dirompente

di Antonella Fimiani … pag. 61

≡ MARGARET WILKERSON SEXTON

L’altra faccia del sogno americano

di Maria Vittoria Vittori … pag. 61

≡ GIANLUCA PIROZZI

Un eroe normale

di Daniela Matrònola … pag. 62

≡ AGLAJA VETERANYI

Una favola crudele

di Maria Vittoria Vittori … pag. 62

≡ MELINDA GATES

Nel nome delle donne

di Antonella Bontae … pag. 63


RUBRICHE

≡ IMPROVVISI

Milena Jesenská

di Marialaura Simeone … pag. 63

≡ UNDER-15

a cura di Sara Bennet … pag.  64

≡ IN/NOTE

Sulle tracce di Paola e Piera

di Loredana Metta … pag. 66

≡ TOP FIVE

a cura di Sara Bennet … pag. 67

≡ IN/VERSI

Stanziale e cosmopolita

di Maria Clelia Cardona … pag. 68

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Il giardino della vita

di Giuliana Misserville … pag. 69

≡ NEWS

a cura di Giulia Crispino … pag. 70


≡ CAMPAGNA ABBONAMENTI 2020 … pag. 72

≡ LE NOSTRE LEGGENDARIE MADRINE … pag. 74

By

LEGGENDARIA N. 140/2020

LA NATURA DELLE STREGHE

MARZO 2020 – 76 PAGINE

 

L’emergenza ambientale mobilita le pratiche e il pensiero di studiose e attiviste ecofemministe: abbiamo messo a Tema analisi, riflessioni, proposte d’azione e narrative sullo stato del nostro Pianeta, sul concetto di “natura” e di relazioni tra le specie, e sui futuri possibili: da Donna Haraway a Val Plumwood e Vandana Shiva fino ai movimenti globali di giovanissime/i e native/i. E di un forte legame con la natura ci parla la figura della strega, riemersa con forza dagli archivi storici e dalla memoria sotterranea per rivelarsi simbolo attivo e potente di resistenza alla secolare narrazione patriarcale del femminile

Leggi l’editoriale e il sommario →

 

CARTACEO: 10,00 Euro – PDF: 5,00 Euro

 Acquista questo numero online

By

Focus / Louisa May Alcott

PICCOLE DONNE DEL TERZO MILLENNIO

La nuova versione cinematografica dei romanzi sulle sorelle March guarda alle nuove ragazze indicando ancora Jo come modello ma soprattutto la sua creatrice: perché Piccole donne è anche un romanzo sul denaro e la sua importanza per essere libere.


di Giovanna Pezzuoli


L’inizio del film è decisamente sorprendente con la regista, Greta Gerwig, 36 anni, nuova icona dell’intellighenzia newyorchese, abbigliata in modo casual, che si rivolge al pubblico in tono confidenziale: «Vi ringrazio per essere qui, per aver voluto accompagnarmi in un viaggio nel passato che possa ridefinire il futuro». Ammette di essere stata colpita da Jo March e dalla sua ambizione fino da quando aveva 13 anni, spiegando come il romanzo Piccole donne abbia trovato posto nella sua testa di bambina mentre i suoi personaggi iniziavano a danzarle nel cuore. Ma, con gli anni, qualcosa è cambiato. «Allora, avrei voluto essere come Jo. Oggi, mi auguro di poter essere come Louisa May Alcott». Attrice e sceneggiatrice, oltre che regista dell’incensato Lady Bird (cinque nomination ai premi Oscar 2018 e un Golden Globe vinto), Greta gioca dunque a carte scoperte, dichiarando una duplice identificazione, quasi a voler sottolineare il totale, amorevole coinvolgimento della sua rilettura.

Le sorprese in questa sesta versione cinematografica dell’amatissimo long seller uscito nel 1868 – e seguito, nel 1869, da Piccole donne crescono – non finiscono certamente qui. È Jo, la ribelle, l’anticonformista, il maschiaccio inquieto e irruente, role model per diverse generazioni di ragazze, ad aprire e chiudere il film, con un’entrata in scena, già adulta, mentre propone all’editore newyorchese Dashwood uno dei suoi sensazionalistici racconti brevi, fingendo di farlo per un’amica ma rivelando la sua passione di scrittrice nei polpastrelli macchiati d’inchiostro. Si comincia dunque quasi dalla fine, con Jo a New York e Amy, la più piccola delle sorelle e sua eterna antagonista, a Parigi a fare compagnia alla cinica e tirchia zia March, mettendo alla prova il suo modesto talento di pittrice.

