Leggendaria, rivista di libri letture e linguaggi dal 1997.

Care lettrici…

vicine e lontane, stanche dei soliti bestseller e della narrativa fastbook? Dei noir internazionali con location by Trivago?

Quest’anno proviamo a fare un gioco: prima mossa, procurarsi il volume appena uscito da Iacobelli editore L’invenzione delle personagge che raccoglie, e rielabora, saggi, interviste e testimonianze di studiose e scrittrici al convegno tenuto dalla Società delle Letterate nel 2012 (niente paura, è un libro colto e brillante che nella ricchezza e varietà degli interventi si lascia spiluccare con gusto) e subito dopo affiancarvi una bella pila di romanzi freschi di stampa. E poi si può alternare: un pomeriggio con la personaggia romanzesca tuffandosi e perdendosi in un mare di emozioni, e poi il ritorno in terraferma con qualche bel saggetto di riflessione; una mattina in quota arrampicandosi su cime tempestose o inoltrandosi in frondosi boschi narrativi, e poi una sosta rigenerante sul prato, ascoltando quello che le scrittrici da noi più amate dicono delle loro personagge preferite, nei romanzi altrui.

O ancora, delle personagge che si presentano al loro immaginario e vi si accampano, allegre, decise e sfrontate, oppure malinconiche ombrose e un po’ masochiste, oppure ancora ambigue e mutevoli e però sempre sfrontate nel reclamare attenzione. Personagge capaci di raccontare «problemi, transizioni, esperimenti, cambiamenti», come scrive Bia Sarasini. Personagge «ritrovate, in costruzione, impreviste» come ce le racconta Nadia Setti. Che entrano in forte relazione con chi le accosta attraverso i libri, perché la lettura è un’esperienza che ci mette in gioco – come ci ricorda Anna Maria Crispino – «mutando a ogni lettura la cartografia del nostro sapere di noi e del mondo».

Allora, pronte a iniziare il gioco? Guardiamole più da vicino, queste nuove personagge che s’apprestano a uscire dai loro romanzi per trascorrere l’estate con noi.