LEGGENDARIA N. 124/2017

PENSANDO IL FUTURO LUGLIO 2017 – 68 PAGINE   In un presente incerto e pieno di minacce si moltiplicano... 

LEGGENDARIA N. 123/2017 + SUPPL.

LA MAGNIFICA JANE AUSTEN MAGGIO 2017 – 74 PAGINE LA VERSIONE CARTACEA SARA’ DISPONIBILE DAL 12... 

LEGGENDARIA N. 122/2017

CORPI • SGUARDI • DESIDERI MARZO 2017 – 82 PAGINE   NUOVI SCENARI DELLA PORNOGRAFIA «SPECIALE/TURCHIA» Pubblicità,... 

LEGGENDARIA N. 121/2017

DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI POLITICA? GENNAIO 2017 – 72 PAGINE ≡ Interventi di: Angela... 

LEGGENDARIA N. 120/2016

SE UNA DONNA DICE BASTA! NOVEMBRE 2016 – 82 PAGINE ≡ SPECIALE/POLONIA – La rivoluzione degli ombrelli... 

LEGGENDARIA N. 119/2016

OGGETTO BAMBINE SETTEMBRE 2016 – 76 PAGINE ≡ ILDEGARDA DI BINGEN • CHARLOTTE BRONTË • CARYL... 

LEGGENDARIA N. 118/2016

PERSONAGGE D’ESTATE LUGLIO 2016 – 68 PAGINE ≡ PARTURITION / PARTORIRE DI MINA LOY (1924) • UN... 

LEGGENDARIA N.117/2016

FEMMINICIDIO MAGGIO 2016 – 76 PAGINE ≡ SVETLANA ALEKSIEVIˇC • LUCIA BERLIN • ANNIE ERNAUX •... 

LEGGENDARIA N.116/2016

COSÌ VICINE, COSÌ LONTANE MARZO 2016 – 92 PAGINE … NUMERO SPECIALE!  ≡ DONNE CURDE IN ROJAVA... 

LEGGENDARIA N.115/2016

MAMME MIE! GENNAIO 2016 — 80 PAGINE «SPECIALE: Sui maschi, ancora» Nell’appassionato e appassionante... 

LEGGENDARIA N.114/2015

MIGRAZIONI NOVEMBRE 2015 — 82 PAGINE ≡ STRENNE/UNDER-15 • TERRE/MUTATE • SINODO • MADRI E... 

LEGGENDARIA N.113/2015

CIAO, MASCHI SETTEMBRE 2015, 92 PAGINE, 10 EURO  • JANE AUSTEN • CHARLOTTE BRONTE • EMILY DICKINSON... 

Leggendaria, rivista di libri letture e linguaggi dal 1997.

Tema / Fantascienza

L’ANCELLA, OVVERO L’IMPOSSIBILE GENEALOGIA FEMMINISTA

Le prime puntate della serie tv Il Racconto dell’Ancella sono state vissute con una partecipazione inedita in tutto il mondo. Una quantità inusuale di interventi, recensioni, interviste si sono susseguite e rincorse sui vari media e social network tale da richiedere un’analisi attenta e approfondita del tema di cui tratta, o anche solo della suo eco. Perché, evidentemente, racconta molto di più di quel che mostra e rappresenta, oltre la storia, le insidie, mai sopite, del dispositivo discriminatorio del potere e della sempre più evidente marginalizzazione di alcune/i alla periferia dei diritti. La serie, ideata e voluta dal produttore Bruce Miller e basata sull’omonimo romanzo scritto da Margaret Atwood nel 1985 reaganiano, attualizza la minaccia, sempre meno sotterranea, dell’erosione del pieno diritto di cittadinanza delle donne in virtù di una norma eteromaniacale che ne disciplina i corpi secondo un inemendabile valore d’uso.

L’universo narrativo dell’autrice canadese, ripreso dalla serie tv, è terrificante: chi guarda, ancor più di chi legge, è proiettato in un tempo e in uno spazio non dissimile da quello in cui vive. Lo spettatore e, a maggior ragione, la spettatrice sono già esposti ai sintomi – disastro ambientale, deriva securitaria, controllo sulle pratiche (politiche?) riproduttive – di cui la Repubblica di Gilead, regime teocratico della fine del XX secolo, assurge a cura. Senza più alcuna possibilità di crescita causa infertilità generalizzata, i Figli di Giacobbe, che hanno preso il potere negli Stati Uniti con un colpo di stato, in nome di sempre desti valori tradizionali e di un’esasperata interpretazione dell’Antico Testamento, sottomettono le donne a rigide suddivisioni in base a ruoli e, soprattutto, funzioni: le Marte (le domestiche di verde vestite), le Zie (le istruttrici/guardiane in marrone), le Mogli (sposate a uomini di potere in blu), le Nondonne (ribelli e non omologate in grigio) e infine le Ancelle (in rosso come il sangue mestruale), ossia le donne fertili, uteri senza corpo – parafrasando Rosi Braidotti. E una di queste, Difred, ossia appartenente a Fred, il Comandante cui è affidata per garantire la necessaria discendenza, è la voce narrante che accompagna nel deserto dei diritti dove niente è più concesso alle donne: la lettura, la scrittura, il lavoro, la partecipazione alla vita pubblica, l’amore o il desiderio o la compassione per sé o per altre/i.

In una società dove l’imperativo è procreare appare evidente, sia nel romanzo sia nella serie tv, che sopravvive, seppure con qualche difficoltà, solo la funzione riproduttiva: cancellata quella generativa, anche la madre, la grande assente tra le figure proposte, non ha più ragion d’essere. Non lo è l’Ancella, che ogni mese, quando è fertile, è costretta ad accoppiarsi con il Comandante e che non potrà tenere il/la bambino/a; non lo è la Moglie (del Comandante), che partecipa alla Cerimonia dell’accoppiamento tenendo la testa dell’Ancella in grembo in un simbolico prolungamento del suo corpo e che è la legittima destinataria dell’eventuale nascituro. Lo era la madre di Difred, femminista d’antan, presente nel romanzo ma eliminata dalla serie tv e sui cui tornerò a breve.

Funzione unicamente e perversamente riproduttiva, dicevo; è la biopolitica portata alle estreme conseguenze con corpi – femminili – oggetto di controllo costante e pervasivo cui è sottratta ogni valenza personale e politica. Il potere teocratico di Gilead cataloga, regola e controlla corporeità e fisicità partendo dalla netta separazione in ruoli precisi (dominio maschile, sia pure con diverse stratificazioni e subordinazione femminile, sia pure con alcune variazioni) e, soprattutto, dalla introiezione di una forma di sottomissione cui è necessario aderire pena l’emarginazione, la mutilazione o la morte […]