Greta Gerwig per il suo Piccole donne, uscito il giorno di Natale negli Stati Uniti e il 9 gennaio in Italia, dopo un imponente lancio pubblicitario, attinge ai primi due romanzi (non sempre fedelmente) e ai diari della stessa Alcott, e soprattutto stravolge l’andamento lineare della storia, spezzandola attraverso continui andirivieni fra passato

e presente. Un’innovazione ardita che può fare storcere il naso a lettrici affezionate ma che rende la narrazione più vivace e attuale seppure meno coesa. Jo va a ritroso nel suo passato in cerca di ispirazione, avvolgendo con una patina di nostalgia i momenti incantati dell’adolescenza. Sono flash back scanditi dall’abile montaggio di Nick Houy, con scene di travolgente realismo, quasi singoli quadri di cui si compone l’universo femminile delle quattro ragazze March, rattristate ma mai domate dalle restrizioni economiche. Un cerchio magico, con il rito delle commedie ideate da Jo in cui solo l’amico Laurie può entrare, tra complicità e gesti caritatevoli suggeriti dall’adorata madre Marmee, abbracci e violente liti, con botte vere tra Jo e Amy, sempre intente a rincorrersi e a farsi dispetti.

È subito evidente che l’interesse principale della regista è l’ispirazione femminista del romanzo, di cui sono messi in luce gli aspetti anticipatori, la narrazione al femminile, la sorellanza, il bisogno di indipendenza, lo status sociale e finanziario con cui le donne sono costrette a misurarsi. Piccole donne, nell’interpretazione di Greta Gerwig, è soprattutto un libro sul denaro. Sulla difficoltà di una donna di essere libera se non ha denaro e, più in generale, sulla possibilità di conciliare arte e denaro. Che il matrimonio sia essenzialmente una questione economica viene ribadito più volte nel film ed è chiaro che la facoltosa zia March ha potuto evitare di sposarsi solo perché i soldi non le mancano. Ne è ben consapevole Amy, che alla fine sposerà il ricco Laurie del quale pure è innamorata, mentre Meg sceglie lo squattrinato John Brooke per amore, nonostante i tentativi di Jo di dissuaderla promettendo un appoggio totale alla sua sospirata carriera di attrice.

E Jo? Ha rifiutato l’innamoratissimo Laurie e ha sempre detto che non si sarebbe mai sposata (come del resto non si sposò Louisa May Alcott) ma è l’editore a esigere l’happy ending: ed ecco la scena finale del film con lei e lo spiantato professor Friedrick Bhaer allacciati sotto l’ombrello. Dopo aver contrattato con Dashwood le royalties e la questione dei diritti del romanzo, che restano a lei, Jo deve far sposare la protagonista perché il libro non venderebbe se lei restasse zitella. Sarà andata effettivamente così? Non a caso si intitola Good Wives il seguito di Little Women. E, a parte l’angelica Beth, che muore prematuramente, le sorelle March si sposano tutte. Certo, questo smascheramento finale dell’identificazione Jo-Alcott è un passaggio un po’ brusco che rischia di rompere l’incanto della storia.

Una rilettura originale e accattivante, dunque, con qualche zona d’ombra … [segue]

By

LEGGENDARIA N. 139/2020

PICCOLE DONNE

GENNAIO 2020 – 84 PAGINE

 

« L’Editoriale »

La Copertina | Leggi il Sommario →

Primo numero del nuovo anno, e prima leggendaria novità: due pagine tutte dedicate alla “Cara Prof” in cui approfondiremo testi, incontri, iniziative, corsi di formazione e tutto ciò che ruota intorno al mondo della scuola – ma senza specialismi (che ci sono ottime riviste per questo) – e si connette con il contesto sociale e culturale in cui nuotano studenti, insegnanti e genitori. Diteci cosa ne pensate. E altre novità sono in arrivo in questo 2020: vogliamo comunicare meglio e allargare la nostra rete. Vi terremo aggiornate/i.

Questo fascicolo ha un che di speciale: innanzitutto, 8 pagine in più (e le nostre pagine sono paginone…). Trovate una ricca Apertura dedicata a Piccole donne, il nuovo film e la finalmente tradotta biografia di cui si sta forsennatamente discutendo sui social (tra donne, che agli uomini queste storie proprio non interessano, ahiloro!). Un Tema, curato da Silvia Neonato, che arricchisce e completa il discorso su donne e lavoro avviato sul numero precedente. Poi un Focus sulla memoria, dato che in questo periodo, in occasione del Giorno della Memoria, escono molti testi sulla Shoah, e vale la pena di farsi alcune domande.

E ancora: Alessandra Riccio ci racconta una breve storia dell’America Latina che però viene da un lungo passato di coloni e conquistatori, per riflettere su ciò che sta accadendo in Cile (e non solo lì). Zuzanna Krasnopolska ci segnala il bel volume di ricordi del segretario di Wislawa Szymborska (e ogni occasione è buona per parlare di lei!). Adriana Chemello ci parla del libro di Elisabetta Bonucci che illumina di nuova luce la figura di Paolina Leopardi, sorella di Giacomo ma non solo.

E tanto altro ancora, nelle nostre pagine di a/Margine, Primopiano, Letture, Rubriche: insomma, mai come questa volta dovrete riservarvi del tempo e attivare le vostre passioni per leggere tutta la vostra Leggendaria! Il tempo che ci separa dal fantasmagorico numero di marzo che uscirà in occasione di Feminism/3, la Fiera dell’editoria delle donne (Roma, 5/8 marzo 2020) che è in cantiere.

Ma intanto, vi siete abbonate? Avete regalato un abbonamento a chi vi è cara/o? La nostra Campagna la trovate alle pagine 80-81: che siate in Italia o all’estero, che vogliate essere Madrine (vale a dire fate buone intorno alla nostra culla!) e/o corpo vivente di lettrici, adulte e giovani Under-35, amanti del cartaceo o della versione in Pdf (o di tutte e due) non fateci mancare il vostro sostegno. Noi ci contiamo!

Buona Lettura

By

LEGGENDARIA N. 139/2020

PICCOLE DONNE

GENNAIO 2020 – 84 PAGINE

 

« Sommario »

Leggi l’Editoriale

TEMA/PICCOLE DONNE

≡ LOUISA MAY ALCOTT

Piccole donne del terzo millennio                        

di Giovanna Pezzuoli … pag. 7

Quanto è moderna Lou, fuori dal salotto dei March

di Laura Bertolotti … pag. 10

Fra luci e ombre, la vera storia di Jo

di Alessandra Quattrocchi … pag. 13

≡ SERIE TV

Come una pistola (ancora) carica

di Federica Fabbiani … pag. 15


TEMA/LAVORO

a cura di Silvia Neonato


Precarie ma combattive

di Silvia Neonato … pag. 18

Se le donne facessero sciopero

di Luciana Di Mauro … pag. 20

Pescatrici e contadine

di Gisella Modica … pag. 21

≡ POESIA

Rime scandite dai tempi del lavoro

di Anna Toscano … pag. 23

≡ CINEMA

Tra dramma e commedia le lavoratrici al cinema

di Giovanna Pezzuoli … pag. 26


A/MARGINE

≡ ARTE

Tutto per un Bacio

di Luciana di Mauro … pag. 29

≡ INCONTRI

Donne che parlano con Dio, con tutto il loro essere

di Barbara Mapelli … pag. 31

≡ TEATRO

Figlia d’anima

di Titti Danese … pag. 33

≡ ARTE

La non appartenenza ci salverà dal diluvio

di Elvira Federici … pag. 34


CARA PROF

Quando le donne emergono nella Storia

di Elvira Federici … pag. 36

In cattedra … pag. 37


UNDER-15

Avere quindici anni a Kobane

di Maria Vittoria Vittori … pag. 38

Non prendere a calci i sogni

di Matilde Passa … pag. 38

Brevi a cura di Sara Bennet … pag. 38


FOCUS / MEMORIA

Storie vere, storie probabili, storie false troppo vere

di Matilde Passa … pag. 39

Quale memoria?

di A.M.C. … pag. 41

Identità e desideri di una “bambina bruciata”

di Annalisa Comes … pag. 42

≡ HELGA SCHNEIDER

Testimoniare la Storia

Intervista di Maria Vittoria Vittori … pag. 46


PRIMOPIANO

≡ CILE

Brevissima Historia dell’America Latina

di Alessandra Riccio … pag. 49

≡ WISLAWA SZYMBORSKA

Storie di ordinaria poesia

di Zuzanna Krasnopolska … pag. 52

≡ SAVERIA CHEMOTTI

Un bosco risonante di voci

di Maria Vittoria Vittori … pag. 54

≡ LIA LEVI

Vivere sottobracccio a un sogno

di Ornella Cioni … pag. 55

≡ SANDRA PETRIGNANI

Di libro in libro

di Anna Maria Crispino … pag. 56

≡ DONATELLA SCHISA

Lettere a una madre smarrita

di Daniela Matrònola … pag. 57

≡ ELIANDA CAZZORLA

Umorismo ed emozione salgono in cattedra

di Maria Vittoria Vittori … pag. 58

≡ CIRUS RINALDI

Criminali e violenti                                     

di Alberto Leiss … pag. 60

≡ AMBIENTE

Cosa può salvarci dalla catastrofe incombente?

di Nadia Tarantini … pag. 61

La complessità della crisi

di Giovanna Pezzuoli … pag. 62

≡ PAOLINA LEOPARDI

Il mettersi al mondo di una donna

di Adriana Chemello … pag. 64


INTERVISTE

≡ ELISABETTA BONUCCI

La seconda vita della sorella di Giacomo

Intervista di Adriana Chemello … pag. 66

≡ VITTORIA LONGONI

Donne in cerca di libertà nell’antica Grecia

di Angela Giannitrapani … pag. 67


LETTURE

≡ AAVV

8 scrittrici reinventano il mito

di Maria Vittoria Vittori … pag. 72

≡ MIREILLE GANSEL

Una casa nomade fatta di parole

di Annalisa Comes … pag. 72

≡ CINZIA BOMOLL

Vite disperate

di Nadia Tarantini … pag. 73

≡ PATRIZIA CARRANO

Nelle stanze delle “serve”

di Matilde Passa … pag. 73

≡ DELIA MOREA

Storia d’amore e di cinema

di Maria Vittoria Vittori … pag. 74

≡ OTTAWA G.

Insalate per ogni occasione

di Nadia Tarantini … pag. 74

≡ SANDRO VERONESI

L’amore vissuto vive per sempre

di Daniela Matrònola … pag. 75

≡ GABRIELLA ZALAPÌ

Finzione e autobriografia

di Chiara Mezzalama … pag. 76

≡ DANIELA ZAMBURLIN

Un florilegio femminile

di Antonella Bontae … pag. 76

≡ DANIELA DAWAN

Il giardino segreto di Micol e Leah

di Daniela Matrònola … pag. 76

≡ GIULIANA SGRENA

Politica e fake news

di Franca Fossati … pag. 77


RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI

Il segreto del tempo

di Giuliana Misserville … pag. 69

≡ IN/VERSI

La comune origine dei viventi

di Maria Clelia Cardona … pag. 70

≡ CANTO&CONTROCANTO

L’infanzia ha i suoi diritti

di Laura Marzi e Francesca Maffioli … pag. 71

≡ IMPROVVISI

Alma Sabatini

di Marialaura Simeone … pag. 75

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie

a cura di Giulia Crispino … pag. 78


CAMPAGNA ABBONAMENTI 2020 … pag. 80

LE NOSTRE LEGGENDARIE MADRINE … pag. 82

By

LEGGENDARIA N. 139/2020

PICCOLE DONNE

GENNAIO 2020 – 84 PAGINE

 

TEMA LAVORO
≡ WISLAWA SZYMBORSKA
FOCUS MEMORIA

Primo numero del nuovo anno, e prima leggendaria novità: due pagine tutte dedicate alla “Cara Prof” in cui approfondiremo testi, incontri, iniziative, corsi di formazione e tutto ciò che ruota intorno al mondo della scuola – ma senza specialismi (che ci sono ottime riviste per questo) – e si connette con il contesto sociale e culturale in cui nuotano studenti, insegnanti e genitori. Diteci cosa ne pensate. E altre novità sono in arrivo in questo 2020: vogliamo comunicare meglio e allargare la nostra rete. Vi terremo aggiornate/i…

Leggi l’editoriale e il sommario →

 

CARTACEO: 10,00 Euro – PDF: 5,0 Euro

 Acquista questo numero online

By

Gennaio 2020

Stiamo per chiudere il numero 139, primo di un anno che vogliamo sia di nuove iniziative, tecniche ed editoriali. Ma intanto portiamo ancora in giro il fascicolo precedente: ne discuterà la direttora Anna Maria Crispino


≡ a ROMA, Libreria Tuba, martedì 21 gennaio ore 18:00 – “Italiane d’America tra memoria e scrittura” con la scrittrice Maria Rosa Cutrufelli, la storica Andreina De Clementi, le angliste Mara De Chiara e Caterina Romeo – Libreria Tuba: via del Pigneto 39/A

≡ a NAPOLI, Centro Metis, venerdì 24 gennaio, ore 16:30 – “Autobiografia e narrazione” con Giovanna Borrello, Anna Catapano, Luisa Cavaliere, Maria Liguori, Marina Vitale. Centro Metis, via Giacinto Gigante, Palazzo Principe del Canneto 7

≡ a CIVITANOVA MARCHE, venerdì 31 gennaio, ore 21:30 – con l’Associazione femminista “Donne di Mondo” – Biblioteca Comunale Silvio Zavatti, Viale Vittorio Veneto, 124.


E stiamo alacremente lavorando a Feminism/3, che si terrà a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara 19) tra il 5 e l’8 marzo. Scrittrici, scritture, temi in decine di incontri da non mancare!

Infine, domanda delle domande: avete rinnovato l’abbonamento a Leggendaria? Avete sottoscritto per la prima volta per voi o coloro che vi sono care/i? Siete disposte ad essere una nostra “Madrina”? Perché, lo sapete, senza di voi non possiamo farcela! Tutte le qui Abbonamenti | Leggendaria
Restate in contatto, via FB, Twitter, Instagram. O scriveteci a info@leggendaria.it

By

TEMA


Si possono mettere a tema questioni complesse come l’identità, l’appartenenza, la soggettività e i modi della scrittura, le relazioni tra donne e il farsi di una comunità attraverso un’unica figura per molti versi esemplare? Sì, si può. Lo fanno in queste pagine curate da Edvige Giunta alcune scrittrici e critiche italo americane in un commosso, ricco, profondo e sincero omaggio all’amica, alla studiosa, alla memoirista Louise DeSalvo, ricordandola a un anno dalla sua morte. Esattamente 15 anni fa, Leggendaria aveva dedicato un suo numero (46-47/2004) alle Italiane d’America, mescolando brevi saggi, articoli e testi creativi per illuminare una scena molto poco conosciuta in Italia: quella della scrittura di autrici e studiose statunitensi di origine o di discendenza italiana che attraverso l’uso del memoir stavano portando alla luce l’esperienza e la memoria di vite segnate, in modo diverso, dal trauma dell’emigrazione. Dove i temi dell’appartenenza “etnica”, della lingua, del desiderio e della resistenza all’integrazione, delle relazioni familiari e generazionali giocano un ruolo rilevante – come peraltro in altri gruppi “minoritari” negli Stati Uniti e altrove. Che cosa vuol dire essere italiane/i, che cosa vuole dire essere americani/e, e cosa essere donne: l’intreccio di questi interrogativi crea uno scenario cangiante dalle mille sfumature, che fa emergere voci singolari nella loro complessità, nelle loro differenze ma anche nella contiguità di comuni esperienze. Ricordo ancora con molta emozione i giorni passati negli Stati Uniti per “accompagnare” quel fascicolo, presentarlo e discuterlo in luoghi dove incontrai alcune “comunità” italo americane della costa est, stranita dalla necessità di dover parlare in inglese a persone, donne e uomini, con cognomi – e spesso fattezze – palesemente italiani. Persone curiose di quella strana “creatura” che avevamo messo insieme – anche allora con il decisivo contributo di Edvige Giunta, e di Caterina Romeo – ma ancora più interessate a farsi raccontare che cosa era intanto diventata quell’Italia che loro o i loro genitori o nonni avevano lasciato. Ebbi, allora, la sensazione che ci fosse un solco profondo tra noi, una reciproca distorta percezione della “italianità”. E se oggi quella percezione appare in parte mutata è forse anche grazie al grande lavoro di scavo nella memoria e di ricostruzione di genealogie che autori e autrici italo americane hanno fatto in questi anni. E alla messa a punto di strumenti che ci consentono di “leggere” l’italianità anche quando parla un’altra lingua.


Anna Maria Crispino